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Disabili: diritti negati a scuola

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La Ledha denuncia: 4650 alunni lombardi in classe senza i 3 diritti fondamentali. Genitore, ecco cosa puoi fare

La scuola è cominciata, ma ci sono 4650 alunni con disabilità in Lombardia che iniziano senza educatore, assistente alla comunicazione e pulmino per arrivare in classe. Dalle materne alle superiori questi alunni hanno per legge diritto ad alcuni servizi, che quest’anno non sono garantiti del tutto, a tempo pieno e dalla prima campanella. La denuncia arriva dalla Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), che invita tutti i genitori a segnalare le situazioni di disagio, per poter portare avanti i ricorsi: info@ledha.it

I NUMERI
Sono 4650 bambini e ragazzi in Lombardia che hanno diritto a servizi per poter andare a scuola
-Disabilità sensoriale, necessitano di assistente alla comunicazione. Dalla materna alle superiori
- Diverse disabilità, ragazzi delle superiori che necessitano di trasporto e assistenza educativa
Nella città metropolitana milanese sono 530 gli alunni con disabilità sensoriale, 980 quelli che necessitano di assistenza educativa e 350 quelli che hanno diritto al trasporto. In più a Milano sono ancora da assegnare oltre 1800 cattedre di sostegno, sulle 2248 previste

Abbiamo fatto il punto della situazione con Giovanni Merlo, responsabile della Ledha per la Lombardia.

COSA MANCA
Assistenti alla comunicazione (dalla materna alle superiori) e trasporti e educatori (alle superiori). “Sono servizi per l’istruzione quindi sono diritti che si hanno a prescindere dalla quantità di soldi che le amministrazioni hanno a disposizione”.

COME SI E’ ARRIVATI A QUESTO PUNTO
Fino allo scorso anno scolastico tutti questi servizi erano erogati dalle Province. Con la nuova legge (Del Rio) le competenze in Lombardia sono rimaste le stesse. Dallo scorso febbraio chiediamo come ci si stava organizzando. Finchè si è arrivati a luglio e di questi servizi, di solito già pianificati, non c’era traccia. Sono iniziate le lettere di diffida formali e delle famiglie e ad agosto a macchia di leopardo ci sono stati gli accordi tra alcune province e comuni. Le province erogano i fondi e i comuni organizzano per esempio. Ma iniziare ad agosto ha significato arrivare tardi. Le materne hanno aperto il 2 settembre, le altre scuole dal 10 in poi”

LA SITUAZIONE OGGI
-alcune famiglie pagano di tasca loro educatori e assistenti alla comunicazione aspettando di sapere se il contributo previsto per legge arriverà
- altri mandano meno ore a scuola i figli (nelle ore in cui i servizi ci sono)
- altri li mandano ma senza servizi (per esempio li portano loro a scuola)
“I servizi un po' ci sono, magari per una parte delle ore e saranno magari attivati completamente, ma quando? Anche se si riuscirà a fare partire tutto ad ottobre, intanto questi ragazzi e bimbi hanno perso tempo e le famiglie anche soldi magari”

COSA POSSONO FARE I GENITORI
Leda chiede alle famiglie di segnalare giorno per giorno la situazione, così da tenerla monitorata e aiutare nell’organizzazione dei ricorsi. Per i genitori è attiva la mail info@ledha.it, per mandare segnalazioni. E c’è la campagna “Vogliamo andare a scuola”

di Cristina Colli

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