Mamme di ispirazione: mi faccio una "charity"

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La sfida di Lucia e Valentina, aiutiamo i bimbi del Togo con la nostra Stella Onlus

“Un sogno che si realizza, non se ne poteva fare a meno, anche i nostri bambini non si lamentano quando sanno che siamo occupate per i bimbi africani...” Lucia e Valentina sono due mamme, amiche, entusiaste del loro, ormai, “secondo lavoro”, che fanno la sera, il weekend, la mattina andando in ufficio. Sono sorridenti e piene di energia quando raccontano cosa è Stella Onlus, la loro onlus per il Togo.

Valentina Scanziani (a destra nella foto) ha 40 anni e tre figli (il più piccolo 3 anni il più grande 8 e mezzo) ed è Direttore Generale nell’azienda di famiglia. Da oltre venti anni è amica di Lucia Benedini (e del padre Antonio), due figli (5 e 8 anni), al lavoro in un’agenzia di pubbliche relazioni.

Innanzitutto, dopo avervi presentato, presentiamo Stella Onlus...

E’ una piccola associazione senza scopo di lucro, fondata nel luglio del 2011. Nel 2009 Antonio Benedini, (papà di Lucia) chirurgo ortopedico, si è recato in Togo in un ospedale missionario per aiutare principalmente bambini affetti da malformazioni congenite. Al suo ritorno, grazie al coinvolgimento del Lions Club Arona-Stresa, sono stati raccolti fondi e in soli sei mesi è stata costruita una scuola elementare che oggi ospita 150 alunni. Da allora si è messo in moto un movimento spontaneo di solidarietà e noi abbiamo sentito la necessità di dare continuità agli aiuti in Togo attraverso la creazione di una onlus, per garantire trasparenza ai sostenitori in Italia. E così è nata Stella Onlus.

Qualche esempio di progetto?

Il mantenimento della scuola elementare di Ketognakopé, il mantenimento e il completamento del nuovo orfanotrofio di Yegué, il contributo ai dispensari, centri di prima accoglienza per donne e bambini, la raccolta di strumentazione e apparati medici, oltre al lavoro di Antonio che tutte le estati va in Togo ad operare e a supervisionare i progetti in corso o da avviare. Sul posto, tutte le iniziative sono gestite dalle suore dell’Ordine di Notre Dame de la Trinité.

Voi come ci “siete arrivate” a stella onlus e perché?

Valentina: Stella Onlus rappresenta per me il coronamento di un sogno che coltivo fin dai tempi dell’università, quando nel 1996 ho fatto uno stage all’UNCTAD di Ginevra. Poi nel 2010, quando Lucia è tornata dal suo primo viaggio in Togo e mi ha raccontato ciò che aveva visto e cosa avremmo potuto fare, le ho proposto di unire le nostre competenze e il nostro entusiasmo per realizzare un progetto concreto con un impegno a lungo termine, e Lucia ha subito accettato.

Lucia: Quando sono arrivata in Togo non riuscivo a credere che potesse veramente esistere una tale miseria. Sai che esiste la povertà nel mondo, ma quando ti ci trovi in mezzo, è tutta un’altra cosa. Poi rientri a casa… La cosa più difficile è riprendere la routine di tutti i giorni. Ma non puoi farne a meno…non puoi cambiare il mondo. Ma qualcosa ti è rimasto dentro, nel più profondo e non puoi far finta di niente. Racconti la tua esperienza e le persone che ti ascoltano vogliono dare una mano. Così quando Valentina mi ha proposto di strutturarci e organizzarci ufficialmente, mi sono resa conto che non se ne poteva più fare a meno.

Come riuscite a conciliare con lavoro, famiglia ecc?

Lucia: Date le piccole dimensioni della onlus, la nostra è soprattutto un’attività di relazioni e grazie alla tecnologia riusciamo a stare abbastanza facilmente al passo con e-mail, facebook e aggiornamenti del sito internet. Noi due ci sentiamo tutte le mattine mentre andiamo al lavoro, spesso lavoriamo durante la pausa pranzo e quando i bambini sono a letto o nei fine settimana si finiscono le cose più urgenti.

Valentina: Non è facile conciliare questo secondo lavoro con la famiglia, ma devo dire che mio marito mi aiuta molto, se sa che devo fare del lavoro nella fine settimana si occupa lui dei bambini per il tempo che mi serve per completare il rendiconto del mese, o per partecipare ad un evento di raccolta fondi di Stella Onlus. Per me è un appoggio fondamentale, so che i bambini, tre maschi, sono felici di stare con il loro papà e questo mi permette di lavorare senza sensi di colpa!”

Perché lo fate? Cosa vi dà? Come vi sentite?

Valentina: Lo faccio perché mi piace pensare di non essere una che si volta dall’altra parte. Il fatto di poter contribuire con qualche goccia a lenire la sofferenza di chi non ha nulla mi dà rispetto per me stessa, e la consapevolezza di aver fatto un gesto che può cambiare la vita di un bambino abbandonato o di una donna in pericolo di vita per il solo fatto di dover dare alla luce proprio figlio mi riempie di gioia.

Lucia: Il Togo è arrivato nella mia famiglia in un momento di grandissimo dolore e ha dato a mio padre un senso alla sua vita e ha permesso a me di trasformare la perdita, la mancanza e la rabbia in qualcosa di produttivo, utile, positivo. Quindi prima di tutto il Togo è servito a me.  So che quello che stiamo facendo è statisticamente un nulla, nel calcolo delle povertà del mondo, ma so anche che sto dando una speranza ad Augustine, a Justine, al piccolo Antonio… e dopo averli conosciuti non posso certo voltare loro le spalle.

Ai vostri bimbi come raccontate il vostro impegno?

Lucia: Non vogliamo rovinare il momento magico che stanno vivendo, la loro infanzia spensierata, ma stiamo iniziando a spiegar loro che al mondo non tutti sono fortunati come noi. In casa ci sono le foto dei bambini dell’orfanotrofio, cerchiamo di spiegare loro che questi bambini non hanno un tavolo su cui mangiare, un frigorifero per conservare il cibo o un letto su cui dormire e non hanno idea di cosa siano i cartoni animati o i video giochi. Eppure sorridono sempre, senza lamentarsi!

Valentina: Di solito se mi assento per il lavoro “normale” capita che brontolino, ma se sanno che sto lavorando per “i bambini dell’Africa” non si lamentano mai…. Forse qualcosa stanno iniziando a capire? Speriamo!

Per maggiori informazioni: www.stellaonlus.org – facebook :Stella Onlus

E se vuoi fare qualcosa anche tu: E da pochi giorni c’è la campagna IO CI SONO: Valentina e Lucia chiedono di diventare uno dei nostri con un versamento annuale di 25 euro e di inviare una fotografia, un disegno, una scritta per entrare a far parte della gallery e testimoniare il proprio esserci. E per il Natale ci sono delle cartoline solidali che possono essere richieste sul sito.

di Cristina Colli

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