Futuro sindaco che fai x le famiglie?

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Le risposte dei 4 candidati alle primarie del 6 e 7 febbraio su conciliazione, educazione, salute e trasporti.

Candidati alle primarie su proposte per le famiglie di Milano, Majorino, Sala, Balzani, Iannetta, rispondono a RadiomammaDomani ti svegli da sindaco di Milano: che fai per le famiglie, e con quali fondi?

In vista delle prossime elezioni a primo cittadino della nostra città, Radiomamma ha deciso di chiederlo a tutti i candidati. Partendo da quelli delle primarie del centro sinistra del 6 e 7 febbraio: Francesca Balzani (attuale vicesindaco e assessore al Bilancio), Antonio Iannetta  (manager del sociale), Pierfrancesco Majorino  (attuale Assessore alle Politiche Sociali), Giuseppe Sala (commissario unico di Expo 2015 e nel 2009/2010 Direttore Generale del Comune di Milano). Quattro le aree su cui abbiamo stimolato i candidati: conciliazione lavoro-famiglia, educazione, salute, trasporti. Ecco, in ordine alfabetico, le loro risposte:
 
CONCILIAZIONE LAVORO-FAMIGLIA

Balzani: Sono mamma di tre bambini che vanno scuola a Milano, lavoro come assessore al Bilancio e devo conciliare anch'io, come tutte voi. Uno dei progetti che vorrei realizzare è quello di una città policentrica fatta cioè di tanti piccoli centri, anche periferici, quartieri ben organizzati che abbiano una vita e una collaborazione di vicinato, una 'sicurezza di vicinato', come a Londra. Questo si collega, come tutto il resto, a una maggiore facilità nell'organizzare lavoro e famiglia: quartieri e strade più sicuri, le strade dove si trovano le scuole le vorrei tutte chiuse, perché rendono più facile la vita dei bambini, dei genitori, dei nonni e dei collaboratori familiari. Dove penso di trovare le risorse per questo e per tutti gli ambiti di cui parliamo in questa intervista? Il 2016 sarà l'anno della Local tax. Vorrei che il Comune di Milano potesse trattenere le imposte locali che ogni anno trasferisce allo Stato, per investirli nella città. Parlo di rivendicazione sulle tasse a livello locale, non sulla fiscalità generale. È questa la differenza dalla Lega. Ogni anno il Comune trasferisce 250 milioni di gettito Imu allo Stato: due volte e mezzo quello che investiamo nella scuola.


Iannetta
Per agevolare la conciliazione lavoro/famiglie pensiamo che innanzitutto si debbano promuovere campagne informative sulle agevolazioni che lo Stato Italiano già prevede con la legge di Stabilità per il 2016, agevolazioni quali i voucher baby sitting, il congedo obbligatorio, la maternità e i premi produttività. Inoltre pensiamo sia utile aiutare il terzo settore a migliorare i numerosi progetti già in essere per quello che riguarda l’educazione post scolastica. L’obiettivo è arrivare a fornire un doposcuola in grado di poter dare agli alunni un buon servizio educativo che arrivi fino alle ore 18.00. Sono interessanti anche alcuni esempi di “baby sitting di condominio” che si sono sviluppati negli ultimi anni in città, riuscire ad aiutare e agevolare queste iniziative sarà di aiuto a molte famiglie. Questi tipi di progetti si possono fondare sul nutrito numero di associazioni e volontari del terzo settore presenti nell’area metropolitana di Milano.
 

Majorino: Sono in campo da luglio e la prima cosa a cui mi sono dedicato insieme con molti amici con cui ho iniziato questa avventura è la cura dell'infanzia. Vorremmo spazi per tutti i quartieri della città per i bambini. Dal nido in su, fino all'adolescenza. Almeno nove centri (uno per zona) per l'infanzia aperti tutto il giorno con educatori e programmi culturali e pedagogici per i ragazzi di tutte le età. Un progetto che si finanzia evitando di operare altri tagli di bilancio alla spesa per il welfare.


Sala
: Mi piacerebbe che a Milano le donne non dovessero scegliere tra lavoro, carriera, famiglia e accudimento dei figli, o comunque che lo possano fare in piena libertà. Per fare questo bisogna certamente ampliare (e rendere più accessibile) l'offerta dei nidi, anche diversificando l'offerta per renderla più flessibile sia sotto il profilo delle esigenze dei genitori sia dei costi: fasce orarie differenziate, iscrizioni "part time", ingressi ritardati, utilizzo del servizio soltanto in alcuni giorni alla settimana, ecc. Dovremo incentivare forme alternative come gli spazi gioco e il baby sitting negli uffici e negli spazi di co-working, promuovere sempre più il lavoro agile, tutelare il reinserimento lavorativo per le madri (ma anche i padri) che decidono di dedicare alcuni anni alla cura esclusiva dei figli. Oltre a questo è necessario avviare un progetto di lungo periodo per ottimizzare tempi e servizi della città insieme alle filiere della mobilità, dei servizi pubblici, del commercio e della cultura/intrattenimento, delle scuole e dei dopo scuola, e naturalmente delle imprese. Per finanziare i provvedimenti in campo di conciliazione lavoro /famiglia e negli altri ambiti di cui parlo nell'intervista (educazione, salute e trasporti) la strada è la stessa: razionalizzare le risorse esistenti e poi incrementate con strade diverse. In alcuni casi la soluzione è coinvolgere i privati o il terzo settore, in altri è rafforzare l'interlocuzione con le altre istituzione: Regione, Stato e Europa.

 

                                                                              
EDUCAZIONE
 

Balzani: L’istruzione è una condizione essenziale della democrazia come disse Calamandrei e la scuola è un luogo importantissimo che deve essere sicuro, e ci mancherebbe, ma soprattutto deve essere un bello e confortevole, ricco di stimoli. Mi piacerebbe, per esempio, che ci fossero più biblioteche e che fossero sempre aperte, con orari più lunghi e tante iniziative. E vorrei che le scuole, col contributo del Comune, potessero dare i libri in affitto, in modo da facilitare l'accesso all'istruzione da parte di tutti i bambini. E vorrei una scuola dove fosse possibile organizzare il contributo di tutti, giovani e anziani, per non lasciare indietro nessuno. Quindi promuovere e organizzare il volontariato di persone in grado di sostenere nello studio e nell'apprendimento i ragazzi delle scuole. E poi vorrei investire nello sport: chiedendo la collaborazione delle associazioni, facendole uscire per avvicinare i bambini e le famiglie. Lo sport è una grande scuola d'inclusione e di crescita che potrebbe educare e aiutare molto per esempio nella lotta al bullismo e giovare al loro benessere psichico oltre che fisico.

 

Iannetta: Per agevolare la conciliazione lavoro/famiglie pensiamo che innanzitutto si debbano promuovere campagne informative sulle agevolazioni che lo Stato Italiano già prevede con la legge di Stabilità per il 2016, agevolazioni qualii voucher baby sitting, il congedo obbligatorio, la maternità e i premi produttività. Inoltre pensiamo sia utile aiutare il terzo settore a migliorare i numerosi progetti già in essere per quello che riguarda l’educazione post scolastica. L’obiettivo è arrivare a fornire un doposcuola in grado di poter dare agli alunni un buon servizio educativo che arrivi fino alle ore 18.00. Sono interessanti anche alcuni esempi di “baby sitting di condominio” che si sono sviluppati negli ultimi anni in città, riuscire ad aiutare e agevolare queste iniziative sarà di aiuto a molte famiglie. Questi tipi di progetti si possono fondare sul nutrito numero di associazioni e volontari del terzo settore presenti nell’area metropolitana di Milano. 

Majorino: Occorre, con maggiore determinazione, puntare sul ruolo centrale della scuola. Fare del patrimonio di Expo un patrimonio futuro con un programma per l'educazione alimentare a partire dalle scuole per il consumo consapevole delle risorse idriche e del cibo e la corretta alimentazione. Si finanzia con una spesa minima, dai ricavi di Expo.
 

