Cyber-bullismo

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Ecco cosa deve sapere e fare un genitore. Parola degli Avvocati per niente, che spiegano aspetti legali ed educativi

Preoccupati e disinformati? Sul tema cyberbullismo sembra che i genitori milanesi siano proprio così. Snoccioli i dati del Ministero dell’istruzione – 1 studente italiano su 4 compie o subisce atti di persecuzione o prepotenza online – e noi mamme e papà tremiamo. Ancor più a scoprire che per Telefono Azzurro la regione con più casi è la Lombardia da cui arriva il 15% degli SOS su angherie subite online. Ma quanto ne sappiamo veramente?

La confusione è tale che, sul tema, hanno deciso di intervenire anche gli Avvocati per niente. Con un incontro, in programma x lunedì 30 novembre in Via San Bernardino 1 alle 18, dal titolo Ragazzi e social network. Non solo cyberbullismo, aspetti legali e connessioni educative. Abbiamo chiesto a Marina Ingrasci, avvocato premiato con il bollino family friendly di Radiomamma che interverrà all’incontro, di aiutarci a fare chiarezza.

Radiomamma: il cyberbullismo è un reato?
Marina Ingrasci: Non esiste un reato di cyber bullismo, né di bullismo. Oggi la figura più simile all’atto di cyberbullismo, ossia il bullismo praticato attraverso l’uso dei social network, è la fattispecie penale dello stalking ossia degli atti persecutori. In realtà possono essere commessi anche altri tipi di reato quali minaccia, maltrattamento, diffamazione sempre che ne ricorrano i presupposti nel caso concreto.

Radiomamma: legalmente, cosa posso o devo fare se mio figlio è vittima di cyberbullismo?
Marina Ingrasci: Dal punto di vista legale la vittima ha a sua disposizione lo strumento della querela penale e della denuncia alla polizia postale oltre alla richiesta di risarcimento del danno in sede civile. Tuttavia occorre sempre pensare che la chiave del nostro ruolo di genitori sta nell’ascolto e nella presenza nel contesto familiare.

Radiomamma: e se, invece, è mio figlio a fare il bullo sui social. Cosa devo fare?
Marina Ingrasci: I genitori hanno il dovere di vigilare, educare ed istruire i figli. Da ciò deriva la loro responsabilità per ogni fatto illecito commesso dai figli che abbia recato ad altri un danno. La responsabilità dei genitori è dunque soprattutto di tipo educativo e deve declinarsi nella vigilanza attiva e nella consapevolezza dell’importanza dell’ascolto e dell’esempio. I ragazzi che compiono atti di cyberbulismo e che hanno superato i 14 anni, dunque già imputabili, possono incorrere in un procedimento penale minorile nel caso in cui abbiano commesso dei reati.

Radiomamma: Sei una mamma oltre che un avvocato. I consigli più importanti che daresti a un altro genitore per allontanare il rischio di cyberbullismo?
Marina Ingrasci: Parlare ai figli dei pericoli connessi all’uso dei social network e prestare attenzione ai segnali indiretti quali il diventare cupo, triste o isolarsi che potrebbero nascondere il disagio di essere vittima di cyberbullismo.

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