Ecco la sala parto ideale

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E' quella dove nascono mille bimbi l'anno

partoTroppi cesarei e troppi parti a rischio in strutture con pochi requisiti. La commissione parlamentare sugli errori in sanità avverte le mamme: "Non seguite la moda del cesareo. Ed evitate le sale parto sotto casa, se non hanno i requisiti".
I dati sono lampanti. Oggi in Italia un parto su quattro avviene in strutture che registrano meno di mille parti ogni anno, quando la soglia minima per garantire servizi ottimali e' definita dall' Organizzazione mondiale di Sanita' tra gli ottocento e i mille.

Il 66% dei punti nascita italiani svolge meno di mille parti, il 10,47% avviene addirittura in strutture che registrano meno di 500 parti l'anno. Sono i dati comunicati dalla commissione d'inchiesta, nell'ambito dell'indagine avviata nel dicembre 2009 che sara' conclusa, riferisce il presidente, Leoluca Orlando, entro l'anno.

Orlando ha annunciato che la commissione ha inviato agli assessori regionali alla Salute e alle procure del Paese due questionari dettagliati per realizzare una fotografia della situazione. L'allarme riguarda anche i tagli cesarei: la media italiana come noto e' molto alta e si attesta attorno al 38%, piu' del doppio della soglia fissata dalla Oms del 15%. In particolare il ricorso al cesareo e' cresciuto dall'11% del 1980 al 38% del 2008 e cresce nei punti nascita che lavorano meno. In quelli infatti come meno di 500 parti l'anno sono ben 42,6% con la punta massima registrata in Campania (62% del totale).

Orlando evidenzia che "sotto i 500 parti non si puo' andare" e rivolge un appello alle madri perche' "non chiedano di partorire sotto casa ma nelle sale parto che abbiano i requisiti". Sul parto cesareo "non e' possibile affidare la scelta all'interesse economico o alla moda". Tanto che la commissione invita le regioni a uniformare i rimborsi riconosciuti al parto naturale e cesareo per sgombrare il campo dalle convenienze economiche.

Il relatore dell'inchiesta, Benedetto Fucci, osserva che "la sanita' italiana e' tra le migliori del mondo" ma "le carenze organizzative vanno risolte". Sulla scelta del casareo "il medico deve essere lasciato autonomo nella sua decisione". La conclusione generale condivisa dalla commissione e' che "le regioni che spendono di piu' danno un servizio peggiore". Terminata l'indagine l'organismo formulera' proposte al Parlamento "non fare la riforma della riforma della riforma- precisa Orlando- ma per offrire indicazioni per rendere migliore il servizio".
 

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