#20maggio senza muri

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La diversità spiegata ai bambini. 4 parole per cominciare

#20maggiosenzamuri. Sabato a Milano ci sarà la grande marcia per l’accoglienza dei migranti, sul modello di quella organizzata a febbraio a Barcellona. Può essere anche un’occasione educativa? Per parlare ai nostri figli della diversità e di come sviluppare il giusto rapporto con l’altro, in un periodo in cui si ha la sensazione che ha regnare sia la paura dell’altro? E un’occasione per noi genitori per interrogarci su come stiamo affrontando il tema con i nostri bambini? L’abbiamo chiesto a due esperti: Elena Urso, del centro pedagogico familiare familyfriendly Rossini- Urso e Giorgio Bernardelli, del familyfriendly Centro missionario Pime che dal 19 al 21 maggio organizza Tuttaunaltrafesta 2017. Concordano: “Noi adulti ci facciamo più problemi dei bambini…non abbiate paura di parlarne…” Ecco 4 parole da cui cominciare:

Colore della pelle: usa i fiori, l’Okapi e Robin Hood
Elena Urso Il colore della pelle è un bellissimo modo per parlare di diversità, perché puoi portare i bimbi alla loro quotidianità, le classi sempre più multietniche ti aiutano. E poi c’è la natura che è un grande alleato. I fiori sono di colori diversi, perché noi non dovremmo esserlo? E’ una spiegazione semplice e chiara, che i bambini riconoscono. Per i più grandi c’è un passaggio di un film molto interessante: Robin Hood - Principe dei ladri (con Kevin Kostner). A un certo punto un bimbo gli chiede “come mai sei scuro?” e lui risponde “Dio amava i colori e ci ha fatto di tutti i colori…”

Giorgio Bernardelli Parti dalla natura. L’osservazione del mondo che ci circonda è un grande esempio di come la sintesi crea ricchezza. Si può leggere ai bambini E tu chi sei? Okapi. E’ la storia di un animale che vive sono in una regione del Congo. E’ un po’ giraffa, un po’ zebra, asino, antilope…Il libro, promosso dal Centro orientamento educativo (Coe) verrà presentato a Tuttunalatrafesta venerdì 19 maggio alle 1830,
 
Sedia a rotelle: serve a muoversi come un aereo a volare
Elena Urso I bambini di solito chiedono “perché?” davanti a una disabilità. Ma lo fanno con le stesse intenzioni di quando chiedono “perché l’aereo vola?”. Vedono una realtà evidente, distante dal loro mondo e che non sanno decodificare (sono egoriferiti, è normale) e hanno la curiosità di capire perché. Spiega con pochissime parole semplici e comprensibili, senza negare la realtà. I bambini non sono soggetti impressionabili su questi temi, se non percepiscono disagio da chi spiega.  Certo il mondo adulto non aiuta: come fa notare Piumini sono pochi i libri per l’infanzia con disegni che rappresentano personaggi con la pelle scura, con gli occhiali, con l’apparecchio… Due letture utili che suggeriamo sono: Siamo speciali. Storie per aiutare i bambini a capire alcune diversità, Paola Viezzer, Erickson editore e Ad abbracciar nessuno, di Arianna Papini, Feltrinelli (Albo illustrato). Puoi vedere insieme a tuo figlio questo bel cortometraggio che racconta l’amicizia tra Maria e un “bimbo con disabilità” che arriva nell’orfanotrofio

Religione: appendi al frigo un calendario interculturale
Giorgio Bernardelli Per parlare di religioni diverse cerca un alleato nelle feste. Sono un momento importante in cui le diverse religioni comunicano più facilmente. Sono un aiuto a sfatare anche i possibili pregiudizi. Cominciare a valorizzare le feste degli altri aiuta ad aprire gli occhi. Come? Se tuo figlio ha amici di altre religione incoraggia il racconto delle tradizioni, in modo che condividano questa esperienza di feste. E sia a casa sia in classe sono di grande aiuto i calendari dove sono segnalate le feste delle varie religioni. Li trovi facilmente online. C’è poi il Calendario interculturale 2017 edito da Sinnos che oltre al calendario delle varie religioni ha anche una breve presentazione delle feste e 12 ricette, prese dalle diverse tradizioni di culture e religioni.
 
Cibo, vestiti e lingua diversa: scopri il bello dell’immigrazione
Elena Urso Se è una cosa che facciamo con piacere facciamo notare questa varietà: senti come parla il signore, parla arabo, guarda che turbante colorato indossa quel ragazzo indiano… Se siamo sereni nel farlo, allora è costruttivo. Come quando in giro per la campagna in primavera facciamo notare che alcuni alberi fioriscono e altri no. Dobbiamo avere lo stesso atteggiamento. Fare vedere la varietà vedere vuol dire che hai apertura e piacere e così trasmetti a tuo figlio che è una cosa normale….

Giorgio Bernardelli Fai passare con naturalezza l’idea che in tutte le culture c’è qualcosa di bello. Al Pime organizziamo per esempio laboratori con le danze del mondo. I ragazzi si divertono e scoprono. Così come con il racconto dei proverbi e delle tradizioni dei popoli. Un libro in aiuto? Il cucchiaio dei Popoli, una selezione di ricette e storie dal mondo selezionate da Clelia d'Onofrio (Bake Off Italia)

di Cristina Colli

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