La Montessori a portata di tutti

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Il famoso metodo educativo anche fuori da scuola, in uno spazio per le famiglie

L’idea è di quelle che dici “Ma guarda...è vero!”. E’ venuta a Sonia Zecchi e Isabella Micheletti, che hanno creato Spazio Montessori. Cosa? Non è un asilo, né una scuola montessoriana, ma è un luogo per genitori e bimbi piccoli, ideato secondo la pedagogia montessoriana (materiale, arredamento e attività) e dove si vive e opera secondo questo metodo educativo. “Un po’ perché siamo mamme, un po’ perché siamo educatrici (ci siamo conosciute a un corso di educatori dell’Opera Nazionale Montessori) ci è venuta l’idea di portare alle famiglie il metodo Montessori”, spiega Sonia.

Il famoso metodo educativo per la famiglia intera?
Il metodo montessoriano in Italia è sempre stato relegato al campo istituzionale, ma non accessibile alle famiglie, come spunto di vita pratica. Invece vivendolo da mamme ci siamo rese conto di come è utile per il bambino per acquisire autonomia e per i genitori per essere più consapevoli delle competenze del proprio bimbo. Così imparano a mettergli a disposizione fiducia e il piccolo fiorisce e il genitore recupera un ruolo equilibrato, più da osservatore e conquista anche un maggiore spazio per se stesso.

Nella pratica cosa offrite alle famiglie?
Un ambiente, anzi due (uno per bimbi 0-18 mesi presso la Società Umanitaria, uno per i bimbi 18-36 mesi presso il Cral del Comune), strutturati per i bimbi secondo la pedagogia montessoriana (quindi armonia estetica, niente ostacoli, attività ordinate e non in numero eccessivo ecc.) e adatti ad accoglierli insieme a un “proprio”adulto. Poi ci siamo noi due, educatrici montessoriane e la supervisione dell’Opera Nazionale Montessori. Le famiglie scelgono, a inizio quadrimestre, una o più mattine a settimana. E stanno in questo spazio dalle 10 alle 12. Il bimbo si muove, sta da solo o affianca il genitore, come vuole. Entra spontaneamente a contatto con le attività: scaffali, tavolini, tappeti, materiale vario. Il genitore osserva e interagisce se chiamato. Noi come educatrici ci muoviamo tra bimbi e genitori, conversiamo con l’accompagnatore, con il bambino, facciamo un lavoro a cerchio. Con il genitore si crea un lavoro che lo porta a guardare quanto tempo il bimbo sta su un’attività, quanto tempo resiste senza l’interazione con l’adulto. Tutti elementi che aiutano mamma e papà a conoscere a fondo il proprio bimbo, il rapporto con loro e ad aiutarlo a fiorire.

Queste ore cosa portano poi nella vita di tutti i giorni?
Lavoriamo per consegnare spunti montessoriani alle famiglie. Spunti su attività da fare anche a casa per potenziare le predisposizioni dei bimbi e spunti sul rapporto che si ha con loro. Portare il metodo montessoriano nella vita di ogni giorno non significa togliere le sicurezze che le madri hanno quando entrano nello spazio. Ma significa far capire, facendolo sperimentare in queste ore, che se ci si comporta da osservatori, da contenitori (come in gravidanza), senza un continuo “fai così”, “non si fa così!”, si permette al bimbo di fare, di mettersi alla prova. E lo si conosce profondamente. E questo può aiutarci per esempio a organizzare meglio l’ambiente domestico in cui viviamo, permettendo così a lui di fare più esperienze autonome e alle mamme di essere meno occupate e quindi meno stressate.

Dove: per bambini da 0 a 18 mesi presso Società Umanitaria di Milano Via San Barnaba 48, per bambini da 18 a 36 mesi presso sede del CRAL del Comune di Milano Via Bezzecca 24
Costo: 320 euro a quadrimestre
Info: www.spaziomontessori.com

di Cristina Colli

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