L'associzione Pareidolia

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Genitori che vogliono vivere Milano diversamente

I pomeriggi d’inverno a Milano, si sa, sono lunghi con i bambini…E così, pensa che ti ripensa, Gianmaria e la sua compagna hanno trovato “una soluzione”: Pareidolia…. “ Mancava un posto nostro (e con ciò si intende di chiunque sia socio) nel quale, senza particolari spese, ci si possa incontrare per discutere e realizzare progetti, sogni, fare feste o a volte anche solo chiacchierare ecc.”, spiega Gianmaria Zita, che con altri genitori ha dato vita all’associazione.
Ma partiamo dalle presentazioni
Siamo un gruppo di genitori di bambini, in media due per coppia, con un’età tra 0 e i 7 anni. Il gruppo di soci fondatori è costituito da 10 persone ed è alquanto eterogeneo nell’ambito lavorativo: medici, insegnanti, ingegneri, ricercatori, architetti, psicologi …
Come è nata l’idea dell’associazione? E con quali obiettivi?
L’idea originaria nasce dalla ricerca (mia e della mia compagna) di un modo per far trascorrere il pomeriggio di nostra figlia Cecilia. Il contesto urbano della zona Canonica-Sarpi vive una vita ambigua poiché molto privilegiato per la vicinanza di parchi e zone pedonali pienamente godute da tutti quanti in primavera ed estate, virtù che però perde durante le buie e umide giornate invernali che lasciano ai bambini ben poche risorse ricreative. In questo senso è stato per noi folgorante un episodio (in realtà una serie di episodi ripetuti) nel quale Sophie, studentessa dell’accademia di arte di Brera che ci aiutava come babysitter di Cecilia, invitava qualche compagno di scuola a casa nostra e improvvisava un “Atelier di pittura” con evidente piacere dei bambini. In breve si è instaurata la piacevole routine dei “Lunedì con Sophie” durate i quali i bambini hanno letto favole ricostruendo, ciascuno di loro, un libro decorato, dipinto e incollato con le loro impressioni. Con i genitori di questi bambini abbiamo pensato che potessimo meglio strutturare questa iniziativa ed estenderla ad altri aspetti ricreativi (ad es. musica, lingue, etc..) e un anno dopo ci siamo Associati formalmente.
Da quando siete all’opera?
Sabato 17 settembre 2011 abbiamo inaugurato la sede con una bella festa tra la nostra sede e il parco Sempione (a 50 metri da noi); la settimana seguente abbiamo avviato le attività. L’idea originaria e le riunioni organizzative, però, andavano avanti già da un annetto!
Cosa offre l’associazione?
Pareidolia organizza corsi, giornate, momenti ricreativi rivolti ai bambini da 0 ai 7 anni. La nostra Associazione vuole anche rappresentare un momento di scambio di esperienze di genitori, cittadini e abitanti del quartiere Arena-Sarpi per trasformare idee astratte in iniziative concrete.
Come avete fatto a mettere in piedi il tutto?
Il luogo è un piccolo spazio che affaccia su via Canonica che ci hanno concesso in affitto, condividendo lo spirito dell’iniziativa, a prezzo molto agevolato. I soldi per la ristrutturazione e gli arredamenti li abbiamo recuperati autotassandoci e mettendoci noi in prima persona (con il fondamentale aiuto di alcuni amici) ad effettuare i lavori.
Come conciliate tutto? Lavoro, figli, associazione e desiderio di vivere Milano diversamente?
“Il desiderio di vivere Milano diversamente” rappresenta proprio la spinta fondante dell’Associazione. Ovviamente stare dietro a queste cose implica un gran dispendio di tempo. Per suddividerci competenze e incarichi che non pesassero troppo sulle spalle di ciascuno di noi abbiamo scelto di partire con un buon numero di soci fondatori: siamo in dieci; tutti d’accordo sulla necessità di organizzare le nostre (frequenti) riunioni in seconda serata arrivando anche a fare le ore piccole!
Infine ovviamente ci svela il segreto del nome…Pareidolia…
Per Pareidolia s’intende l'illusione visiva che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili dalla forma casuale. Pareidolia è in realtà un termine in uso nella psicopatologia moderna, è quindi utilizzato principalmente nelle scienze cosiddette "psi": psicologia, psichiatria...Questa illusione è uno dei più ricorrenti strumenti utilizzati dai bambini per indicare forme ed associazioni presenti nel mondo oggettivo in accordo con il loro stato affettivo. La frequente ricorrenza di forme di animali o di oggetti comunque vissuti come “simpatici”, “amichevoli” o “buoni”, contribuisce a creare quello spirito di genuinità e innocenza che spesso viene affiancato alla creatività della prima infanzia.

di Cristina Colli

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