Armi, trucchi e cellulare

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Non ti piacciono, ma tuo figlio li chiede a Babbo Natale. Che fai? Le dritte del Centro pedagogico familiare Rossini Urso

“Caro Babbo Natale sono stato bravo quest’anno e vorrei…” Dai ammettiamolo, quante volte vorremmo avere la matita rossa e cancellare alcuni dei desideri dei nostri bambini e quante domande ci facciamo… Niente, ogni anno è crisi…come fare? Ne abbiamo parlato con le nostre esperte family friendly Elisabetta Rossini e Elena Urso, del centro pedagogico Familiare Rossini Urso

Fucili e Kalashnikov. Dico sì o dico che Babbo Natale è pacifista come mamma e papà?
Tranquilla non significa che hai un guerrafondaio in casa. Le armi per i bambini sono semplici giochi, che usano per elaborare la parte aggressiva che c’è in ognuno.  E’ un gioco simbolico, d’abilità, quindi un gioco “che va bene”. Ma in casa non c’è solo il bambino e se a mamma o papà disturba vedere un Kalashnikov in cameretta allora negoziare è la parola d’ordine.  Fallo scegliere tra armi non troppo verosimili, quelle più colorate, che non fanno suoni troppo veritieri. Con i più grandi, dai 6 anni in su, puoi spiegare il perché: “a mamma e papà le armi non piacciono e quindi scegliamo tra quelle meno realistiche…”.  E niente sensi di colpa:se una cosa è giusta per il bambino, non deve andare comunque bene in tutti i modi e sempre tutto.

Ombretti di mille colori e vestiti da sera e fa le elementari! E pensare che io mi metto appena un po’ di mascara e sono sempre in pantaloni e maglietta…ma dicendo di no tarpo la sua femminilità?!?!
Travestimenti. Basta dare a tutto la giusta definizione. Travestirsi e fare i grandi è uno dei giochi preferiti di tutti ed è un iniziare a sperimentare l’essere un altro. Quindi Babbo Natale può portare trucchi e vestiti da sera, ma da mettere nel cesto dei travestimenti. Regole: ci si trucca e ci si veste da grandi in casa, non si va così a scuola e alle feste degli amici. Questo fino alla fine delle elementari. Poi Babbo Natale può portare trousse e vestiti per uscire, ma mamma e papà continuano a stabilire le regole: ci sono ambiti e ambiti. Non si va a scuola con mascara e rossetto, ma alla festa dell’amica sì…Non c’è la negazione del regalo, ma vanno chiarite le regole. E niente sensi di colpa: la femminilità non si forma su queste cose esteriori.

Dolce forno, aspirapolvere, ferro da stiro. Aiuto, sto allevando una “casalinga disperata”?
Anche la mamma più femminista può stare tranquilla. Chiedere il dolce forno a Babbo Natale non è indice di un futuro da casalinga sottomessa all’uomo. E’ semplicemente un discorso di imitazione. I bambini giocano a imitare i grandi e anche la mamma più femminista usa il forno o l’aspirapolvere ogni tanto…

Un cellulare tutto suo a 8 anni? Sembra presto, ma come fare a dirgli no?
Ecco questo è l’unico regalo della lista a Babbo Natale su cui usare la matita rossa. Il cellulare ai bambini fino a tutte le elementari non si compra. E senza dare troppe spiegazioni: è una cosa da grandi, che serve ai grandi, non è un gioco. E’ una frustrazione che sopportano ed è giusto che attraversino.

E il tablet tutto suo? Dirgli di no lo rende l’unico del gruppo senza…come fare? E i videogiochi?
Se c’è già un tablet in casa è più che sufficiente, come la televisione, non ce n’è una per ogni membro della famiglia. Se invece non c’è allora va bene, ma con tutti i blocchi di sicurezza possibili, anche se il bambino è piccolo. Comunque meglio indirizzarli su consolle e videogiochi studiati per la loro età. Non fargli avere mai un gioco elettronico è estraniarli dal mondo e quindi commettere una crudeltà gratuita. Per tutti gli strumenti digitali meglio comunque mettere le mani avanti e dettare le regole fin dalla lettera a Babbo Natale: la consolle o il tablet o quello che è si usa per tot di tempo al giorno e in determinati momenti….

Marco chiede un Cicciobello e Anna una pista di macchinine. E alcuni genitori vanno nel panico…
La distinzione giochi da maschio e da femmina è un’invenzione commerciale nata perché siamo noi adulti a comprare i regali. E noi adulti siamo condizionati, nei negozi di giochi ci aspettiamo il reparto maschi e quello femmine, altrimenti siamo disorientati. Ma i giochi sono neutri e se si lasciasse libertà ai bambini i due reparti sarebbero mischiati. Genitori e nonni tranquilli se il bambino chiede il set da parrucchiera non ci sono dubbi sulla sua identità sessuale. E lo stesso se la bimba chiede gli attrezzi del meccanico…  La cucina finalmente da qualche anno è sdoganata, un maschio può chiederla tranquillamente senza togliere il sonno ai genitori, grazie alle varie trasmissioni televisive. Ma sai quanti bambini vorrebbero una bambola e si “censurano” da soli virando su un pelouche. Se Marco potesse chiedere a Babbo Natale il Cicciobello senza essere guardato come un extraterrestre la società ne guadagnerebbe, i futuri adulti ne guadagnerebbero. Perché la bambola è l’unico gioco di cura esplicito, è il gioco che ti insegna il rispetto per il bambino, di consente di proiettare le tue emozioni sull’altro. E i poveri maschi sono preclusi da tutto ciò.

Caro Babbo Natale vorrei un castello vero e 100 pacchetti sotto l’albero? Sorrido e faccio scrivere la letterina o intervengo?

Salvate il momento magico della scrittura della letterina. Non rinunciateci e fate volare la fantasia dei bambini…e parlando piano piano, portateli sulla terra. Quindi il castello è di mattoncini, ma nella sua fantasia resta quello vero. Sul numero di pacchetti invece serve una regola. Quattro a testa se ci sono più fratelli (5 per i fortunati figli unici). Uno impegnativo e gli altri piccoli pensieri. Perché? Con i piccoli si può usare il classico “Babbo Natale deve portarli a tutti i bambini del mondo, come fa se tutti ne chiedono 100?”. Con i più grandi si può usare una prima forma di criterio morale: Babbo Natale non li paga ma il lavoro degli elfi ha un valore. Quindi…”

Un elenco come quello della spesa…il Natale perde un po’ la sua magia….
No…dobbiamo conservarla la magia. Per questo c’è il dono sorpresa. Cioè il pacchettino non richiesto. Un dono scelto da mamma e papà, che il bambino non si aspetta e che fa tanto “Wow…questo non l’avevo scritto sulla letterina” …Non dovrebbe mancare mai….

di Cristina Colli


Che bello questo articolo!!

Che bello questo articolo!! l'ho letto solo ora ma è davvero interessante e con spunti utili!!
grazie!

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