Mani di Vaniglia

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Monia Scarpelli racconta la nascita di una mamma in 40 settimane

Se cercate un manuale sulla maternità in senso stretto, fermatevi ora. Se invece cercate un diario emotivo di una donna che diventa mamma, giorno dopo giorno, in nove mesi, questo può essere il libro giusto: “Mani di Vaniglia. Nascita di una mamma in 40 settimane” di Monia Scarpelli (Mauro Pagliai Editore). Impiegata in un’azienda di moda, lavora tutto il giorno e poi, di sera, scrive. “Ormai è un vizio, mi fa sentire molto bene e da quando c’è Mattia (tre anni e mezzo) è l’ora d’aria della mamma”. Si ride, ci si commuove, si riflette leggendo il libro e spesso si pensa “ma dai, anch’io la pensavo così mentre ero incinta!”. Monia da anni scrive romanzi, ma questa è la sua prima volta sulla maternità, d'altronde è anche la sua prima volta da mamma. “Avrei voluto scrivere un diario quotidiano, ma sono un po’ pigra, per cui ho trattenuto le sensazioni, gli accadimenti particolari e ho iniziato a scrivere verso la fine gravidanza, finendo dopo che Mattia aveva qualche mese”, racconta

Perché il bisogno di questo libro?

Mentre ero incinta ho letto un sacco di libri, ma la maggior parte di quelli in circolazione riguardavano la parte medico-scientifico o il come comportarsi con il bimbo dopo la nascita. Mentre a me (e alle amiche con cui parlavo) in quel momento sarebbe piaciuto leggere qualcosa che riguardasse l’aspetto più umano ed  emotivo della donna-mamma. Da li nasce il sottotitolo del libro: Nascita di una mamma in 40 settimane
E il titolo?
Mio marito il giorno dopo la nascita di Mattia si sfregava queste manine al naso dicendo che profumavano di vaniglia Mi è sembrata un’immagine bellissima da fermare.
Ma è un libro su Mattia figlio o su Monia mamma?
E’ vero che racconta di Mattia (lui ogni volta che lo vede dice “il mio libro”), ma racconta  di più di come è nata la sua mamma in quelle 40 settimane . Il tutto rimane focalizzato sulla mamma e l’esperienza della gravidanza. Parlo in prima persona, ma ci sono anche le esperienze delle amiche, delle nonne.  Le varie situazioni facili e difficili che incontri in gravidanza e soprattutto il nuovo punto di vista, quello da mamma, che ti trovi a scoprire con stupore, a volte con paura.
Cosa racconta?
Il tutto comincia con la volontà di avere un bambino, quindi il primo colloquio tra me e mio marito. Il papà più dubbioso, mamma già concentrata corpo, mente ,cuore e anima. Poi racconto quello che facevo, i miei pensieri, quello che cantavo a Mattia mentre era in pancia, o la musica che gli facevo sentire ( non classica per rilassarlo, ma gli U2 ). Racconto le cose fantastiche che si provano quando senti piccoli movimenti in pancia e il dottore ti dice: “Non è niente signora, ha il singhiozzo”. E dici: “Non è possibile!”. Tutte le piccole scoperte da mamma che avrei perso con il tempo, se non fossero annotate nel libro. C’è poi tutta una parte sul mio scarso amore per il ginecologo e una sulle favole che ho riletto, in previsione di raccontarle a Mattia, stupendomi, in alcuni casi, di come noi siamo riusciti a sopravvivere alla regina che chiede il cuore di Biancaneve……
In che senso nasce una mamma in 40 settimane?
Mattia usciva e io sono entrata un po’ dentro me stessa.  Mi ha lasciato una traccia come a dire: “Io sono stato qui e questo ti ha cambiato, quindi guardati un po’ dentro”. La nascita della mamma Monia è stata la scoperta di molte parti di me stessa. Al di là dei cambiamenti pratici, la cosa che la maternità cambia di più sono gli equilibri, che ribalta. Essere mamma ti dà un ruolo in più, un emisfero del cuore in più, per questo mi sono sentita di dover riflettere un po’ di più su quello che sono io.
Per chi è Mani di Vaniglia?
Per chi aspetta il primo bimbo, ma mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensano le mamme che aspettano il secondo o il terzo. Per capire se poi tutta quella magia sparisce o se qualcosa rimane. (www.moniascarpelli.it)

di Cristina Colli


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