Rimettersi in gioco

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Il progetto del Caf Onlus in aiuto delle mamme separate

Quante donne, nel corso di una separazione, si sentono prigioniere di una solitudine insuperabile. Alle prese con lavoro, figli, difficoltà pratiche ed emotive, faticano a riprendere il passo di una vita normale.
Il Caf Onlus, che da trent’anni a Milano si prende cura dei bambini e lavora per la loro crescita in un ambiente familiare sereno, presenterà domani pomeriggio il progetto “Rimettersi in gioco”, finanziato dalla Asl di Milano e rivolto proprio alle mamme separate o in fase di separazione.

Si tratta di 10 incontri quindicinali (il sabato mattina) condotti da una psicologa all’interno di un piccolo gruppo di 10 mamme. Un momento di confronto in cui il Caf metterà a disposizione tutte le sue competenze nell’ambito della protezione dell’infanzia, per aiutare le madri a recuperare il proprio ruolo genitoriale non “intossicato” dalla sofferenza per la separazione.

“La separazione rappresenta un momento traumatico che è vissuto con sofferenza, oltre che dai genitori, dai bambini che rischiano di non essere considerati nei loro bisogni e di essere usati nel conflitto tra gli ex coniugi”, spiega Tamara Pacchiarini, responsabile del Centro Orlando del Caf. “Nella maggiore parte dei casi i bambini, anche quando è possibile un affido condiviso, vivono la maggiore parte del loro tempo presso le madri  e hanno bisogno di essere sostenuti in particolare da loro nell’essere accompagnati a trovare nuovi equilibri in nuove costellazioni familiari. Per continuare ad essere fonti di supporto per i figli anche le madri, soprattutto quando subiscono la scelta di una separazione non condivisa, hanno bisogno di essere aiutate ad affrontare, sul piano personale, sentimenti di solitudine, inadeguatezza, scarsa autostima e, sul piano genitoriale, a ridefinire il loro ruolo”.

Gli obiettivi di un gruppo di aiuto per madri separate, integrato da momenti individuali di sostegno psicologico riguardano un supporto a livello personale e  genitoriale.
Gli obiettivi sono così articolati:

-sostenere le madri sul piano emotivo, cognitivo e relazionale al fine di aumentare la stima di sé e la capacità di superare in modo costruttivo difficoltà e traumi (resilienza);

-aiutare le madri ad uscire da situazioni di solitudine, ansia e passività attraverso il confronto con altre persone che vivono la stessa situazione, di esperienze e di ricerca di percorsi di vita più soddisfacenti;

-facilitare le capacità delle madri di comprendere i bisogni e i sentimenti dei figli e di sostenerli nel dolore e nella rabbia per il nuovo assetto familiare;

- sostenere le madri ad aiutare i figli a comprendere le dinamiche familiari che hanno portato alla separazione attraverso una narrazione condivisa;

-aiutare le madri a facilitare un rapporto equilibrato dei figli con i padri, nella consapevolezza dell’importanza della figura paterna nel percorso di crescita dei figli;

-sostenere le madri nell’accompagnare i figli a trovare nuovi equilibri in nuove costellazioni familiari;

-prevenire fenomeni di alienazione genitoriale in cui i figli siano impropriamente utilizzati nel conflitto con l’ex coniuge;

Ogni incontro (2 ore a cadenza quindicinale per 6 mesi) si terrà il sabato dalle 10 alle 12. Durante l’incontro gli educatori del Caf potranno intrattenere i bambini in momenti di gioco.

Oltre agli incontri di gruppo, il Caf mette a disposizione delle mamme coinvolte nel percorso la possibilità di effettuare colloqui individuali e colloqui facilitatori con i figli, oltre a uno sportello legale di consulenza.

Domani,  3 novembre, alle ore 17.30 presso la sede del Caf in via Orando 15 (M3 fermata Abbiategrasso) ci sarà una giornata di presentazione del percorso, in cui le persone interessate potranno approfondire la conoscenza del progetto.

Per chi è impossibilitato a seguire l’incontro, è cmq possibile telefonare per informazioni allo 02 - 8265 051 o scrivere a tamara.pacchiarini@cafonlus.org

 

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