2014 anno europeo del work life balance?

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Ecco che impatto avrebbe sulle famiglie. Intervista a Paola Panzeri di Coface

2014 anno europeo della conciliazione, Coface«Manca solo un sì, una firma, perché il 2014 sia ufficialmente dichiarato anno europeo della conciliazione lavoro famiglia». Un sì della Commissione Europa che Paola Panzeri, policy officer della Confederazione che riunisce le organizzazioni familiari dell’Ue (Coface), aspetta da un momento all’altro nel suo ufficio di Bruxelles.

 
Lo stesso ufficio in cui, nel 2011, è nata l’idea di designare il 2014 anno europeo della conciliazione e, soprattutto, la campagna di comunicazione e di pressione con cui centrare l’obiettivo. Gli strumenti per riuscirci? Un’alleanza di 18 organizzazioni non profit attive in diversi Stati membri dell’Ue capitanata da Coface, lobby, Internet, Twitter e una famiglia di pinguini come simbolo della sfida. “Perché il pinguino papà e il pinguino mamma fanno a turno ad accudire l’uovo con il cucciolo che nascerà”, spiega Paola. Una condivisione dei compiti all’interno della famiglia, insomma, che simboleggia perfettamente la posta in gioco e che ha portato fortuna alla campagna.
 

Quali sono i principali risultati raggiunti fino ad oggi?
La dichiarazione sottoscritta da 388 europarlamentari, cioè da oltre la metà del Parlamento di Strasburgo, che chiede la designazione del 2014 come anno europeo della conciliazione vita lavoro. E poi l’endorsment ricevuto dai tre Stati che guidano l’Ue nel 2013 e nella prima parte del 2014: Ungheria, Lituania e Grecia hanno inserito l’anno europeo della conciliazione lavoro famiglia nel programma operativo dei loro sei mesi di presidenza europea. A questo punto manca solo la firma della Commissione sulla dichiarazione dei deputati europei.

 

Che impatto potrebbe avere, a livello europeo e nazionale, la designazione del 2014 come anno della conciliazione lavoro famiglia?
Sarebbe, innanzitutto, un grande catalizzatore di attenzione sul tema del work-life balance: oltre alle due conferenze di apertura e chiusura dell’anno europeo promosse dalle presidenze di turno - ricordiamoci che nel 2014 a presiedere l’Ue sarà anche l’Italia - stimolerebbe l’organizzazione di eventi e di studi sul tema da parte di cittadini, aziende, pubbliche amministrazioni, scuole e Stati membri. Potrebbe inoltre essere l’occasione per prendere decisioni importanti che riguardano la conciliazione lavoro famiglia, per esempio sbloccando il documento sui congedi di maternità fermo al Consiglio dal 2010: la Commissione ha proposto di estendere il periodo di congedo per le mamme da 14 a 18 settimane, il Parlamento ha risposto che le settimane devono essere almeno 20 e che anche per i padri va previsto un congedo di 2 settimane remunerato al 100%. Da tre anni il documento è bloccato al Consiglio e, come tutti sappiamo, sui congedi per i genitori ci sono politiche molto diverse nei vari Stati membri.

Bruxelles destina anche dei fondi per il tema a cui è dedicato l’anno europeo?
Negli ultimi tre anni, l'Anno Europeo, rispettivamente, contro la povertà, del volontariato, dei cittadini hanno ricevuto un budget ma in ordine decrescente. Il budget si è ridotto sempre di più.
 

Che obiettivi dovrebbe raggiungere l’Europa sul piano della conciliazione nel 2014?
Come alleanza che ha proposto questo tema, lavoreremo per produrre un European Reconciliation Package: raccomandazioni sulle misure che ogni singolo Stato membro dell’Ue deve intraprendere per rendere il suo sistema paese sempre più family friendly in base agli standard europei.

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