Giorno della Memoria: giro tra le pietre d’inciampo

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A Milano le prime 6 per ricordare le vittime della Shoah. Segui il nostro itinerario alla scoperta della storia

Anche Milano avrà le sue “pietre d’inciampo” (Stolpersteine), sassi, ricoperti di ottone, per ricordare le vittime dei nazifascisti. Le prime 6 (poi 12-24 all’anno per 5 anni) saranno installate in questi giorni, alla vigilia Giorno della Memoria (27 gennaio).

MUSEO DELLA MEMORIA A MILANO
Parti da corso Magenta 55, la prima Stolperstein milanese, in ricordo di Alberto Segre, arrestato con la figlia Liliana (sopravvissuta e attiva testimone ancora oggi) e con lei deportato dal Binario 21, morì ad Auschwitz nel 44. L’installazione è prevista il 19 gennaio alle 12
Andando verso il centro fai una sosta in via dei Chiostri 2, dove c’era lo studio di Gianluigi Banfi, architetto importantissimo, tra i fondatori del partito d’azione. Fu arrestato per attività antifascista e, partito dal Binario 21, morì a Gusen.
Se ti sposti verso zona Garibaldi inciampi in via Milazzo 4. Qui il sanpietrino luccicante ricorda Melchiorre De Giuli, gappista, morì a Dachau. A questo indirizzo c’era il negozio di verdura della moglie
Prendendo la direzione verso Corso Buenos Aires sono due le tappe: in via Spontini 8 una pietra per Giuseppe Lenzi, l’antifascista che resistette alle torture naziste all'hotel Regina, e un'altra per il marchigiano Dante Coen, in via Plinio 20, arrestato con la colpa di essere ebreo. Morì a Buchenwald.
L’ultima Stolpersteine la trovi in zona Lorenteggio, in via Vespri Siciliani 71, dove abitava Adele Basevi Lombroso, deportata ad Auschwitz perché ebrea. Morì nel campo di concentramento

COSA SONO LE PIETRE D’INCIAMPO Le Stolpersteine sono sanpietrini luccicanti, ricoperti di ottone che vengono posizionati davanti a un edificio, per ricordare gli ebrei, i partigiani, i politici, gli zingari, uccisi durante la Shoah. Su ogni sanpietrino lucente incide nome e cognome, età, data di deportazione e quando nota, data di morte della vittima. E ogni volta che ne viene installata una è coinvolta la comunità intera, il quartiere, per condividere e trasmettere la memoria

UNA TESTIMONIANZA VISIVA DELL’OLOCAUSTO IN GIRO PER L’EUROPA
Era il 1993, l'artista tedesco Gunter Demnig, invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti, sentì un'anziana negare che nella città tedesca avessero mai abitato rom. L’'artista decise allora di dedicarsi alla testimonianza dell'esistenza delle vittime delle persecuzioni naziste e di darne un segno concreto. Da quel momento preparò e installò pietre d’inciampo davanti alle case dove vissero i deportati. In Europa ce ne sono 55mila, in Germania, Austria, Ungheria, Olanda, Belgio, Repubblica Ceca, Norvegia, Ucraina. In Italia sono 500.

Se vuoi visitare il Binario 21 clicca qui, leggi l’itinerario di Radiomamma


Zona: 
Zona 1 - Centro storico
Legenda: 


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