Trilli Baby

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Il braccialetto anti smarrimento inventato da una coppia di genitori

Trillibaby, braccialetto anti smarrimento per bambini di andrea maria designPuò l’ansia materna diventare imprenditoria? A giudicare dalla storia di Andrea Maria Moro e Elena Grenni si direbbe proprio di sì. Friulani, lui, 52 anni, architetto, lei, 45 anni, responsabile di un’agenzia d’assicurazioni, ma soprattutto genitori di Riccardo, 7 anni il prossimo agosto.

“Non ci sarebbe mai venuto in mente se non fossimo genitori” esordisce Elena. Sono i creatori di Trilli Baby, il braccialetto antismarrimento per bambini, che segnala il numero di cellulare di un genitore. (www.andreamariadesign.it) E’ un tubicino trasparente (cristallo, rosa o azzurro) in Pvc di 5 millimetri di diametro, con cilindri bianchi con i numeri scritti in nero da infilare all’interno, componendo il proprio numero di cellulare. Poi il braccialetto si chiude ermeticamente con un “tondino” colorato. Indossato dal bimbo, fa stare tranquilli mamma e papà in spiaggia, in aeroporto, in metropolitana, durante una festa in piazza.

Elena, come è nata l’idea?
Nel 2003 è nato Riccardo. Noi giravamo spesso in aeroporto e io stavo sempre con gli occhi aperti, temevo che si perdesse, in mezzo alla folla. Una volta a Madrid, era il 2006, ho deciso di attaccargli sullo zaino un foglietto con il mio numero di cellulare. Da quel momento non ci spostavamo più senza che Riccardo avesse addosso il mio foglietto, scritto a mano. Mio marito, che è un amante del funzionale ma anche del bello, a malincuore apprezzava questi miei “pizzini” caserecci e, nelle notti insonni di una movimentata vacanza in barca, iniziò a creare, dalla mia preoccupazione di mamma, un oggetto divertente e bello.

Di nascosto da te e da Riccardo?
Vedevo che trafficava, ma mantenne il segreto fino alla fine. Mi diceva soltanto: “sto lavorando ad un braccialetto per bambini”. Io, disfattista, rispondevo: “ma hai creato centrali idroelettriche tesoro!”. Lui però era convinto. Quando l’ho visto me ne sono subito innamorata e la mia reazione è stata: “adesso chi lo vende?”. “Tu, naturalmente”, mi ha risposto. E così è uscita la mia vena commerciale. Il sito, la pagina su Facebook, i rapporti con i negozi e con “vetrine” d’eccellenza come il bookshop della Triennale di Milano, che ha subito voluto Trilli Baby.

Perché questo nome?
Per la barca. Eravamo in Sardegna sul Trilly, nell’estate del 2006, quando è nata l’idea del braccialetto. L’idea è stata elaborata tra il 2006 e il 2007 poi un paio d’anni di test, produzione e organizzazione, la scorsa estate i primi esemplari in giro, ma quest’anno c’è stato il vero lancio.

Come siete organizzati?
Andrea ha voluto subito fare le cose per bene. Quindi è nata una società vera e propria con sede a Trieste (andreamaria design srl) e lui si occupa della produzione, del sito e del magazzino, io del lato commerciale. Ma stava diventando un secondo lavoro e quindi adesso abbiamo due commerciali che si occupano, per ora di Emilia Romagna e Triveneto. Tilli Baby è stato anche brevettato, in Italia e in Europa. Per la pubblicità ci pensa molto anche Riccardo, che è da sempre il nostro promoter più convinto. Ed è stato il nostro tester da subito e per tutte le fasi.

Come si compra?
Principalmente online, con carta di credito, arriva nel giro di tre giorni e costa 15 euro, più 1 euro di spedizione. Poi iniziano ad esserci alcuni negozi di articoli per bambini che lo vendono.

Cosa ci arriva a casa?
Una confezione con le istruzioni, il tubo di plastica (il braccialetto) e i vari numeri (in nove duplicati). Si mettono in fila i numeri, si infilano nel tubicino, si prende la misura del polso del piccolo per tagliare giusto il tubicino ed ecco fatto, Trilli Baby è pronto. Serve pochissima manualità per prepararlo, lo garantiamo. Trilly può andare in acqua ed è fatto in modo che solo un adulto riesca a chiuderlo e riaprirlo. Perché il nostro obiettivo è far stare tranquilli mamma e papà e far capire al bambino che se si perde deve chiedere aiuto e far vedere il suo braccialetto.

Va bene per ogni età?
Da quando iniziano a camminare fino ai 6-7 anni, fino a quando insomma non si ricordano il tuo numero di cellulare a memoria.

Ora sei più tranquilla in aeroporto e in spiaggia. E nel futuro cosa vedi, per la vostra impresa?
Sviluppare il progetto e la produzione di prodotti economici utili per l’arredamento delle stanze per bambini e adolescenti. Nel frattempo, insieme a Trilli Baby Andrea ha anche creato Trilli LaLo, con le lettere invece dei numeri, consente di scrivere quello che si vuole, non so, una dedica, un nome, un desiderio. Ormai Riccardo ha finito la prima elementare ed ha imparato a scrivere.

 

 

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