Maternità in mostra

Teaser Description: 
Le Gallerie d'Italia raccontano le mamme dall'Ottocento ad oggi, e conquistano i bambini

La mamma, di gesso, di legno, che accarezza, che allatta, che guarda il figlio che parte, che cuce, che chiacchiera. Pronti a un viaggio nella maternità? Succede alle Gallerie d’Italia, La maternità nei secoli è un itinerario guidato alla scoperta di mamme diverse in 15 quadri, dall’Ottocento ai giorni nostri. L’abbiamo vista…

Premessa: La visita è guidata, per gruppi da 10 minimo a massimo 25 persone (meglio prenotare). Ogni guida “calibra” la visita in base al suo pubblico, quindi quando ci sono famiglie con bambini i contenuti e il linguaggio saranno adatti al gruppo. Dai 6-7 anni in su va bene, benissimo dagli 10-11 anni. La guida, sempre un professionista, quando ci sono bambini e ragazzi parte sempre dalle domande ai più piccoli. Dal fare scoprire a loro direttamente gli elementi distintivi di ogni quadro…Le domande sono ben accette… Il giro dura circa un’ora e un quarto….

Il percorso. Si parte dalla biglietteria e entrando nella prima grande sala, con marmi e soffitti altissimi, inizia il racconto. Di cosa sono le Gallerie d’Italia, i palazzi che la formano, le parti espositive che la compongono…E si va all’inizio del percorso sulla maternità. Sono 15 quadri esposti in diverse sale delle Gallerie, quindi è un’occasione per vedere tutto il Museo e soffermarsi solo sui quadri scelti per il percorso maternità
Al via con un bassorilievo del Canova, che racconta il ritorno di Telemaco a Itaca e il suo incontro con la madre. Stanza piccola, luce soffusa. E la guida racconta. Spiega la storia dell’opera, gli aneddoti sull’artista e su quell’opera, la tecnica, il periodo, magari il confronto con altre opere. Dopo Canova continuando di sala in sala e di piano in piano si incontrano opere di Induno, Chierici, Boccioni…

Di impatto sui bambini: L’angelo musicante di Vincenzo iRolli (i bambini si stupiscono nel vedere che da lontano il quadro rappresenta un angelo mamma che bacia il suo bambino, da vicino sono solo macchie di colore) e Il Mare del nord di Mimmo Paladino (una Madonna col bambino fatta di legno, ferro e pittura). Il viaggio finisce con un quadro immenso di Leonardo Dudreville (Amore discorso primo) che fa vedere un grande palazzo con i vari appartamenti e in ognuno un tipo di amore. Al centro quello materno.

La maternità. Il percorso fa vedere opere fatte con tecniche molto diverse, madri molto diverse, per epoca e classe sociali, madri contente e madri tristi, madri giovani e madri vecchie…Insomma è un viaggio a 360 gradi sia artistico sia psicologico. Ogni bimbo e ogni genitore trova la sua opera e la sua “maternità” preferita

La visita con un bambino ci piace perché: E’ uno spunto per parlare e dialogare sulla maternità, sulla mamma, su quello che uno pensa sia e sia stata. E’ un modo per visitare un luogo di cultura che da fuori incute soggezione, ma è accogliente e aperto a bambini e famiglie. E’ un'occasione per far vedere un museo in un modo diverso: 15 quadri in mezzo a decine e decine. E’ un viaggio nell’arte: dagli inizi dell’800 alla fine del 900 i bambini si accorgono in un’ora di come sia cambiato il modo di fare opere d’arte e anche di vedere la maternità.

La dritta: A Palazzo Marino, accanto alle Gallerie d’Italia, fino all’11 gennaio nella sala Alessi è esposta, ospitata dal Museo delle Belle Arti di Budapest, la Madonna Esterházy di Raffaello. Se dopo Raffaello visita la mostra Maternità dei secoli avrai lo sconto…3 euro anziché 5 euro

DOVE: Piazza della Scala, 6
QUANDO:
Dal 3 al 23 dicembre, tutti i giorni alle 16.30 (ad esclusione dei lunedì e di domenica 7/12)
Dal 26 dicembre al 6 gennaio, tutti i giorni alle 11.30 e alle 16.30
Dal 7 all’11 gennaio, tutti i giorni alle 16.30
COSTI: 5 euro a persona. Per chi ha visitato la mostra Raffaello. La Madonna Esterhazy  ed esibisce il tagliando presente in mostra, 3 euro.
INFO: Prenotazione consigliata al numero verde 800.167619 o info@gallerieditalia.com.

di Cristina Colli

 

Zona: 
Zona 1 - Centro storico
Legenda: 


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