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Fioristi e pompieri per un giorno

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Alla scuola Stoppani i bimbi provano a lavorare sul serio, insieme ai negozianti della zona

“Ero dalla fiorista e una signora è entrata chiedendo: ma cosa succede oggi? Dal gelataio c’è un bimbo che lavora, dal cartolaio anche, dal parrucchiere pure e ora anche qui?” e guardava interrogativa la bimba che, dietro il bancone, era pronta ad ascoltare le richieste della cliente. “Succede che i bambini della scuola Stoppani stanno imparando cosa significa lavorare veramente, per un giorno, con gli esercenti del quartiere. E tutti sono stupiti ed entusiasti”, racconta Gaia Pozzoli dell’Associazione scuola Stoppani, tra gli ideatori del progetto “Assistente per un giorno”.

Andiamo per ordine. Il 2 maggio sono cominciate le iscrizioni online. “Abbiamo chiesto alle famiglie interessate di iscrivere i propri figli, facendo loro scegliere il lavoro che volevano sperimentare. In un’ora e mezza sono finiti gli 80 posti disponibili”, inizia Gaia. Poi lunedì 6 maggio hanno iniziato i primi “assistenti per un giorno”. I bimbi, con pettorina gialla e badge, passano un’ora e mezza, dopo la scuola, a “provare il lavoro scelto”. I genitori accompagnano il figlio nel negozio (o ente o professionista) scelto e lo vanno a riprendere dopo un’ora e mezza.  “Quando abbiamo iniziato a cercare i negozianti e le realtà per farli partecipare (gratuitamente) abbiamo trovato molto entusiasmo, erano felici di fare parte di un progetto che coinvolgeva e univa la zona e tutti gli abitanti”, continua Gaia.

I bambini coinvolti hanno tra i 6 e i 10 anni “Quelli di prima sono stati i più ansiosi di lavorare”, racconta. Le professioni preferite? Al primo posto il vigile del fuoco con 45 bimbi, poi il fioraio (42) e il veterinario (40) al terzo posto. Ma in 31 hanno deciso di fare l’assistente cinofilo, in 34 lo chef (soprattutto bimbi di altre nazionalità) e in 5 l’espero di te. Ogni bimbo (tranne i vigili del fuoco) lavora da solo, affiancando il professionista che gli svela tutti i segreti del mestiere.

E si lavora gratis? “Il progetto è fatto con il contributo della Banca Popolare di Lodi. Alla fine dell’esperienza ogni bambino potrà aprire un proprio libretto di risparmio (il “Brucoconto”) nel quale troverà una sorta di “paghetta” per l’attività svolta, se vorrà”. Lo sponsor è stato usato per “pagare” gli assistenti per un giorno e in parte per dare fondi alla scuola. “Noi come associazione dei genitori siamo nati anche con l’obiettivo di ideare progetti a sostegno anche economico della Scuola”. Il mese di lavoro finisce il 31 maggio, ma l’idea, visto il successo, è di ripetere il progetto l’anno prossimo “ampliando il numero dei partecipanti”, assicura Gaia.

Info: www.associazionescuolastoppani.com/
Guarda il video: clicca qui

Di Cristina Colli

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