Brochure e siti per il mondo dei bimbi? Un fatto di relazione....

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Intervista a Daniel Patelli, esperto in comunicazione per l’infanzia

“La comunicazione nel settore infanzia deve avere un tratto distintivo, deve nascere dai bambini stessi”. Sono partiti da questo concetto chiave Daniel Patelli, fotografo, e Mirko Belotti, grafico e art director, quando hanno ideato Milk Way Creative Lab. “Conoscevamo il settore, dopo anni di esperienza per strutture private per l’infanzia e abbiamo deciso di pensare a un modo diverso di fare comunicazione visiva e non anche per questa “fetta di mercato””, spiega Daniel Patelli

Partiamo dall’inizio. Che cosa è la comunicazione visiva per un asilo o un centro per l’infanzia?
Le brochure, le foto, i video, il sito internet. Il tutto è per i genitori che frequentano l’asilo o il centro, ma anche per quelli interessati a farlo in futuro.

Cosa ha di caratteristico la comunicazione per il mondo dell’infanzia?
Quando abbiamo iniziato, era una cosa nuova, non avevamo certezze. Siamo partiti dalla considerazione che la comunicazione visiva è ormai d’obbligo in tutti i settori e spesso si finisce nella pubblicità. Si rischia di “vendere” quello che si fa, seguendo il modello dei prodotti tipo “paghi due e prendi tre”. Questo approccio, trattandosi di bambini e non di prodotti, non doveva funzionare. Così ci siamo detti: “Serve una comunicazione diversa, che riesca a stabilire relazioni tra il centro per l’infanzia e i genitori”. Quando cerco di estendere ciò che viene fatto nel mondo del bimbo portandolo fuori, agli adulti, io comunico e tu ricevi e così si creano relazione e condivisione.  Io faccio il video dei vostri bimbi durante un laboratorio e voi genitori vi emozionate e condividete quel momento.  E’ invito alla comunicazione e alla condivisione.

Come si crea questa comunicazione?
Subito bisogna capire la filosofia della struttura per comunicare i messaggi corretti. Ma soprattutto si parte dai bimbi. Il loro ragionamento, semplice e vero, è il più creativo e quindi ci affidiamo a loro. Sono loro a darci una grandissima mano a pensare e trovare gli strumenti e le idee per comunicare ai grandi le attività che sono rivolte ai piccoli in questi centri. Usiamo i loro schemi mentali. Meglio dei bimbi nessuno riesca a creare. Secondo noi questo metodo, oltre a piacerci di più, funziona di più. E anche per i bimbi è un messaggio educativo importante non vedere che si vende quello che loro fanno e vivono, ma si comunica...


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