Piccoli informatici crescono

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A Milano è sbarcato il Coderdojo, la palestra per bambini che insegna a crearsi il proprio videogioco

E’ nato tutto in famiglia e ora sta diventando una “cosa” grossa, tanto che si parla di creare un’associazione e cercare una sede ecc....Il CoderDojo è sbarcato a Milano grazie a Barbara Laura Alaimo e Angelo Sala. “Io sono pedagogista, mio marito è ingegnere e uno dei nostri tre figli aveva il grande desiderio di creare da solo un videogioco. Abbiamo pensato di inventarci qualcosa e con amici abbiamo scoperto che nel mondo c’era quel qualcosa: il Coderdojo. Bisognava solo portarlo qui”.

CoderDojo è un movimento internazionale nato in Irlanda nel 2011, per insegnare a bambini e ragazzi a programmare. Associazione non profit, l’idea è stata di uno studente di 19 anni.  A Milano il primo evento c’è stato a febbraio, con 12 bambini iscritti, poi la voce ha girato e per l’appuntamento di aprile sono arrivate 100 domande. “Un successo grandissimo, inaspettato” ammette Barbara Laura, che ci racconta l’avventura.

Come siete partiti e in quanti siete?
All’inizio eravamo cinque amici, tutti programmatori, ingegneri e operatori nel mondo dell’informatica. Eccetto la sottoscritta. Credo sia l’unico Coderdojo al mondo con una pedagogista nel team, ma questo sembra piacere molto ai genitori. Ognuno di noi fa il suo lavoro e poi organizziamo questi eventi. I mentor (i maestri) sono volontari, tutto è gratuito, e arrivano da tutta Italia. Sono adulti, ma anche ragazzi giovanissimi.

Come funziona l’incontro?
E’ una palestra, appunto dojo. Nella prima ora il mentor spiega cosa si può fare con la programmazione e con il programma che si sta per imparare ad usare. Per esempio oggi vi spiego come con riuscirete a far muovere un gattino o un dinosauro. Nella seconda parte dell’incontro il bambino prova liberamente a creare, a programmare. Il mentor lo affianca soltanto. Il tutto dura dalle 9.30 alle 13 e in mezzo c’è la pausa, che di solito i bimbi non vogliono fare. Non vogliono staccarsi. Ognuno porta il suo (di mamma o papà) portatile oppure, se non può, lo chiede a noi durante l’iscrizione. Iscrizione che avviene online e su face book. E ogni puntata si chiude, è un evento a sé. Esci dal CoderDojo che sai fare da solo. Se torni è per imparare qualcosa di diverso o approfondire. E i bambini per ora tendono a ritornare

Insegnate a bimbi di che età?
Dai 7 ai 12 anni. Ho sperimentato con mia figlia di cinque anni, ma abbiamo capito che se non si sa leggere e scrivere servirebbe un mentor per ogni bambino. Vedremo in futuro.  Per ora i bambini stanno tutti insieme, ma l’idea, quando ne avremo le forze, è di dividerli per fasce d’età.

I genitori in tutto questo come interagiscono, cosa fanno?
Il genitore accompagnatore sta a fianco del bimbo. Per due motivi: il primo è perché ne ha la responsabilità (noi non abbiamo copertura assicurativa per i partecipanti), il secondo è educativo, perché durante l’evento si crea un terreno di scambio e comunicazione. Ma noi diciamo che i genitori non sono autorizzati a toccare la tastiera. Genitore e mentor accompagnano e sostengono il bimbo, ma non si sostituiscono mai al bimbo.

A Londra hanno appena aperto una clinica per disintossicare i bambini dall’uso di tablet eccessivo. Il rapporto tra bimbi e nuove tecnologie è molto discusso. Da pedagogista che idea ti sei fatta del CoderDojo?
Ho notato che i bambini non hanno una fruizione passiva del pc in questi incontri. Sono molto creativi, liberi di fare quello che vogliono. Dopo la stessa spiegazione e usando lo stesso programma ci sono bambini che fanno un percorso ad ostacoli con un astronauta, quelli che usano il ballo di una ballerina e così via. Sono molto protagonisti i bimbi. Ed è un contesto in cui puoi sbagliare, puoi provare e imparare dal tuo errore. E’ estremamente educativo: si sperimenta, ci si mette in gioco, ci si dà un obiettivo, è un lavoro anche di autostima. E ci siamo accorti che il fatto che ci sia anch’io, la pedagogista, piace ed è utile ai genitori. Mi fanno mille domande: “E’ giusto farli giocare con i videogiochi, mia moglie non vuole che venga...quanto posso farglielo usare?”. La questione educativa sul rapporto tra bambini e nuove tecnologie è molto sentito da mamme e papà, che cercano risposte, cercano una direzione....”

Prossimo Coderdojo: Sabato 18 Maggio. Le registrazioni si aprono Lunedì 29 Aprile
http://coderdojomilano.it/
https://www.facebook.com/CoderDojoMi

di Cristina Colli

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