Mypage.it

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Come funziona il primo social network per bambini

Mypage.it“Insegnare a un bambino ad andare su internet è come insegnargli a camminare per strada. Potrebbe imparare qualcosa su una strada senza le macchine?”. Lorenzo Dell’Uva è l’ideatore, insieme a Giuseppe D’Arpino, di www.mypage.it, il primo e unico esperimento di “social network” per bambini dai 5 ai 13 anni.

Inutile dirlo: è un settore che spaventa moltissimi genitori e che Dell’Uva invita ad affrontare di petto, ma con gli strumenti giusti: “I bambini di oggi cominciano a prendere confidenza con la rete a 7 anni. A 13 anni sono già praticamente degli adulti, tecnologicamente parlando”, spiega. “Allora i genitori sono chiamati a proteggerli dalle insidie di internet rendendoli consapevoli, aiutandoli a scegliere i contesti più giusti in cui muoversi”.

Anche perché i famosi “filtri” non funzionano davvero. E una politica “proibizionista” rischia di ritorcersi contro i genitori stessi, rendendoli inconsapevoli di cosa effettivamente i bambini vadano a visitare quando sono al computer. “Meglio offrire loro un sito sicuro, in cui divertirsi, dialogare con gli amici e imparare”, sottolinea Dell’Uva.

Cos’è e come si entra in Mypage

Mypage non è nato per caso. Lorenzo Dell’Uva e Giuseppe D’Arpino hanno un’importante esperienza di autori e sviluppatori di cd rom di contenuti per l’infanzia. Poi, quando l’era di questo supporto è velocemente tramontata, “molte idee sono rimaste nel cassetto”. Bisognava aspettare solo qualche anno, il tempo che la generazione Web 2.0 si affermasse, con i social network e quel cicaleccio online che tanto piace ai ragazzini.

Ma distinguiamo bene: Mypage è un social network con un imponente sistema di parental control. Il bambino, per registrarsi, deve dare nickname e la mail di un genitore. Il genitore, a sua volta, effettua una registrazione separata che comprende anche l’invio di documenti d’identità (in modo che nessuno possa tentare di entrare “camuffato” nella community di minori).

Mypage non consente di cercare altri utenti registrati. E’ possibile diventare amici solo se ci si conosce effettivamente tra bambini e se i genitori hanno rispettivamente acconsentito allo scambio di amicizia.

Sulla pagina personale del bambino possono essere pubblicati testi (anche qui c’è un filtro che blocca parolacce, indirizzi, email, numeri telefonici), ma non immagini. “Abbiamo lavorato scrupolosamente sulla sicurezza”, spiega Dell’Uva, “E devo dire che in due anni di attività non abbiamo mai avuto problemi”.

Una galassia di siti per l’infanzia

Un risultato a dir poco eccellente, per un network da 400mila visitatori al mese. E’ quello di cui Mypage fa parte, una galassia di siti dedicati all'infanzia che comprende: kidsearch.it, un motore di ricerca per i bambini; bambini.info, un blog sul rapporto tra bambini e nuove tecnologie; bambini.eu, un blog dedicato ai bambini; blog.mypage.it sul social network Mypage.it, che tra l'altro è stato uno dei primi a debuttare anche su IPad con una piattaforma dedicata.

Il mese scorso, la Camera di commercio di Bologna ha assegnato a Dell’Uva il Premio Giovane Imprenditore 2010. Tra le motivazioni si legge: “Realizzazione di un prodotto innovativo nel campo dell’information e communication technology, che apre il mondo dei social network ad un target di bambini, con soluzioni calibrate e fortemente sensibili al tema della sicurezza”.

Non a caso, tra le collaborazioni di Mypage spiccano Telefono Azzurro, Giffoni Festival, Amnesty International. “A chi mi chiede perché i bambini dovrebbero sperimentarlo, rispondo: perché no?”, ribadisce Dell’Uva. “Stiamo affrontando un cambio generazionale che coincide con un gap di tecnologia tra genitori e figli. Chi ha bambini di 4-5 anni, oggi, generalmente conosce la Rete. Il problema più grande è per chi ha figli tra gli 8 e i 13, perché ha meno a fuoco gli strumenti digitali e i loro potenziali rischi. Noi ci rivolgiamo a tutti loro, perché sperimentino con fiducia, assieme ai piccoli, uno strumento base di accesso alla Rete”.

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