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Campi estivi al via, decalogo di sopravvivenza

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10 cose da fare, e da non pensare, se sei una mamma lavoratrice

Decalogo per sopravvivere ai campusDunque, ci siamo: centri estivi e campus, pubblici e privati, da questa settimana accolgono i nostri figli. Fortuna che ci sono, intendiamoci. Ma pronti a tenere bada i sensi di colpa e le polemiche che possono generare?

I primi, sono generalmente quelli indotti, da memme e suocere, con la tipica frase "Bimbi a Milano col caldo?". Le seconde sono quelle che, inevitabilmente, si accedono tra le fazioni del "campus di basket in lingua inglese con pranzo biologico" e "oratorio con gli amici a giocare a calcetto e figurine". Comunque vada, ecco un decalogo di sopravvivenza: 

1) Se hai un bimbo alla materna e uno alle elementari Non celebrare troppo la fine della scuola. Quella del piccolo, continua. Stessa sede, stesso programma, meno amici. Ha ragione ad essere geloso dei fratelli maggiori. Per i bimbi alla materna, puoi inventare piccoli riti e giochi per marcare il passaggio alle vacanze: ti fermi 5 minuti al parco prima di entrare all'asilo, scegli con lui o lei magliette dell'estate, cambi ingredienti della colazione ecc;

2) Se vorresti strozzare le amiche che chiamano per salutarti prima del  "trasferimento di 3 mesi al mare". Tempo due settimane, ti chiameranno lamentandosi del tran tran spiaggia, focaccia, nanna, gelato. Del fatto che parlano solo con nonni e tate. Della solitudine sotto l'ombrellone. Del fatto di non potersi lamentare. Tu, invece, puoi. E puoi anche: approfittare dei saldi, arrivare al cinema all'ultimo secondo sapendo che troverai il biglietto e via discorrendo.

3) Se non sai mai cosa dire a pranzo con i colleghi. Parla dei campus, delle cose che impara tuo figlio in una settimana, dei vari tipi di offerta. Il tempo volerà, e magari scopri di loro qualche aspetto divertente

4) Se la suocera non ti tiene i bambini e critica il fatto che stiano in città.  Guai a farsi mettere in difficoltà, attacca dicendo che gli amici di tuo figlio sono in trasferta dai nonni, che i bimbi soffrono meno il caldo che la nostalgia dei genitori.

5) Se la suocera terrebbe i bimbi e tu non vuoi. I campus offrono corsi concentrati di inglese, di sport, di arte e teatro che sono un'occasione unica per la sua crescita. Vuoi mettere con paletta e secchiello in spiaggia?

6) Se sei "free lance" e devi lavorare senza l'obbligo di stare in ufficio. E' vero, potresti essere altrove. Ma: munita di pc, chiavetta Internet, telefono che squilla in continuazione. E l'ansia di dover concentrare 7 ore di lavoro nel riposino pomeridiano (se lo fanno) o dopo cena. Un mix capace di rendere isterico anche un monaco zen. Meglio qui, meglio staccare la spina quando tornano a casa che essere con loro senza ascoltarli perchè la spina non si può staccare mai

7) Se gli amici sfoggiano i campus come fossero gioielli. "Ah, tuo figlio gioca a calcio dalle 10 alle 11, a rugby dalle 11 alle 12, a tennis dalle 13 alle 15, a hokey dalle 16 alle 18"? "Il mio corre disegna e corre nel cortile della scuola, se ha voglia". Basta questo

8) Se il campus non è come ti aspettavi. Parlane con gli organizzatori, chiedi lumi agli organizzatori. Pretendi che non siano un semplice parcheggio.

9) Se la tua vicina di scrivania ha spedito i bimbi al mare con la tata per 1 mese e compatisce i tuoi che sono qua. Non te lo dirà mai, ma soffre. A non vederli la mattina, a sentire la voce strozzata la sera, a non sapere se la babysitter gioca con loro o messaggia le amiche al cellulare. Può uscire, è vero, ogni sera..ma comunque torna in una casa deserta e si contorce di nostalgia.

10) Se il campus ti costa un mese di stipendio e vorresti cedere al "tanto vale smettere di lavorare". Chiama la tua amica che è  già da tre settimane in trasferta al mare...e che non ne può più


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