Il Naviglio della Martesana

Teaser Description: 
Tra orti, campi di bocce, cigni e antiche ville. Per una passeggiata o una gita di un giorno

Lungo il Naviglio della Martesana

Quando si parla di Navigli si pensa subito a Ticinese, alla Darsena, al Naviglio Grande e al Pavese. Sono in pochi a sapere che, dalla parte opposta della città, esiste un altro Naviglio: il Martesana, pedonale e ciclabile, costellato di scorci deliziosi, di zone verdi e di parchi giochi per bambini. E sono ancora meno quelli che conoscono il suo antico percorso, sotterrato da via Melchiorre Gioia, che andava a tuffarsi nell'affascinante Chiusa di Leonardo, ai Bastioni di Porta Nuova. La Chiusa esiste ancora oggi in tutto il suo fascino ma è purtroppo in stato di abbandono.

Dalla città al fiume Adda
Quella lungo il Naviglio Martesana può essere una piacevole passeggiata o addirittura una gita. Sì, perché il suo tragitto è lunghissimo: da via Melchiorre Gioia fino al Fiume Adda, fuori città, passando per Cologno Monzese, Vimodrone, Cernusco sul Naviglio, Cassina de' Pecchi, Bussero, Gorgonzola, Gessate e così via fino a Trezzo sull'Adda. Vi si può accedere in più punti. Si parte da Melchiorre Gioia, all'altezza della Cassina de' Pomm, dove la via termina nel grazioso Cafe Martesana per dare origine a sinistra a via De Marchi e a destra a via Tirano. Quest'ultima costeggia appunto il Naviglio ed è insieme anche l'ingresso di un piccolo parco di recente costruzione, dove si trovano giochi per bambini, un campo di bocce, un piccolo corso d'acqua e panchine per rilassarsi.

Tram o chioschetto? Qui è lo stesso
Sta a voi scegliere se cominciare subito la passeggiata sul Naviglio, oppure attraversare il parchetto e sbucare un po' più avanti, approfittando magari di una sosta in un chiosco molto speciale: un vecchio tram con tavolini all'aperto. Chiosco spesso chiuso, purtroppo, ma vale la pena controllare, potrebbe essere una piacevole novità per i bambini. Proseguendo lungo il Naviglio è probabile incontrare pescatori dall'aria vissuta, giocolieri intenti a esercitarsi e patiti del ciclismo. A questi ultimi bisogna prestare particolare attenzione perché spesso poco rispettosi nei confronti dei pedoni.

Fra orti, cascine, cigni e anatroccoli
Dopo il chioschetto del tram si trova un secondo punto di accesso, via Rimembranze di Greco, dalla quale si scende in via Tirano tramite una scala o una discesa carrozzinabile. Da qui si passa sotto un piccolo ponte e si sbuca in via Tofane. Fra graziosi orticelli, antichi gradini "delle lavandaie", deliziose aiuole fiorite, cascine, cigni e simpatici anatroccoli, si arriva prima ai ponti ferroviari, vecchi e nuovi, dove, all'altezza di via Malvestiti, si trova un terzo imbocco alla passeggiata, fino ad arrivare al conosciuto ristorante greco Mikonos, vicino al ponte di viale Monza. Si può scendere sul Naviglio da entrambi i lati della strada, per via Tofane o per via Bertelli. Comunque, proseguendo la passeggiata, si arriva a quello che è considerato uno degli scorci più belli della città, che comprende la Casa dei Ciliegi (un'antica cascina oggi adibita a ristorante) e il Ponte Vecchio con la sua misteriosa casa rossa.

Arrivati al ponte si potrà scorgere sulla sinistra il Monumento ai Piccoli Martiri di Gorla. L'opera raffigura la Morte (e allo stesso tempo la Guerra), che porge ai cittadini il corpo esanime di un bambino, simbolo dei 200 che il 20 Ottobre 1944 morirono nella scuola di Gorla (la quale si trovava proprio in quel punto) a causa di una bomba sganciata da un aereo anglo-americano. Certamente una parentesi triste ma anche molto costruttiva per i nostri figli.

I giochi e il Parco Martesana
Qui si può imboccare la passeggiata dal Ponte Nuovo oppure da via Dolomiti. Questo tratto del Naviglio, fino a via Padova, è particolarmente piacevole e soprattutto pieno di svaghi per i bambini. Vi sono infatti diverse aree gioco con scivoli, altalene, animali cavalcabili, un campetto da basket e soprattutto il Parco Martesana, un'ampia area verde per correre, giocare a pallone o semplicemente sdraiarsi nel prato.In alcuni punti la vegetazione lungo il corso d'acqua è molto selvaggia e non è difficile scorgere anatroccoli, nutrie, gatti, topi e rane.

Vale la pena avventurarsi fin qui anche per ammirare le disseminate ville che si affacciano sull'acqua, molte delle quali invidiabili e addirittura fiabesche.Qui si accede da via Dalla Piccola, da via Agordat, o da via Padova, tornando indietro. In realtà si potrebbe anche proseguire, come detto all'inizio, addirittura fino a Trezzo sull'Adda, ma dopo via Padova non sono rare le vie trafficate da attraversare. Spingersi più avanti è comunque un'avventura meravigliosa, fatta di ville e prati fioriti, che non va esclusa a priori.

Zona: 
Zona 2 - Stazione Centrale, Gorla, Turro, Greco e Crescenzago
Legenda: 

 

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