Mamma, moglie e donna …Che stanchezza!

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Al Campo Teatrale laboratori teatrali per mamme che si vogliono ritrovare e ridefinire i ruoli

Un laboratorio teatrale per donne e in particolare per mamme. Perché? “L’idea del corso mi è venuta parlando a lungo con due amiche, da poco mamme. Ci siamo rese conto di quanto alle volte sia difficile ammettere che anche la maternità abbia delle ombre e di quanto sia importante, proprio in un momento in cui tutti sono concentrati sul nuovo arrivato, prendersi cura anche della mamma per farla sentire in diritto di “ritrovarsi” attraverso attività che la mettano al centro di sé stessa e che valorizzino le sue personali emozioni e sensazioni”, spiega Laura Testa, organizzatrice del progetto “Super mamma, super moglie, super donna… super stanca”. Sono tre incontri, a partire da sabato 15 marzo, di 3 ore ciascuno, al teatro Campo Teatrale. “L’idea è di affrontare in modo ludico il tema dell'identità e della ridefinizione dei ruoli della donna, che spesso diventa il punto di riferimento per le incombenze e i doveri del ménage familiare, dovendo rinunciare così più o meno volontariamente a ritagliarsi momenti per sé stesse”, continua Laura.

RM: Le partecipanti, da 8 a 15 massimo, non devono avere competenze artistiche, non serve sapere recitare.
Laura: La priorità è espressiva e non artistica. Non sono laboratori per mettere in scena uno spettacolo. Dalla tecnica teatrale si prendono gli strumenti di lavoro: il linguaggio non verbale e l’uso dell’espressione corporea, la vocalità, la gestualità, il suono e il ritmo nello spazio, l’improvvisazione.

RM: Cosa succede durante ogni incontro?
Laura: Gli incontri avvengono in una sala prove di una scuola teatrale (Campo Teatrale), dunque nessun palco, l’ambiente è illuminato e accogliente e la pavimentazione è in parquet. Non si tratta di lezioni frontali ma piuttosto di esercizi pratici che solitamente vengono accompagnati dalla musica. Alcuni esercizi si svolgono tutte insieme, altri invece a piccoli gruppi. Nella prima fase della lezione le attività sono orientate a raccogliere la concentrazione, lasciando fuori dalla sala tutto quello che non riguarda il laboratorio, e a ricreare l’armonia nel gruppo. La fase centrale degli incontri è dedicata nello specifico agli esercizi di riattivazione dell’espressività e a quelli dedicati a ristabilire le relazioni tra il proprio corpo e i propri sensi e tra sé e gli altri. Nell’ultima parte di lezione si lascia spazio a esercizi che aiutano, anche attraverso la respirazione, a riequilibrare i fattori di stress e di ansia, o semplicemente di affaticamento quotidiano.

RM: Chi sono le mamme che hanno risposto all’appello?
Laura: Il profilo medio delle partecipanti è di donne tra i 30 e i 45 anni, ma abbiamo avuto anche delle neo-nonne! Anche l’alternanza tra mamme che hanno un lavoro fuori casa (prevalentemente part-time) e mamma che si occupano a tempo pieno della famiglia è piuttosto bilanciato. Le partecipanti sono tutte mamme (ad eccezione di qualche neo-nonna) con bambini al nido, e soprattutto materna o elementari.

RM: Tra gli obiettivi la “riconquista” della propria identità giusto? Come può il teatro aiutare in questo?
Laura: L’idea di ritagliarsi del tempo da dedicare esclusivamente a se stesse e al proprio personale benessere è già in piccola parte una “ridefinizione dei ruoli”, un’occasione per ricordarsi che oltre ai piaceri e ai doveri dell’essere una mamma e una compagna e una lavoratrice, ci sono anche i nostri personali interessi, ed è importante ascoltare e soddisfare anche questi ogni tanto, per ricaricare le batterie e imparare magari qualcosa di nuovo. Inoltre il corso diventa l’opportunità di un incontro con altre donne che stanno vivendo all’incirca lo stesso percorso di vita e da questo incontro può generarsi un confronto ed uno scambio positivo di esperienze o semplicemente un’occasione di supporto reciproco nell’affrontare quelli che in fondo sono i problemi che accomunano tutte. Ecco, in questo senso questo tempo-spazio dovrebbe essere una piccola riconquista della propria identità.

RM: Il corso è nato dai discorsi fatti con amiche neomamme. Di cosa avevano bisogno?
Laura: L’idea del corso è nata insieme a un paio di amiche, da poco mamme e entrambe, ovviamente, completamente assorbite dal loro nuovo bellissimo “incarico”. Dopo i primi mesi una di loro è rientrata a lavoro l’altra invece ha chiesto l’aspettativa di un anno, ma entrambe hanno attraversato un periodo fisicamente e psicologicamente duro, accompagnato anche da emozioni contrastanti, non sempre positive. Lasciare il bambino per andare a lavorare, soprattutto se a lavoro ci torni anche per piacere e non solo per necessità, scatena dei sensi di colpa alle volte difficili da superare. Ma allo stesso tempo anche restare tutto il giorno a casa, da sole con un nuovo e misterioso componente della famiglia, può provocare una sorta di malinconia altrettanto difficile da ammettere. E’ in questi mesi, parlando spesso e a lungo, che ci siamo rese conto di quanto alle volte sia difficile ammettere che anche la maternità abbia delle ombre e di quanto sia importante prendersi cura anche della mamma.

Sabato 15,22 e 29 marzo dalle 15.00 alle 18.00 presso la scuola “Campo Teatrale” in via Casoretto 41(M2 Udine) - 120 euro per le prime 8 iscritte, 130 euro dall’ottava. Nuova edizione nella prima metà di aprile
laura@latestaeventi.it

di Cristina Colli
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