Bambini e web, 10 falsi miti

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Dai bulli digitali all'uso del pc di famiglia. Il report Eu Kids Onlin

Minori e web, 10 miti da sfatareQual è la realtà sui rischi che bimbi corrono online, sulla conoscenza che hanno delle tecnologie e sulle dinamiche che si sviluppano tra rete e realtà?

Il report conclusivo di EuKids Online che ha analizzato l'uso del web intervistato 25mila minori europei in 25 Paesi, di cui avevamo gia dato notizia, fornisce un decalogo di 10 falsi miti da sfatare che il Centro Nazionale di Documentazione e Analisi per l'Infanzia e l'Adolescenza ha descritto in dettaglio. 

Un elenco utilissimo che riportiamo qui: 


1) I nativi digitali conoscono Internet meglio dei genitori. Solo il 36% nella fascia 9-16 si dice sicuro di questo: anzi, nella fascia 9-10 anni due su tre sono sicuri di saperne meno di mamma e papà;

2) Tutti producono contenuti: secondo l'indagine, nell'ultimo mese solo un ragazzo su cinque  ha usato un sito di file sharing o creato un proprio avatar e la metà di questi ha un blog. Le attività creative sono le meno gettonate sul web: anche nei social network, i minori prediligono contenuti già pronti e di massa.

3) Chi ha meno di 13 anni non può usare  i social network il 38% dei bimbi nella fascia 9-12 ha un profilo social, spesso barando sull'età o aggirando i supposti limiti di età. 

4) Tutti guardano porno on line: l'esposizione a contenuti pornografici risultano minori delle attese. Solo un quarto degli intervistati ha visto immagini a contenuto sessuale nell'ultimo anno e solo uno su sette le ha trovate on line.

5) I bulli sono cattivi: il 60% di quelli che fanno i bulli on line o off line sono stati a loro volta vittime di bulli. Chi è coinvolto in episodi di bullismo (il bullo stesso o la vittima) tende a essere psicologicamente più fragile e vittima di un circolo vizioso di comportamenti.

6) Gli amici on line sono per lo più sconosciuti: l'87% di ragazzi tra gli 11 e i 16 anni interagiscono on line con persone che conoscono nella vita reale. Quattro su dieci lo fanno con persone conosciute sul web ma che appartengono al loro giro di amicizie o familiare. Solo il 9% ha incontrato un'amicizia nata su Internet: pochi sono andati da soli o hanno incontrato qualcuno più grande e solo l'1% ha avuto un'esperienza negativa.

7) Chi è vulnerabile off line lo è anche sul web: sebbene le prove sembrino supportare questa tesi, non esiste un quadro chiaro e contestualizzato che autorizzi a definire i collegamenti tra rischi off line e on line.

8) Tenere il pc in salotto aiuta a controllarne l'uso:  Il 53 % degli intervistati usa Internet a casa degli amici, il 49% dalla propria cameretta e il 33% dal telefono. Sarebbe più opportuno educare i genitori a parlare di Internet ai figli o a condividere con loro qualche esperienza on line.

9) Insegnare abilità digitali diminuisce i rischi on line: in teoria, una maggiore abilità nello sfruttare Internet espone a maggiori opportunità e anche a maggiori rischi. Di sicuro l'ambiente web non è pensato per i minori, ma una maggiore capacità di gestire il mondo on line può ridurre l'esposizione a contenuti dannosi.

10) I ragazzi sanno aggirare i programmi filtro: in realtà, solo il 28% nella fascia 11-16 anni interviene sui filtri di sicurezza. Anzi, l'intervento genitoriale di controllo viene ritenuto molto utile dal 27% degli interpellati. Tuttavia, quasi la metà ritiene che il controllo dei genitori limiti le loro attività on line mentre un terzo ignora le prescrizioni familiari.



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