Bimbi e mutismo selettivo

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Da Medici in Famiglia uno sportello gratis x genitori e insegnanti. “Non è timidezza, la diagnosi precoce è fondamentale”. I consigli dell’esperta

A scuola parla poco, spesso abbassa lo sguardo quando qualcuno al parchetto gli rivolge la parola. Eppure a casa chiacchiera. E il commento di solito è “E’ un po’ chiuso…” “Prima o poi si sbloccherà”. Ma hai mai sentito parlare di Mutismo Selettivo?

“I bambini con Mutismo Selettivo sono particolarmente sensibili e spesso il loro atteggiamento viene interpretato in modo semplicistico, come eccessiva timidezza. Invece se diagnosticato immediatamente, nel periodo della scuola dell’infanzia, si supera con successo e in tempi relativamente brevi”, spiega Emanuela Iacchia, psicoterapeuta, professoressa all’Università Bicocca, specializzata nel trattamento del Mutismo Selettivo presso il Centro Medici in Famiglia di Milano e membro del Comitato Scientifico dell'associazione A.I.Mu.Se. (Associazione Italiana Mutismo Selettivo).

Ne soffrono 7 bambini su 1000, la comparsa avviene intorno ai 4 anni e interessa maggiormente le femmine. A Milano da Medici in Famiglia una volta al mese trovi uno sportello informativo gratuito di ascolto riservato a genitori, insegnanti … e domenica 10 aprile ci sarà una tavola rotonda all’Istituto Gonzaga. Ne abbiamo parlato con la professoressa Emanuela Iacchia

Cosa è il mutismo selettivo?
E’ un disturbo caratterizzato da forte ansia. Sono bimbi che utilizzano il linguaggio esclusivamente nello stretto ambito familiare, mentre sono “incapaci” di parlare in varie situazioni sociali. Non sono “muti” a causa di deficit di apprendimento, di autismo, di gravi disturbi dell'età evolutiva o del comportamento, non parlano perché hanno paura, vergogna e tanta ansia. Si parla proprio di “congelamento” della produzione verbale come comportamento istintivo di reazione di fronte ad un pericolo percepito.

Come mi accorgo che mio figlio può avere questo disturbo e non confonderlo con la timidezza?
Alcune volte i familiari non riescono a riconoscere che si tratta di un problema che richiede un intervento clinico, visto che il figlio di solito parla normalmente nell’ambiente familiare. In alcuni casi però smettono di parlare anche a casa. Spesso sono gli insegnanti che segnalano il comportamento mutacico. Ma la diagnosi deve essere fatta da uno psicologo o da un neuropsichiatra infantile con competenze specifiche e sarà questa figura che accompagnerà il percorso terapeutico del bambino e della famiglia. A volte anche il pediatra di base confonde il mutismo selettivo per timidezza.

Si cura?
Può essere superato più facilmente se viene diagnosticato precocemente e se si instaura una buona collaborazione tra genitori, insegnanti e terapisti. Diagnosi tardive possono richiedere lunghi periodi di trattamento, come pure una scarsa o scadente relazione tra i sistemi (familiare, scolastico e terapeutico) che si occupano del bambino.

Ma c’è una terapia?
La terapia si focalizza primariamente sulla riduzione dei sintomi ansiosi, sull’eliminazione dei rinforzi negativi che mantengono il mutismo, sul miglioramento dell’autostima, si lavora con le emozioni; E’ importante che sia precoce: tanto più a lungo il bambino usa strategie alternative tanto più è difficile modificare il suo comportamento. Presso Medici in famiglia per esempio in età pre scolare partecipano a laboratori di musicoterapia per arrivare alla parola, attraverso il suono.

Cosa può fare un genitore?
Aprire la famiglia invitando i compagni a casa, Invogliare i figli a chiacchierare in giro per strada, Invogliare i figli ad ordinare una pizza o scegliere un gelato…comperare qualcosa in un negozio, Portarli in situazioni sociali, dal parco al cinema allo stadio, non perdere occasione di stare in situazioni sociali.

