L'Abilità Onlus

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Dove i piccoli con bisogni speciali diventano grandi

Essere capaci di comprare un gelato, stare a tavola composti, sapere come comportarsi sulla metropolitana o anche, semplicemente, essere in grado di lavarsi le mani da soli. Sono le tante, piccole grandi conquiste di un bambino con disabilità, che l'associazione milanese L'Abilità Onlus ha reso possibili attraverso un progetto sperimentale - sostenuto dal Comune e dalla Fondazione De Agostini - intitolato L'Officina delle Abilità. Si tratta del primo Centro diurno per persone con disabilità (CDD) di Milano dedicato ai bambini.
È accreditato dalla Regione Lombardia e nasce da una sperimentazione in cui gli "standard" definiti per gli adulti sono stati modulati sui bisogni evolutivi dei bambini, in coordinamento con le strutture di Neuropsichiatria infantile (in particolare l'ospedale Niguarda e il Besta), la scuola e i servizi sociali, arrivando alla definizione del servizio così come è proposto attualmente.

Un avamposto per i genitori con bimbi piccoli
Questo importante traguardo parte da una premessa. L'associazione L'Abilità è stata fondata nel 1998 da un gruppo di genitori di bambini disabili e da esperti e operatori. "Volevamo accogliere mamme e papà con bambini molto piccoli", spiega la presidente, Laura Borghetto. "Nei primissimi anni di vita di un bimbo con handicap, la famiglia si trova in estrema difficoltà. E' un percorso affrontato in solitaria, facendo i conti con il proprio dolore e con le necessità del bambino, tra urgenze sanitarie e labirinti burocratici. La nostra associazione risponde a tutto questo offrendo percorsi di sostegno ai genitori, attraverso incontri con specialisti, gruppi di mutuo-auto aiuto e soprattutto attraverso il dialogo e l'incontro con famiglie che vivono gli stessi problemi".

Gioco, scoperta, felicità
E poi, ci sono i servizi rivolti ai bambini, che mettono la personalizzazione e il gioco al centro di ogni intervento. "Quasi sempre, giustamente, la risposta che si dà alla disabilità è di tipo medico-sanitario", prosegue Borghetto. "Ma il gioco e la socializzazione sono altrettanto fondamentali, per questi bambini come per tutti, per affacciarsi al mondo, conoscere, acquisire competenze, fare i primi passi verso l'inclusione sociale ed essere felici. Il gioco è un piacere spesso negato ai bambini con disabilità, noi vogliamo restituirglielo".
Presso la sede dell'associazione, in via Mac Mahon, è aperto uno spazio gioco con operatori specializzati dedicato ai bambini tra i 4 e i 10 anni. Tra giugno e settembre prossimi, in via Cipro (angolo cso XXII Marzo) apriranno anche una casa di accoglienza per bambini privi di una rete familiare e in cerca di affido o adozione, e un centro infanzia 0-3 anni che offrirà percorsi di gioco per mamme e bambini, in modo da favorire la relazione affettiva e dare un sostegno alle madri.

La solitudine dei primi tre anni 
C'è una grande sfasatura tra i numeri dei piccoli disabili inseriti nei nidi e quelli inseriti alla materna: i primi sono abbastanza rari, per poi "esplodere" nelle strutture che accolgono bambini dai 3 anni in su. Questo perché la gran parte delle mamme approfitta del congedo che in questi casi speciali è riconosciuto fino ai tre anni di vita del piccolo.
Ma proprio durante quell'avventura solitaria, la famiglia rischia di chiudersi. "Lavoriamo per l'inclusione e per la promozione dei loro diritti in tutti i tavoli istituzionali", sottolinea la presidente. Ma soprattutto, in via Mac Mahon si costruiscono ponti. Per famiglie che diventano amiche per la vita. Per genitori che cercano un confronto, uno spazio di sfogo. Per bambini che vorrebbero avere fiducia in se stessi ed essere accettati dai loro compagni di scuola. Per gruppi che vorrebbero fare una vacanza più serena con i propri bambini, magari attraverso l'appoggio di operatori disposti ad accompagnarli.
Dal 2000, L'Abilità ha avuto in carico circa 50 casi all'anno, oltre ai contatti telefonici (il numero è 02 39430041/2/3 dal lunedì al venerdì 11-19), che coinvolgono almeno altri 200 casi.

L'Officina fa scuola
Con il debutto dell'Officina delle Abilità - che in due anni ha seguito già 34 casi, aiutando piccoli con sindrome di Down, con paralisi cerebrale, con autismo a sviluppare piccole competenze utili per stare bene insieme agli altri - ora offre anche l'aiuto per la conquista più preziosa: l'autonomia. "Abbiamo intercettato un bisogno reale", dice Laura Borghetto. "Lavoriamo ogni giorno per migliorare la risposta a queste famiglie e creare un modello, uno standard "replicabile" da altre realtà in tutta Italia. Perché vivendo l'esperienza della disabilità tutti, grandi e piccini, siano aiutati a trovare le competenze, le "abilità", per vivere la propria vita in modo pieno e sereno".

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