Dopo Carosello tutti a nanna!

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Carmencita, Calimero e compagni allo WOW Spazio Fumetto. Una mostra per tutta la famiglia

Tutti in silenzio, dieci minuti prima delle 20. Tv accesa. Il rito per i bambini di quarant’anni fa: “dopo Carosello tutti a nanna”. E se non si era bravi: “a letto senza Carosello”. Chi, mamme e papà, non ha sentito dai genitori e dai nonni questo racconto?

Ecco, ora c’è una mostra, che permette di raccontare visivamente ai nostri bimbi cosa era Carosello e cosa ha rappresentato. Fino al 14 aprile, al Museo WOW Spazio Fumetto c’è La Fabbrica del Carosello.

La guida “migliore” ovviamente sarebbe un nonno che ha vissuto quel periodo, come sarebbe più calda la visita! Ma potete fare anche voi, mamme e papà, da Ciceroni, e poi al Museo c’è sempre qualcuno in grado di regalare una chicca, una spiegazione speciale, ai bambini.

C’è di tutto: pupazzi, modellini, sagome, giochi, dischi, bozzetti, disegni originali, cimeli, giornali d’epoca, documenti d’archivio, disegni originali, storyboard, dischi, albi, libri e giornali a fumetti, giochi, video. Per far rivivere “Carosello”, in onda per venti anni, dal 3 febbraio 1957 al 1° gennaio 1977.

Si parte al piano terra, dove due cartonati, di Gatto Silvestro e di Ernesto Calindri con il suo bicchiere di Cynar, aprono il percorso. Si sale e lungo le scale ci accompagnano alcuni cartelloni con scritti i vari tormentoni del carosello. Tipo: “Non è vero che tutto fa brodo!”, “come mai non siamo in 8 perché manca Lancillotto”.

Ed eccoci al primo piano, qui c’è la mostra vera e propria. Il filo conduttore sono le varie aziende produttrici, che si sponsorizzavano con il Carosello. Quindi ogni sezione è dedicata a una “fabbrica”.
La prima è Pagot, con Calimero, memorie di un diplomatico. Ci sono tante cornici dedicate ai personaggi più noti.  Ci sono disegni originali, rodovetri originali, così si spiega ai bambini come nasceva un cortometraggio animato. I rodovetri sono fogli di acetato su cui venivano disegnate le varie fasi dell’animazione. Ci sono quelli con Calimero, dell’Omino coi Baffi, di Taca Banda, del simpatico indianino Unca Dunca ecc..
Non mancano infine le mitiche cartoline dedicate alle star di Carosello: Don Lurio e le Kessler, Quartetto Cetra, Gino Bramieri ecc.

In giro per il percorso undici monitor tematici, per le aziende più note, riproducono in loop i caroselli live, con attori cantanti e presentatori famosi, e i caroselli di animazione. Questo è il punto che attira maggiormente l’attenzione dei bambini. Sono personaggi che non conoscono direttamente. Ma sembrano piacere ugualmente. E poi i racconti di chi li accompagna nella visita fanno il resto.

Nelle teche e vetrinette e in un gazebo metallico ci sono i materiali e gli oggetti d’epoca creati a tema Carosello. Innanzitutto i pupazzi in panno Lenci: ci sono Bonaventura, Cocco Bill, Toto e Tata, Svanitella, Olivella, Unca Dunca. Poi i giochi in scatola (come il Gioco di Carosello), le figurine di Carosello, i dischi, come Miguel son mi e Unca Dunca.

E quando uscite dalla mostra per fare merenda e stare un po' all'aria aperta ci sono il giardino e il baretto (con i tavolini all'ombra). Clicca qui, per rileggere l’itinerario di Radiomamma a Wow – Spazio Fumetto”  

Dove: Viale Campania 12
Quando: da martedì a venerdì dalle 15 alle 19. Sabato e domenica ore 15-20.
Costo: ingresso: 5 euro (ridotto e tesserati wow-card: 3 euro)
Info: http://www.museowow.it/index.htm

di Cristina Colli

Zona: 
Zona 4 - Porta Vittoria, Porta Romana, Forlanini, Monlué, Rogoredo, Corvetto
Legenda: 


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