A scuola senza zaino

Teaser Description: 
A settembre al Thouar-Gonzaga un metodo di insegnamento che rivoluziona le aule e libera le spalle degli alunni

Da settembre, quando suonerà di nuovo la campanella, niente zaino per 75 bambini milanesi. Arriva anche a Milano, alla primaria Thouar-Gonzaga, il progetto “scuola senza zaino”. E’ un metodo di insegnamento nato in Toscana e già sperimentato in 81 scuole in Italia. Tra gli ideatori c’è Marco Orsi, dirigente scolastico a Lucca: “Mamma e papà quando vanno in ufficio non si portano dietro gli strumenti del mestiere no? E perché invece gli alunni devono farlo? Lo zaino, se cerca sul vocabolario, è definito oggetto usato per affrontare luoghi inospitali, dato in dotazione a alpinisti e soldati. Invece in tutto il mondo gli studenti lo usano per portare a scuola e riportare a casa il proprio materiale. Noi proponiamo di metterlo da parte”, racconta Orsi.

Iniziamo dal progetto, in cosa consiste, semplicemente nel non portare lo zaino sulle spalle?
I bambini avranno solo una leggera valigetta per i compiti a casa. Nelle classi ci sono i banchi, le sedie, la cattedra e armadietti a volte. La scuola viene arredata e resa operativa grazie a quello che i bambini hanno nello zaino: matite, biro, quaderni, strumenti didattici. Nelle nostre scuole lo zaino non è necessario, perché gli ambienti sono risistemati e c'è tutto quello che serve. Si parte dall’aula, che viene divisa in aree di lavoro: tavoli, computer, discussione, angolo docente, mini laboratori. Nelle classi si trovano schedari, computer, giochi, enciclopedie, libri, materiali per scrivere e ascoltare, disegnare e dipingere, modellare e costruire, registrare e riprodurre, strumenti didattici per le varie discipline di studio, materiali di cancelleria. Il problema spesso sono le dimensioni limitate delle aule in Italia e questo ci porta a fare salti mortali e a usare anche i corridoi e gli spazi appena fuori dalla classe.

Classi rivoluzionate negli spazi, questo aiuta a non avere lo zaino, ma da un punto di vista pedagogico cosa succede?
La riconfigurazione dell’ambiente è la prima cosa che colpisce, ma dietro questo c’è una chiara metodologia didattica. Si seguono i programmi ministeriali ovviamente, ma il punto focale è che si utilizza la differenziazione dell’insegnamento, creando (grazie agli spazi) diverse opportunità di lavoro e apprendimento. Sono tre i valori su cui si basa il metodo. Primo, la responsabilità: in queste classi gli alunni si abituano a lavorare anche da soli e in piccoli gruppi. Le attività si svolgono in contemporanea (proprio perché lo spazio lo consente) così un gruppo può lavorare al computer mentre un altro fa il laboratorio d’arte e l’altro una ricerca sull’enciclopedia. Secondo, la comunità: alunni e docenti imparano a lavorare insieme, a un progetto condiviso. Terzo, l’ospitalità: gli ambienti sono colorati, belli, divisi per tema. E in questi ambienti c’è ospitalità per le diversità, di genere, di cultura, d’intelligenza. I diversi strumenti didattici, sviluppati nelle scuole senza zaino, stimolano vari stili e metodi di insegnamento e l’attenzione agli spazi rende autonomi gli alunni.

Come si preparano gli insegnanti?
C’è un gruppo nazionale di formatori. Il nucleo promotore è in Toscana.  Ora stiamo creando un gruppo anche al sud. Ci sono corsi di formazione, ma anche di aggiornamento periodico per gli insegnanti e un monitoraggio.

I genitori partecipano?
Sono coinvolti a tutto tondo. Spieghiamo in cosa consiste la metodologia, poi sono coinvolti nell’attività didattica e ci danno una grossa mano nella sistemazione degli ambienti. E poi c’è la fabbrica degli strumenti didattici, dove studenti e genitori insieme fabbricano gli strumenti didattici da mettere nelle classi, per rendere l’apprendimento più efficace.

I soldi per tutto questo?
Ci vuole l’autofinanziamento delle scuole (sostenute spesso dalle amministrazioni comunali), in più noi da quest’anno abbiamo il sostegno e finanziamento della regione Toscana.

Avete già degli studi scientifici sui risultati del metodo?
Abbiamo fatto un’indagine con l’Università di Firenze e l’European School of Economics di Firenze.  Sono stati analizzati 250 alunni di classi “normali” e 250 di classi “senza zaino”. I dati (scientifici) hanno rilevato che negli alunni senza zaino si è sviluppata maggiore autonomia, indipendenza, consapevolezza degli obiettivi di apprendimento, coinvolgimento nelle scelte didattico e un apprendimento più profondo ed efficace.

In Italia ci sono 81 “scuole senza zaino”, a Milano da settembre partirà la prima scuola
Partirà in tre classi della primaria Thouar-Gonzaga, in due prime e una seconda. Cominciamo gradualmente. Si parte da poche classi e pochi docenti e poi ci si allarga. Da settembre saranno 75 i bambini coinvolti

Se genitori o dirigenti scolastici sono interessati e vogliono provare a portare il metodo “senza zaino” nella propria scuola cosa devono fare?
Devono scrivere al mio istituto (Istituto comprensivo Lucca 5). Normalmente ci s’incontra, si porta a visitare una scuola “senza zaino”, s’incontrano i docenti della scuola interessata, si studia una revisione degli ambienti e si parte con la formazione degli insegnanti e la riorganizzazione degli spazi.

Info: www.lucca5.it  0583 57488. www.senzazaino.it

di Cristina Colli

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero