Cultura per bimbi: funziona anche senza telefonini

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Barbara Hoepli, editore e mamma, alla demenza digitale risponde ispirandosi a Londra e Francoforte

“Ci chiamano tradizionalisti perché non abbiamo anche il reparto musica e telefonini. Però la libreria è piena di famiglie, tanto che alla lettura per bimbi di alcuni sabati fa abbiamo dovuto chiudere le porte… non ci stavano tutti”. Barbara Hoepli inizia così a raccontare questa libreria, family friendly dall’Ottocento. “Ci teniamo. Secondo me, e così la pensavano anche i miei antenati, la libreria è un servizio per la città, è un luogo speciale. Qui i bambini da sempre sono accolti e “serviti” come i grandi. I libri per i bimbi c’erano già a fine ‘800…la zona per loro prima a un piano, poi a un altro”. E oggi nella libreria Hoepli, che ospita 100.000 libri su 5 piani, lo spazio espositivo per l’infanzia ha conquistato il piano all’entrata. “E’ il più comodo per le famiglie no?”, sorride Barbara.

Scaffali colorati, libri a portata di bambino, seggioline in plastica e tavolini per colorare e soprattutto tre librai specializzati, guidati da Stefano, per aiutare bambini e genitori a scegliere il libro giusto. “Perché ogni lettore ha il suo libro, anche a 3 mesi”, continua Barbara che ci ha fatto vedere la nuova ala che porterà la zona kids a raddoppiarsi e l’ascensore (a prova di carrozzina superata) per scendere al -1. Qui, tra i mattoni dell’antica galleria, tra tappetoni, seggioline e tavolini, si svolgono gli eventi bimbi del sabato. “Qualche anno fa abbiamo iniziato con gli incontri per le famiglie, ma organizzati senza continuità e quindi non portavano un’altissima affluenza”. Poi Barbara è diventata mamma. “E ho capito cosa piace ai bambini, cosa li interessa, a che ora è meglio organizzare gli eventi. Così ho creato un calendario di appuntamenti gratuiti il sabato mattina con letture dal vivo e merenda. In più ora ci sono anche i social, che aiutano molto queste iniziative. Due sabati fa abbiamo dovuto chiudere le porte…c’erano troppe famiglie”.

RM: Ci sono librerie nel mondo cui ti ispiri?
Barbara Hoepli: Londra e Francoforte meritano un giro ogni anno, quando vado per le fiere. La libreria Hugendubel di Francoforte è fantastica. Un vecchio edificio nel centro città, con un cortile occupato dalle scale, ma soprattutto da un’enorme giraffa che sale, dal piano -1 fino ai piani superiori. E ai piedi della giraffa c’è il reparto kids. Già questo ti fa pensare cosa vuol dire qui accogliere i bambini. Per non parlare dei bagni. Non c’è una libreria in Germania dove non riesci a entrare in bagno con un passeggino per cinque gemelli! A Londra vado sempre alla Waterstore di Oxford Street. E’ enorme, giri tranquillamente nei grandi spazi e le poltrone sono comodissime.

RM: Libreria Hoepli è sinonimo di tradizione e siete una editore soprattutto professionale e scolastico, i bambini non disturbano tra gli scaffali?
Barbara Hoepli: Noi siamo tradizionalisti, dicono, perché non abbiamo anche il reparto musica e telefonini. Ma abbiamo la libreria online. E i bambini? I bambini sono le persone più importanti del mondo, sono il futuro. In questo, nel rispetto per i piccoli, siamo tradizionalisti forse, se per vecchio stile si intende prendersi cura di chiunque abbia necessità o interessi diversi dai più.

RM: Milano è una città culturalmente per i bambini? Cosa manca?
Barbara Hoepli: Offre tanto, soprattutto negli ultimi anni. Vedo sempre più famiglie in coda davanti a musei e mostre. Vedo che la gente è affamata di cultura e di intrattenimento di qualità. Non manca un evento, un settore in particolare, ma in generale a Milano manca un po’ di educazione civica. E’ una città ancora troppo per adulti. E’ una città dove non è semplice andare in giro con i bambini: non tutti i locali ti accolgono a braccia aperte, i prezzi sono alti, la gente se vede in difficoltà una mamma con la carrozzina o un ragazzino che da solo deve attraversare la strada, non fa certo a gara per aiutarli. Questa è l’educazione civica che vedo nel Nord Europa. In Svezia il trenino dall’aeroporto alla capitare gratis per i bambini, lo spazio giochi per i clienti baby ovunque, i bambini che vanno a scuola da soli già alle elementari, le mamme che in libreria leggono tenendo la carrozzina anche lontanissima, tanto sono tranquille….

RM: E i preadolescenti e gli adolescenti sono in una città che li accoglie?
Barbara Hoepli: E’ difficile per questi ragazzi. Ci vorrebbero luoghi più di comunità. Quando ero piccola ricordo che nella mia zona c’erano spazi dove andare il pomeriggio, senza fare corsi e lezioni e senza genitori. Mi sembra si chiamasse Centro Sociale Scaldasole. Ora per fortuna ci sono ancora gli oratori, ma mancano centri di aggregazione, con adulti di riferimento, laici.  E per gli adolescenti e i preadolescenti è fondamentale la gratuità, oltre alla proposta. Anche noi stiamo ragionando su come accogliere questa fascia di età. E’ difficile.

RM: I bambini leggono ancora i libri “tradizionali” o sono sempre più digitali?
Barbara Hoepli: I dati confermano che l’editoria per ragazzi è uno dei pochi segmenti in crescita in Italia. I bimbi comprano ancora i libri. Ma questo non vuol dire che non vadano sempre più verso il digitale: computer, tablet, telefonini. Li usano sempre più ed entrano anche nelle scuole. Questo mi preoccupa, non come editore, ma come mamma. Ho letto un libro illuminante, che consiglio a tutti: Demenza Digitale, di un neuropsichiatra tedesco, Manfred Spitzer. Questo medico parla di “pazienti”, riferendosi anche ai bambini che in fase di crescita usano troppo questi strumenti, che rendono passivi e possono fare danni anche alla salute (disturbi dell’attenzione, disturbi alla vista). I nostri figli sono cavie al momento. Credo che il buon senso dei genitori dovrebbe essere la guida per capire come regolarsi.

RM: Come può una libreria essere un’alleata delle famiglie nell’educazione?
Barbara Hoepli: Organizzando per esempio eventi che fidelizzino i bambini, dando consigli personalizzati ai giovani lettori perché trovino il libro giusto, garantendo un ambiente accogliente e personale. I bambini non sono stupidi. Solo così identificano un posto come giusto per loro e ci tornano, anche da grandi.

RM: Quale libro consigli ai bambini e alle bambine delle elementari?
Barbara Hoepli: I libri di Astrid Lindgren, partendo da Pippi Calzelunghe e poi Martina. Buoni esempi di donna super autonoma e fuori dagli schemi. E’ un buon modo per affrontare la cultura maschilista che ancora viviamo e i nostri figli respirano. I giochi da femmina, quelli da maschio, i vestiti da femmina e da maschio, i lavori da maschio e da femmina. Un libro può aprire molti orizzonti a un bambino!

Di Cristina Colli

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