Mamma ansia? Consigli x non passarla ai bimbi

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I consigli di una mamma adottiva, che dice: scherzarci su è il primo passo

Ansie di mamma, il blog di due genitori adottivi di Milano che suggeriscono come tenere a freno l'ansiaRicordate Marta e Alberto, i genitori adottivi che spesso regalano a Radiomamma spunti di riflessione capaci di parlare dritto al cuore? Ecco Marta, che si definisce "mamma ansia"...e che ci suggerisce come tenerla a bada senza trasmetterla ai figli 

Sono cresciuta a latte e… ansia. Da bambina non potevo mangiare i gelati per il fantasma dell’acetone (esiste ancora nei manuali della moderna pediatria?). I bagni in mare a giugno (rigorosamente unico mese in cui si andava in riviera) dovevano essere molto brevi per evitare il raffreddore. Mi fu impedita ad un certo punto la danza classica, che adoravo, per il rischio della scogliosi (che nessun ortopedico mi ha mai diagnosticato…). Insomma, non posso dire di aver vissuto un’infanzia infelice, ma certamente l’ansia materna ha rischiato a tratti di inquinarmi l’atmosfera intorno. 

Per fortuna che c'è Pippi

Poi anche mia mamma si è accorta che in fondo l’intraprendenza di Pippi Calzelunghe le stava proprio simpatica e, con l’avvicinarsi dell’adolescenza, per fortuna, ha allentato il laccio: sono arrivati i primi sì alle vacanze in gruppo in regimi controllati (ma comunque senza i miei), i sì all’università lontana da casa. I miei genitori si sono tranquillizzati, io mi sono resa sempre più autonoma. Me lo domando ancora oggi quale sia l’origine remota di tanta ansia nel romanzo familiare: forse, semplicemente, il desiderio di controllare tutto, di prevedere i pericoli, di esorcizzarli. Fino a una maggior consapevolezza che non ce la si può fare, che i figli il proprio percorso lo devono compiere allontanandosi piano piano dalle ali di mamma e papà.

L'ansia prima dell'adozione

Anch’io sono una tipa ansiosa: per le mille cose da fare che vorrei sempre perfette, per la casa troppo in disordine, per gli esami del sangue da ritirare, per un ritardo dell’aereo su cui viaggia mio marito…L’ansia ha rischiato di traboccare nei momenti cruciali della vita: prima di sposarmi, e soprattutto prima di adottare, quando immaginavo i miei figli, pensavo ai loro possibili vissuti, a tutte le più svariate problematiche in cui avrei potuto imbattermi. Ha fatto capolino anche all’appuntamento più importante, quello dell’incontro con loro: mentre per mio marito è stato amore a prima vista, io mi sono fatta sopraffare dall’agitazione. Mio figlio - un bellissimo bimbetto paffuto - mi sembrava avere un naso enorme che gli avrebbe creato problemi seri nell’età dello sviluppo (!!!). Ricordo ancora con tenerezza i suoi pianti disperati, causati da semplici mal di pancia, tra le braccia di una madre in preda al panico che si chiedeva se tutto quel disagio fosse dovuto al fatto che non mi riconoscesse come mamma. E quanti pensieri foschi davanti alla prima foto di mia figlia, arrivata dal Vietnam con la proposta di abbinamento, troppo sfocata per fugare ogni dubbio sul suo sviluppo e la sua salute… 

Il trucco per non trasmetterla ai figli? Riderci su e spingerli a volare....

Oggi combatto la battaglia più difficile, quella di non permettere che l’ansia avveleni l’aria che respirano i miei figli. Per questo mi impegno perché diventino sempre più autonomi e, malgrado qualche resistenza interna, li spingo a volare. Mando la piccolina al mare con mia suocera per una settimana ogni anno (e assicuro che il rischio di perdersela in spiaggia è molto elevato!!!) e, appena ha avuto l’età minima per l’ingresso, ho iscritto mio figlio agli scout. E lo saluto con gioia – mista a terrore - quando parte, anche sotto la pioggia torrenziale di una primavera pazza, con uno zaino decisamente più grande di lui con dentro poche cose ma pesantissime: il sacco a pelo, il materassino e la gavetta. Eppure si sente leggero: è la voglia di sperimentarsi e di diventare grande che lo fa camminare spedito. Ma lo dichiaro apertamente anche ai miei figli: “Mamma è proprio una fifona!”. Inutile nascondersi dietro a un dito, giustificandosi dicendo che oggi è tutto così pericoloso, le insidie sono dappertutto, non ci si può fidare di nessuno… Meglio ammettere spudoratamente di avere qualche paura eccessiva che ossessionarli con richieste e divieti, e magari riderci sopra insieme. 

Potete seguire Marta e Alberto, genitori adottivi, su www.genitorisidiventa.org

 

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