Giardini di via Guastalla

Teaser Description: 
Un giro per i giardini alla scoperta degli angoli gioco per i nostri bimbi

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«Scrivilo che ho comprato il porter nuovo, a gpl, apposta per non inquinarvi il parco». Vincenzo, venditore di bibite e gelati, frequenta la Guastalla da sempre. È il primo ad arrivare in mattinata e l’ultimo ad andarsene la sera. Parcheggia la sua “moto-merenda” all’entrata su via San Barnaba, e se per caso nel parco si aggira qualche brutto ceffo, o anche solo un cane più vivace degli altri, lui lo nota e t’avverte: «Attenta a quello, mamma!».

L’itinerario inizia proprio dalla sua “moto-merenda”. Perché l’entrata da via San Barnaba, al contrario di quella da Francesco Sforza, è a prova di carrozzina, per bimbi e per disabili. E perché davanti alla postazione di Vincenzo c’è una mappa dei giardini. Intendiamoci: su 12mila metri quadrati di superficie (siete in uno dei parchi più piccoli ma più antichi di Milano, nato nel 1555) quel che c’è si vede a occhio. Però la mappa racconta la storia della Guastalla e indica dove ammirare i suoi alberi più belli.

Dalla mappa, con le spalle a via San Barnaba, girate a destra lungo il vialetto esterno: ricoperto di castagne matte in autunno, e ben ombreggiato in quasi tutte le ore del giorno, ha un fondo di terriccio uniforme comodo per chi fa jogging e chi impara ad andare in bicicletta, e panchine che i rami degli alberi riparano dalle cacche di uccelli. Segue il bordo del parco, e quindi l’angolo tra via San Barnaba via Guastalla, portando dritto all’area giochi. Pochi ma belli, e ben tenuti! Ci sono 2 dondoli a forma di fiore, per i più piccoli, 2 altalene senza protezione, 1 castello di legno con scivolo e pertica e una “casa sull’albero” fatta di corde per i grandi che si sanno arrampicare.

Ma il meglio sono i giochi naturali nei paraggi. Prima fra tutta, la “cucina di pietra”: un pietrone rotondo, proprio all’ingresso da via Guastalla, di fronte alla Sinagoga, che i bambini usano per cucinare le castagne e tagliuzzare l’erba. O la pizza quattro stagioni. Davanti al pietrone, c’è il “tunnel” o “passaggio segreto”: un’alta siepe che è possibile attraversare da parte a parte, trovandosi davanti alle altalene. Dietro al castello in legno, ecco l’area ombreggiata dai tre faggi secolari: “accampamento indiano”, “scuola”, “fattoria” o “foresta”, a seconda del gioco che preferite. L’unica cosa certa, è questa: il primo faggio, dalla parte dei giochi”, è l’albero pipì del parco: generazioni di frequentatori alla prima uscita senza pannolino hanno deciso così. In caso di pannolini “bomba”, di quelli che ci si vergogna di lasciare in un cestino ma che, al tempo stesso, non si possono portare a casa appesi al passeggino, sfruttate il distributore gratuito di sacchetti antisporcizia. Si trova nell’area cani, purtroppo quasi sempre deserta, nell’angolo del parco tra via S.Barnaba e via Guastalla, a sinistra dell’area giochi.

Se la pipì scappa a un grande, invece, sono guai: in assenza di bagni pubblici, non resta che provare a infilarsi nell’ufficio del Giudice di Pace, la grande costruzione gialla che occupa il lato del giardino affacciato su via Guastalla. Dal 1555 al 1937, questo edificio ospitava il Collegio della Guastalla fondato da Paola Lodovica Torelli, Contessa di Guastalla, per educare ragazze nobili ma decadute che senza mezzi economici sarebbero finite in convento.

Fuori dall’area giochi, proprio al centro del parco, ecco il “pratone”. Una distesa di erba morbida vietata ai cani. Ma solo in teoria, in pratica la fanno da padroni dividendo il pratone con studenti del Berchet e della Statale muniti di biciclette e frisbee, avvocati e giudici in pausa pranzo, ragazzi in cerca di un po’ di fresco e di un bagno di sole nel fine settimana. Sul lato destro del prato, nel vialetto che costeggia l’ufficio del Giudice di Pace, c’è il Grifo Verde, unica fontanella del parco che gode di un’ombra fresca per molta parte della giornata.

Se cercate un’area picnic, al sicuro dalle cacche di cani, quindi lasciate perdere il pratone. Meglio l’erba vicino all’area giochi o intorno alla grande vasca dei pesci rossi e delle tartarughe. Chiamarla vasca, è un insulto: gioiello dell’architettura barocca, la peschiera con balaustre in pietra, è formata da due terrazzi collegati fra loro da quattro rampe di scale. Ma “vasca”, o “fontana”, è come la chiamano tutti. Compresi, forse, i suoi inquilini: due tartarughe grandi quanto una spanna che è facile sorprendere mentre prendono il sole su un sasso e un gruppo di giganteschi pesci rossi che, nelle giornate più calde, affollano l’angolo più ombreggiato della “vasca”, il sinistro in basso, lato via San Barnaba. Ringhiera in ferro e balaustra in pietra rendono la vasca a prova di tuffi, e con un passeggino di media grandezza riuscite facilmente a scendere le quattro scalinate e a seguire il perimetro della vasca vicino all’acqua. L’acqua, già: purtroppo non sempre è pulita, ma nei giorni in cui lo, lo spettacolo è assicurato. Gli alberi del giardino si specchiano nella vasca che assume le più diverse sfumature di verde.

Tante le panchine affacciate sulla “peschiera”, con una bella vista sul parco e sulla Sinagoga di via Commenda. Ma quasi sempre occupate, in attesa che si liberino potete dare un’occhiata all’edicola seicentesca che raffigura la “Maddalena assistita dagli Angeli” o al tempietto neoclassico di Luigi Cagnola negli angoli sinistro e destro del parco guardando via Francesco Sforza dalla peschiera.

Che altro?
Ma certo, gli alberi: nel 2005 le Guardie Ecologiche Volontarie e il Consiglio di Zona 1 hanno allestito un percorso botanico, disponendo una serie di cartelli per segnalare alberi e arbusti. Potete scaricare l’itinerario qui. (attachment del pdf). Il parco è vissuto, e sicuro, fino oltre alle 20.00, quando i bambini lasciano il posto ai runner armati di I-pod che corrono lungo il perimetro della Guastalla.

Zona: 
Zona 1 - Centro storico
Legenda: 

Se Vicenzo non c’è, e non avete portato il pranzo o la merenda da casa, sappiate che:

  • in via San Barnaba, di fianco al parcheggio, c’è un chiosco che vende panini, bibite e gelati;
  • in via Commenda, c’è un gelataio specializzato in freschissimi frullati
  • di fronte al tribunale, c’è la fagotteria

Fontanella (lato sx parco, di fronte al giudice di pace)

  • Rastrelliere biciclette (lato sx parco, di fronte al giudice di pace)
  • albero della pipì (area faggi, ingresso parco da via Guastalla, vicino area giochi)
  • area picnic senza cacche di cani (area faggi, ingresso parco da via Guastalla, vicino area giochi)
  •  
  • area giochi attrezzata (ingresso parco da via Guastalla)

In primavera, sarò a Milano

In primavera, sarò a Milano per lavoro con la mia famiglia, mi fa piacere che ci siano degli itinerari carrozzinabili cosi belli e utili per la mia bimba :)

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