Pepita

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L'oratorio come bottega dell'educare

Pepita, la creatività come leva educativa

Essere “bottega” dell’'educare, con un modello e un approccio tagliato a misura di ogni bambino. Questa la grande sfida di Pepita, una cooperativa sociale costituita con successo da tre amici coraggiosi e innovatori che dal 2004 lavora con (e dentro) gli ultimi baluardi delle nostre città: gli oratori.

“"Crediamo fortemente in questi luoghi educativi, che presentano ancora oggi un'’importante proposta di aggregazione, fondata su valori assolutamente positivi, in cui trovi famiglie e bambini da 0 a… 30 anni!”", spiega Ivano Zoppi, socio fondatore di Pepita con una grande esperienza nel settore infanzia del non profit e nella cooperazione allo sviluppo per l’area minori.

La maieutica per i ragazzi
Pepita oggi ha una trentina di collaboratori e lavora su tutta l'’area della diocesi di Milano, da San Donato a Busto Arsizio, oltre che in Sardegna, a Bologna (dove cura tra l'’altro l’'animazione durante le selezioni dello Zecchino d'’Oro…) e a Bari. Ogni anno intercetta dai 4 ai 5mila ragazzi, a cui propone il suo approccio educativo integrale, mirato a renderli protagonisti della loro crescita e del loro cammino verso l’'età adulta. “I ragazzi per noi stanno al centro”, prosegue Zoppi. “Educare vuol dire infatti aiutarli a tirare fuori ciò di buono che hanno dentro”.

L'’oratorio, struttura antica in fase di rapida evoluzione, è sempre più impegnato a rilanciarsi rispetto alle nuove sfide educative e alla solitudine delle famiglie. Inoltre, la crisi delle vocazioni impone a questi distretti educativi, un tempo gestiti esclusivamente dai parroci, di misurarsi sempre più con figure di educatori professionali.

"“Attualmente abbiamo 12 educatori impegnati negli oratori della diocesi”", spiega Zoppi. “"Ovviamente non si sostituiscono alla presenza fondamentale del prete, ma lo affiancano lavorando insieme ai ragazzi e alle loro famiglie. Il nostro obiettivo è costruire un progetto che, nel giro di poco tempo, possa stare in piedi da solo e possa cedere il passo a figure della parrocchia ormai formate e pronte a sostituirsi a noi”".

Rete sul territorio
La cooperativa opera facendo leva sulla rete locale delle varie agenzie educative: la scuola (con cui vengono attivati importanti progetti anti-bullismo: più di 150 ragazzi hanno partecipato al progetto "Usa la testa abbassa la cresta", realizzato con il patrocinio del Ministero per la solidarietà sociale, del Ministero per le politiche giovanili e lo sport e dell'Ufficio scolastico della Provincia di Milano); le polisportive di zona; le associazioni di promozione sociale. Ma non solo: tutta la comunità spesso è coinvolta nei vari progetti: dai baristi alle realtà culturali come i teatri, fino agli allenatori di calcio.

La bans-terapia
Proposte di formazione, animazione, organizzazione e gestione degli eventi: Pepita lavora in modo trasversale, rispondendo ai bisogni specifici di ciascuna realtà. Spesso usando l’'arte e la creatività come leva educativa e di comunicazione: lavoriamo sulla bans-terapia”, spiega Ivano Zoppi, “un metodo che sfrutta i bans, le canzoncine in rima e gestuali tipiche dei gruppi dell’'oratorio, per rendere bambini e ragazzi protagonisti delle attività e liberi di esprimersi giocando. I nostri spettacoli di ritm&bans hanno avuto un grande successo…”.

Per scoprire Pepita, le sue attività, la presenza sul territorio e la sua proposta educativa: www.pepita.it

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