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Cure sanitarie ai figli difficili per 8 famiglie su 10

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Lo denuncia l'appena nato Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza

L’80 per centro dei genitori di bimbi fra 0 e 14 anni ammette di avere difficoltà economiche a garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate ai propri figli, limitandole allo stretto necessario, anche per ciò che riguarda quelle primarie. I numeri sono i risultati della prima ricerca fatta dall'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza Paidòss, appena nato. Ne fanno parte pediatri, docenti universitari, membri delle istituzioni, giornalisti, con “l’obiettivo di migliorare gli stili di vita e le condizioni di salute dei bambini e degli adolescenti italiani, usando un approccio nuovo, a partire dalla creazione di una rete di pediatri sentinella in tutta Italia”, spiega Giuseppe Mele Presidente Paidóss.

Come agirà nel concreto questo Osservatorio? Giuseppe Mele parla di quattro campi d’azione.

Osservazione.
“In questo momento a tutti i livelli, tanto locale quanto internazionale, se si deve tagliare lo si fa subito a sfavore dell’infanzia e dell’adolescenza. Abbiamo sempre meno servizi per le famiglie, si stanno riducendo sempre più i livelli minimi di assistenza, dai nidi alle spese per l’odontoiatria e l’oculistica. Tutto passa a carico delle famiglie che si impoveriscono. Noi vigileremo, osserveremo e dove necessario denunceremo le mancanze. Vogliamo accendere un faro sulle politiche a favore dei bambini e dei ragazzi”.

Ricerca. “E’ fondamentale per la prevenzione arrivare ad avere dei dati aggregati a livello nazionale sulla salute dell’infanzia. Solo così possiamo incidere poi sugli stili di vita e sulle “nuove” problematiche che affrontano i preadolescenti e gli adolescenti: tabagismo, fioco d’azzardo, alcol e depressione sono sempre più precoci e diffusi”.

Formazione. “Stiamo lavorando per creare una formazione permanente post universitaria. Ad aprile per esempio faremo un campus a Capri per i pediatri, su specializzazioni come dermatologia, oculistica, gastroenterologia. Serve una formazione più interattiva e al passo coi tempi”.

Comunicazione. “Parleremo ai pediatri, ma anche alle famiglie, con un giornale che darà notizie con parole non troppo scientifiche. E poi faremo campagne di informazione sulle indagini e le ricerche che faremo”

Info: www.paidoss.it

di Cristina Colli


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