Mi conti una storia, Lolè?

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Il libro scritto in famiglia: la mamma narratrice, il bimbo illustratore

“Mi conti una storia, Lolè?” è nato sotto un piumone fiorato, una mattina d’inverno, quando uscire dal calduccio del letto sembrava veramente troppo ad Abramo! Questa, prima di essere la presentazione di un libro, è la storia di una mamma e dei suoi bambini, protagonisti attivi dell’iniziativa.
Carmela Arecchia, è un’insegnante, un po’ precaria, e da un anno fa anche la doula. Ha tre bambini (Lorenzo di 7 anni, Abramo di 3 ed Elena di 18 mesi) e un marito (Maurizio).

Poi una mattina l’illuminazione: il libro. Come è andata?
Mi conti una storia, Lolè?” è nato per caso in una mattina di fine inverno nella camera da letto mia e di Maurizio, illuminata dalla luce giallo rosea del lume riverso a terra, sotto il caldo piumone fiorito regalatomi della mia mamma per il matrimonio. Tutto è cominciato grazie ad Amino (Abramo) che quella mattina avrebbe voluto starsene a letto al calduccio, ma tutti noi avevamo una giornata da iniziare. Così decidemmo che Amino avrebbe fatto l’albero e io la formichina birichina che lo scuoteva dal torpore. Per diverse mattine Amino fu l’albero e io la formichina birichina che lo faceva alzare dal letto. Di seguito ho voluto a trasformare quell’esperienza in un breve racconto, illustrandolo anche con dei simpatici disegni.

E qui entra in gioco Lorenzo, il più grande...
Lorenzo è un bimbo dolce, gentile,  premuroso con i fratellini ed esplosivo in ogni sua esternazione.  I miei disegni non gli sono piaciuti a Lorenzo si è proposto di farli lui stesso con paint! Proprio in quelle settimane a scuola stavano imparando ad usare il programma e dunque ha voluto dare il suo personale contributo, sperimentando in prima persona l’illustrazione legata alla storia.

Come avete organizzato il lavoro?
Le storie avevano già delle semplicissime“illustrazioni”, tracciate a matita o a penna, senza alcun colore, da me, per dare una idea delle storie. Lorenzo ha interpretato i miei scarabocchi, ha scelto i colori e ha seguito la sua fantasia per realizzare i suoi personaggi. Si chiudeva nello studio, anche per più di un’ora, e mi chiamava solo alla fine, per farmi vedere il suo capolavoro e farmi così una sorpresa. Ed era certamente una sorpresa ogni volta, per i colori, per i soggetti, per la volontà e per l’impegno!

Di cosa parla il libro?
Raccoglie e racconta alcuni dei momenti che vivo con i miei bambini, come l’impegno di infondere amore per cementificare il legame fraterno od anche il rito del “bagnetto ai piedini” per rilassare il mio vispo grillo salterino o la storia dei tre coniglietti e del loro cuoricino appuntato dalla mamma sul pigiamino, per sedare una lite da stanchezza serale. La personificazione degli animali protagonisti e i disegni fatti al computer da un coetaneo, sono in grado di cogliere l’attenzione e motivano alla lettura. Sono in tutto dieci storie, ciascuna storia è corredata da soli due disegni: un inizio spesso triste e un “lieto fine”

Tutte inventate da te per i tuoi bimbi?
Le storie sono tutte inventate da me. Ma, c’è un ma. Alcune di esse nascono dal confronto con altre mamme od amiche, come la storia del leoncino e del suo scaccia fantasmi, ad esempio. Un’amica, invece, mi aveva consigliato il pediluvio la sera per rigenerare e rilassare i miei bambini prima della nanna, e allora per l’occasione ho raccontato la storia di Grillo salterino e del suo bagnetto alle zampine.

Info: www.tiraccontounastoria.eu

Di Cristina Colli

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