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Bimbi trofeo: è il tuo caso?

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Su Netflix le storie di 4 genitori ossessionati dal crescere figli campioni. Che infiamma il dibattito: fin dove sei disposto ad andare per farli eccellere?

Fin dove sei risposto ad arrivare perché tuo figlio eccella? Pensaci bene prima di rispondere. E prima di guardare Trophy Kids, bambini trofeo in italiano. Il documentario prodotto da Peter Berg, da gennaio su Netflix, che segue le vite di quattro ragazzini americani e dei loro genitori ossessionati dal farli diventare i numero uno del mondo nel basket, il golf, il tennis e il football. Qui il trailer su You Tube

Ossessionati fino a che punto? Più in là del supplicare l’allenatore di far giocare tuo figlio anche se non è stato convocato. Più in là del far apposta a non avvertire le altre mamme che luogo e orario dell’allenamento di danza è cambiato. Più in là delle piccole e quotidiane scorrettezze che ti capita di osservare a scuola. E forse di schifare.

Trophy Kids racconta di genitori che mettono la creatina nel latte della colazione, che insultano i figli piangenti in campo, che rinfacciano di aver pagato “l’equivalente di due lamborghini” per allenarli e ottenere risultati mediocri, che soprannominano una bimba di 8 anni modesta giocatrice di golf “Tigress” per spingerla a diventare Tiger Woods e a ottenere contratti milionari con gli sponsor.

Trophy Kids racconta, certo, anche di amore per i propri figli. Ma, soprattutto, di frustrazione. Di rabbia. Di aspettative disattese. Al punto che sulla pagina facebook del documentario, e nei tanti articoli usciti negli Usa per commentarlo, si leggono frasi come queste: “Mentre lo guardavo mi veniva da urlare cretino, vai e abbraccia quel bambino” o “idiota, non ti accorgi che è il tuo sogno e non il suo che stai inseguendo??”.
Una cosa certamente capisci: così non funziona. Solo un paio dei quattro bambini seguiti in massacranti anni di allenamento ottengono le tanto agognate borse di studio e un posto “in serie A”, per poi venirne espulsi, per abbandonare sfiancati dalla pressione e dalla mancanza di libertà.

Roba da americani invasati? A noi sembra di no. Prova a pensarci: non ti pare ci siano bimbi trofeo, e genitori invasati, anche nella scuola, nel parco, nella squadra sportiva di tuo figlio?


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