E cosa consiglia agli insegnanti?
E' importante non far mai sentire al bambino come se ci si aspettasse che parli, ciò provoca ansia, perché sentono di stare deludendo l'insegnante. E' importante, inoltre, non mostrare "eccessivo entusiasmo"per qualunque verbalizzazione dovesse verificarsi. Il primo passo è quello di alleviare l’ansia in classe, creando un clima disteso e rilassato in cui si senta il più possibile a suo agio. Non considerare oppositivo il suo comportamento: non c'è intenzionalità nel non parlare; anzi al contrario vorrebbe riuscire a parlare, ma l'ansia gli impedisce di farlo, bloccandogli le parole in gola. Non mettere sotto pressione il bambino e non ingannarlo con promesse o ricatti perché parli. Rispettare i suoi tempi. Inizialmente bisogna concedergli di utilizzare il linguaggio non verbale.  Bisogna graduare le aspettative, fissando obiettivi intermedi. Non si esce dal mutismo selettivo tutto d'un tratto, servono piccoli passi e anche molto tempo. Permettergli di indicare, di usare lo sguardo, l’alzata di mano o di scrivere su un foglio le risposte.  È anche importante controllare le reazioni quando pronuncia qualche parola e mai mostrare eccessivo entusiasmo per l'accaduto

A chi possono chiedere aiuto i genitori e gli insegnanti?
Per affrontarlo nel modo adeguato è necessaria una conoscenza e una preparazione specialistica e approfondita L’Associazione A.I.Mu.Se. formata da genitori di bambini e ragazzi con MS, è presente in tutto il territorio nazionale ed è rivolta alle famiglie ed agli insegnanti. E ‘un punto di riferimento, fornendo strumenti e materiali per sostenerli e, nel caso degli insegnanti, per aiutarli nella gestione degli alunni.

A Milano esistono servizi specifici di aiuto?
A Milano il centro polispecialistico Medici in Famiglia e l'associazione A.I.Mu.Se. hanno creato una partnership per promuovere e garantire una diagnosi tempestiva e corretta, un’appropriata terapia per ridare benessere e serenità alla crescita dei bambini e alle loro famiglie. Ogni terzo venerdì del mese è attivo presso Medici in Famiglio lo sportello gratuito dell’A.I.Mu.Se.  per genitori e insegnanti che desiderino un aiuto, un consiglio o solo sciogliere un dubbio. L’equipe di specialisti è preparata per poter fare diagnosi precoce e terapia sia in studio, sia terapia residenziale. Il Progetto "La Vacanzina" è un soggiorno terapeutico della durata di 3-5 giorni rivolto a gruppi di nuclei familiari con figli fino a 11 anni.

Info e appuntamenti

  • Tavola Rotonda: Il Trattamento del Mutismo Selettivo: un'esperienza di Intervento Residenziale Intensivo - 10 Aprile 2016 ore 10:00 - Aula Magna Istituto Gonzaga, Via Vitruvio, 41 Milano - Partecipazione GRATUITA
  • Punto Informativo Mutismo Selettivo: sportello informativo gratuito di ascolto riservato a genitori, insegnanti e persone interessate ad approfondire la conoscenza del Mutismo Selettivo - presso Medici in Famiglia, Via Lazzaro Papi 20, Milano, 15 Aprile dalle 16:00 alle 18:00. Prossimi Incontri 20 Maggio e 17 Giugno. E' consigliato confermare la partecipazione via mail all'indirizzo: lombardia@aimuse.it

Scusate messaggio precente,

Scusate messaggio precente, ho sbagliato pagina di contatto.

Buongiorno, ho un dubbio

Buongiorno, ho un dubbio sulla timidezza di mia figlia o non so se possa avere un mutismo selettivo non al 100%
Anno scorso per quasi tutto l'anno non parlava con la maestra, non rispondeva. Quest'anno e alla fine del anno scorso parla a bassa voce ma parla.

Potresti consigliarmi una persona in Trieste per toglierci il dubbio?

Grazie in anticipo

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