Sala: Nell’ambito delle competenze che il Comune ha su questo tema, la prima responsabilità per un sistema scolastico più moderno ed efficiente è certamente quello della cura degli edifici, attivandoci per utilizzare tutte le leve di finanziamento esistenti oggi a livello nazionale e europeo. In secondo luogo dobbiamo fare delle scuole un centro propulsore di educazione e di socialità nei quartieri in cui operano, promuovendone l’uso pomeridiano e serale e mettendole sempre più in rete con le diverse istituzioni culturali della città, ad esempio per realizzare insieme scuole di musica per i più piccoli in ogni quartiere. Infine dobbiamo promuovere e dare spazio a tutte quelle realtà pubbliche e private che nella nostra città offrono occasioni di educazione, sport, gioco studio a bambini e ragazzi, creando inclusione, supportando la conciliazione famiglia-lavoro, contrastando la dispersione scolastica e il disagio giovanile. Perché, come dice, un bellissimo proverbio africano, “per educare un fanciullo occorre un intero villaggio”.

 
 
SALUTE

Balzani: Una cosa a cui tengo moltissimo e sulla quale voglio investire più risorse possibili è combattere l’inquinamento e migliorare la qualità dell'aria. Dobbiamo usare meno le auto, incrementare il car-sharing, facilitare e rendere più sicuro l’uso della bicicletta, migliorare i trasporti pubblici e rendere le strade più sicure per i pedoni, perché sono lo specchio della città. Voglio varare da subito un piano d’interventi di emergenza a intensità crescente da mettere in atto ben prima che si superino i limiti d’inquinamento e che si producano danni per la salute, soprattutto dei bambini e degli anziani. In ogni quartiere vorrei che nascessero aree pedonalizzate e fare in modo che in ogni zona ci sia un’area verde di respiro attrezzata per i bambini. A loro penso sempre e la prima cosa che ho fatto quando ho incontrato i cittadini al teatro Elfo Puccini è stata riservare un’area dedicata ai bambini. Infine dobbiamo guardare al welfare in termini globali: non intervenire solo quando ci sono le emergenze, ma prevenire, garantire interventi d’intercettazione tempestiva dei bisogni.

Iannetta: Siamo consapevoli che la salute, specialmente per i più piccoli, è a rischio all’interno dell’area metropolitana di Milano. Questo rischio è principalmente dovuto alla scarsa qualità dell’aria. Siamo consci che questa è una problematica che andrebbe gestita a livello nazionale, ma all’interno della Città Metropolitana abbiamo un piano preciso per migliorare sensibilmente la qualità dell’aria. Tre milioni e mezzo di alberi piantumati in tutta l’area metropolitana entro il 2021, un albero per ogni cittadino. Inoltre creeremo un anello verde intorno alla città collegando i grandi parchi metropolitani, dal Parco Nord al Parco Sud: un grande polmone verde a disposizione di tutti i cittadini, un vero punto di ritrovo per le famiglie. Inoltre redistribuiremo le aree pedonali in modo equo in tutta l’area metropolitana, potenzieremo le piste ciclabili e il bike sharing. La bicicletta dovrà diventare la regina della mobilità in città. Queste iniziative possono essere realizzate grazie ai fondi di soggetti privati pronti a investire in progetti sociali. Abbiamo già mappato le aree dove intervenire e sappiamo quali sono i soggetti con i quali conversare per trovare i fondi.  

Majorino: Credo nel campo della salute ci sia molto da fare. La sanità lombarda, gestita male dalla regione, spende 17 miliardi di euro l'anno quasi esclusivamente per la chirurgia. Sono sistematicamente lasciate indietro la diagnostica e la cura ospedaliera e domestica delle cronicità. Come inizio propongo che la sanità milanese passi sotto la gestione della Città Metropolitana. Questo progetto non ha bisogno di essere finanziato.
 
 

Sala: La Milano che vogliamo è una città dove è bello vivere a qualunque età e in qualunque condizione, senza barriere né architettoniche né sociali, grazie a tempi flessibili, spazi e servizi su misura, nuove forme di assistenza alle famiglie, ai disabili, ai malati; una città sempre in movimento, ma dove è possibile anche passeggiare nel silenzio, girare in bicicletta, respirare aria pulita. Il pericolo che dobbiamo contrastare è certo l’inquinamento - che va combattuto sul fronte del traffico, ma ancor più incentivando la sostituzione delle caldaie - ma anche la sedentarietà, che è causa di gravi malattie e uccide 10 volte di più: servono quindi parchi più attraenti e vivibili, percorsi pedonali e ciclabili sicuri, incentivi all’attività fisica e allo sport.

 
                 
TRASPORTI

Balzani: Vorrei allargare l’area C, razionalizzare il trasporto pubblico, creare una mobility card in modo che i cittadini possano muoversi in tutta l'area metropolitana. Voglio anche creare posteggi remoti nella città metropolitana, in corrispondenza delle “stazioni” del trasporto pubblico (treni, ma anche autobus comodi e veloci), che siano aree davvero attrezzate. E, come ho detto, bisogna rendere le strade più sicure e controllate. Il rispetto delle regole, dai limiti di velocità ai divieti di sosta (soprattutto la piaga della sosta in doppia fila), deve diventare un fatto di orgoglio milanese, invece che un optional.

Iannetta: Il tema dei trasporti è centrale nel nostro programma. Quello che è evidente è che non potrà più esistere una tale disparità fra i vari cittadini della città metropolitana. La nostra proposta è quella di creare una agenzia unica dei trasporti pubblici che serva l’intera area metropolitana, in questo modo si favoriranno gli spostamenti in ingresso e in uscita dalla città di Milano. Questa agenzia dovrà garantire un servizio efficiente e puntuale a tutti i cittadini. Inoltre siamo convinti che il biglietto potrebbe tornare al prezzo di 1 euro. Con queste iniziative si stimoleranno i cittadini all’utilizzo dei mezzi pubblici e si diminuirà sensibilmente l’utilizzo dei mezzi privati. Questa operazione potrà essere effettuata con la riorganizzazione delle agenzie di trasporti già esistenti e non necessiterà di fondi aggiuntivi.

Majorino: La dico semplice: più mezzi di superficie per tutti i quartieri della città, un piano di investimenti per le metropolitane e biglietto unico per l'intera città metropolitana. Credo che il Comune debba ingaggiare una seria battaglia con il governo di Roma per una maggiore autonomia fiscale. Per questo progetto occorrono finanziamenti consistenti di Stato e Regione.
 

Sala: Milano è già la prima città d’Italia per offerta di trasporto pubblico e non ha nessuna intenzione di fermarsi: basti pensare al progetto della M4 che è in corso di realizzazione. Dovremo migliorare i punti di interscambio e prolungare gli orari serali della metropolitana e lavorare al potenziamento e al miglioramento delle linee di superficie: dalla efficienza energetica e ambientale, all’accessibilità per le mamme con i passeggini, gli anziani, i disabili. E poi rafforzare l’offerta di una mobilità privata alternativa, con il car sharing e il bike sharing da estendere ad esempio alle ore notturne. Tutto questo sarà tanto più efficace se accompagnato da azioni di contrasto a un uso irresponsabile e protervo del mezzo privato, come le auto sui marciapiedi che tolgono spazio ai pedoni, l’occupazione delle aree di carico e scarico che generano poi effetti a catena, il superamento dei limiti di velocità, ecc.

 

a cura di Cristina Colli

non una parola sui bambini

non una parola sui bambini con disabilità....come SEMPRE....

troppo generica la parola INCLUSIONE...che in questi anni si rivolge solo al disagio e alla fragilità legata all'essere un bambino straniero....

anche i nostri BAMBINI hanno dei DIRITTI!!!!!!!!!!!

non una parola sui bambini

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troppo generica la parola INCLUSIONE...che in questi anni si rivolge solo al disagio e alla fragilità legata all'essere un bambino straniero....

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