Bimbi sicuri online? Educate offline

Teaser Description: 
All'altruismo, resilienza e fiducia in sé. Che in Usa sono già materia di insegnamento

Cyberbullismo Sicuri che il modo migliore per proteggere i nostri figli online siano filtri, sistemi di controllo sui motori di ricerca e regole severissime sull'utilizzo di pc, cellulari e altri dispositivi elettronici? Secondo il prestigioso settimanale americano The Christian Science Monitor, la risposta è no. "Se vogliamo che non corrano rischi in rete", spiega ai genitori, "dobbiamo lavorare offline, nella vita vera". O, per essere più precisi, su quelli che il magazine definisce "strumenti di sicurezza interna dei nostri ragazzi".

Strumenti di sicurezza interna, avete capito bene. Ovvero resilienza, rispetto dell'altro e di se stessi, compassione, autocontrollo ed empatia. Valori, forse li chiameremo noi, che uno Stato americano, l'Illinois, ha riunito in una materia di insegnamento - la social literacy - e che il Christian Science Monitor invita a trasmettere ai figli rendendoli proattivi e capaci di creare reti relazionali. 

Mica facile. Ma, spiega il magazine americano, su questo proprio il mondo digitale puà rilvelarsi utile. Qualche esempio? L'App cui sta lavorando l'organizzazione non profit HopeLab in cui i ragazzi imparano ad essere resilienti (e guadagnano punti) scoprendo che comportamenti come il bullismo si vincono, anche, con la compassione verso i bulli. 

Che ne pensi?

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero