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A scuola di generosità

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Donare e raccogliere fondi sono competenze da insegnare a bimbi, ragazzi e adolescenti. Così...

FIlantropia e generosità per bambini e ragazzi

Qual è la cosa più preziosa che puoi dare a tuo figlio per questo 2017? Se stai pensando a qualche corso costosissimo che abbina l’ultima moda in fatto di sport, arti e lingue straniere, sei fuori strada. Sono generosità e filantropia, e la capacità di esercitarle, le “competenze” più utili che possiamo insegnare a bimbi, ragazzi e adolescenti di questi tempi.

Parola del prestigioso The New York Times, che suggerisce ai genitori cinque modi per iniziare a contagiare i nostri figli con il “gusto del dare”. Eccoli qua:
 
Racconta la tua storia familiare: anche io sono stato aiutato
Perché dovrei essere generoso? E’ la prima domanda che può farti un figlio, di qualunque età. E la risposta giusta è raccontare chi, e come, è stato aiutato nella sua famiglia. Economicamente, per esempio con un prestito da un nonno o da un fratello. Oppure ricevendo cure mediche, sostegno umano e psicologico. O, ancora, essendo accolto e ospitato in una città straniera da qualche amico o parente. Essere oggetto di generosità e il primo passo per esercitarla.
 
 
Coinvolgili nelle tue donazioni: a chi doniamo quest’anno?
Non c’è bisogno di parlare di soldi, di spiegare esattamente quanti euro vuoi destinare agli altri. Riunisci la famiglia attorno a un tavolo, versaci una manciata di fagioli e chiedi ad adulti e bambini quali sono le buone cause che vogliono sostenere. Ambiente, salute, la scuola dei ragazzi?  E’ importante ascoltare le idee di tutti e fare della filantropia un argomento di discussione e chiacchiera.
 
 
Trova la “tua” buona causa: comincia dal quartiere
E se in famiglia una storia di generosità o un tema specifico da sostenere non c’è? Guardati in giro. Cominciando dalle organizzazioni non profit del tuo quartiere, della tua città: contattale, spiega loro che con i figli hai deciso di destinare un piccolo budget all’aiuto degli altri e fatti guidare.
 
Filantropi a scuola: prove, pratiche, di generosità
E se quest’anno tutti gli alunni della classe mettessero in un salvadanaio il denaro che spenderebbero per i rispettivi regali di compleanno? E se i genitori facessero altrettanto con la cifra che destinano ai regali di Natale e di fine anno per le maestre? Il passo successivo è invitare in classe diverse organizzazioni non profit, chiedere loro di cosa hanno bisogno, come spenderebbero la cifra donata dagli alunni e che impatto concreto avrebbe un atto di generosità nei loro confronti. Saranno poi gli studenti a scegliere come spendere il denaro raccolto.
 
Crea un “giving circle”: a basket, a catechismo, a danza…
Alla squadra di calcio servono le divise nuove? Niente di meglio che coinvolgere i ragazzi, e i loro genitori, in attività di autofinanziamento. Una vendita di torte e bevande calde dopo la partita, per esempio. Ma i “giving circle”, o club temporanei della generosità, posso funzionare anche su piccole rinunce. Per esempio questa: invece della pizzata di fine corso, ogni atleta mette in un cappello i 10 euro della sua pizza e il nome di una organizzazione senza scopo di lucro che vorrebbe aiutare. L’atto di generosità verrà deciso con un’estrazione e la squadra si sentirà ancora più unita di prima.   

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