La casa editrice Carthusia

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Quando i libri raccontano poeticamente la vita


Patrizia Zerbi MontiEntrare nello studio di Patrizia Zerbi, fondatrice delle edizioni Carthusia, è come tuffarsi in un colorato laboratorio artigiano. Di quelli raffinati, da miniaturisti del linguaggio e delle immagini. Sulla grande scrivania le opere in corso, alle pareti le stampe gigantesche delle più famose illustrazioni, quelle che hanno sigillato l’inconfondibile personalità dei libri di questa casa editrice.

In una qualsiasi libreria per ragazzi è molto difficile non riconoscerli: hanno le illustrazioni più straordinarie, più personali. Vantano i premi più prestigiosi. Trattano temi a volte scomodi a volte difficili, con l’intelligenza, la delicatezza e la poesia degli autori della “squadra Carthusia”, collaboratori del calibro di Roberto Piumini, Emanuela Bussolati, Sabina Colloredo, Emanuela Nava.

Radiomamma.it ha incontrato Patrizia Zerbi per avere l’identikit di un editore non convenzionale, sempre pronto a tuffarsi in sfide difficili e a raccontare a tutti i bambini, attraverso un linguaggio universale, la bellezza della vita. Abbiamo trovato anche una donna appassionata e una mamma orgogliosa. Ecco come è andata.

Ci voleva davvero un coraggio da leonessa, nel 1987, a fondare una casa editrice che parlasse ai bambini della vita vera.

Sì, è stata una bella sfida. Ma avevo già sperimentato l’avanguardia della comunicazione sociale nell’ambito delle edizioni Fatatrac, a Firenze. Dopo alcuni anni dentro quel progetto, che mi aveva insegnato moltissimo, ho capito che era il momento di camminare da sola, misurandomi con una mia idea, che poi è diventata Carthusia.

La comunicazione, in particolare di area sociale, è sempre stata caratterizzata da una certa trascuratezza o eccessiva prolissità. Tutto il contrario di quello che sono i vostri libri: raffinati, colorati, essenziali. Come ci riuscite?

Parlare di ambiente, di multietnicità, di malattia, di legalità e di molti altri temi “impegnati” è una sfida in sé. Abbiamo sempre cercato di conoscere bene gli argomenti, raccogliere intorno a noi i migliori autori e illustratori, fare un lavoro di squadra per raggiungere un risultato non stereotipato. E poi, abbiamo lavorato moltissimo sulla bellezza dei libri, in modo che coinvolgessero ed emozionassero. Il “contenitore-libro" per noi è importantissimo, è il veicolo del contenuto, ne fa parte.

Per questo avete questi formati così particolari?

Solo per amore CarthusiaSì, sono libri-non libri: molti format sono stati brevettati. Ad esempio, quelli di Storiesconfinate che si aprono come fisarmoniche e diventano, nella fantasia dei bambini, delle mappe, dei ponti, delle coperte, dei recinti…oppure i kit in distribuzione nelle scuole che si trasformano in giochi didattici e scenografie da animare con i personaggi delle storie. La parte sensoriale del libro, quella ludica, è l’elemento che unisce, che comunica trasversalmente a tanti tipi di lettori diversi e che rende la storia viva, la trasforma in esperienza. Per questo per noi è così importante e rappresenta una sfida quotidiana.

Vi caratterizzate per un filone “progetti speciali”, dedicato alle scuole e ai grandi enti nell’ambito di campagne educative, e per un filone riservato alla libreria. C’è una sinergia tra le due produzioni?

Solo per amore CarthusiaSì. I piani di lavoro s’intrecciano, s’influenzano, l’uno trascina l’altro e lo rende migliore. La prospettiva delle vendite non domina mai il nostro lavoro. Noi non compriamo niente all’estero, tutto è pensato e realizzato da noi. Quantevolte abbiamo detto: “Questo libro è talmente bello che, anche se non venderà, lo dobbiamo fare!”. Poi succede sempre che i lettori lo capiscono, lo amano, premiano le nostre scelte. E’ la storia di uno dei nostri libri-cult, “Solo per amore”, un testo meraviglioso e illustrazioni emozionanti, completamente dedicato alle mamme. Lo sa quante volte lo abbiamo ristampato?

Parla della sua squadra dicendo “le mie carthusine”. In effetti in casa editrice non ci sono uomini. Un caso o una scelta?

Direi un caso che poi è andato consolidandosi nel tempo. Le donne parlano lo stesso linguaggio, sono molto motivate e, quando stanno bene e lavorano in armonia, sviluppano un fantastico spirito di gruppo. Io ho 53 anni e nella mia casa editrice ci sono donne di diverse generazioni, anche molto giovani. E’ un bel ventaglio di esperienze e creatività.

Che cosa ha letto a suo figlio quando era piccolo?

Davvero di tutto. I primi anni della sua vita li ha trascorsi immerso nella casa editrice, vivevamo in un appartamento sullo stesso pianerottolo. Leggevamo le avventure della Pimpa, ma anche Piccolo Blu e Piccolo Giallo di Leo Lionni, i libri di Roald Dahl, i libri visivi della Ravensburger….E poi, amavamo “scombinare” per gioco le storie classiche, mescolare Cappuccetto Rosso e La Bella Addormentata, I tre Porcellini e Biancaneve.

Cosa dovrebbe scegliere una mamma in libreria?

L'isola dei sogni CarthusiaPenso che la scelta dovrebbe cadere sempre sui libri che si “riconoscono” come speciali, quelli in cui intravedi un pensiero, un’idea di fondo. Io amo moltissimo le collane, ad esempio, perché laddove vedo una “linea” narrativa che amo, mi piace ritrovarla in una serie.
Altra cosa: il libro deve appartenerti, darti un’emozione, ma anche rispondere al momento evolutivo di tuo figlio. Detto questo, non è mai troppo presto per mettere in mano un libro a un bambino: il libro è un’esperienza tattile, uditiva e olfattiva; il piacere della voce della mamma e del momento intimo in cui si legge.

Se le dico Kindle o E-Book cosa mi risponde?

Che l’evoluzione tecnologica è una dimensione che i bambini stanno sperimentando già. Sono più evoluti di noi, anticipano istintivamente i nostri passi, a volte incerti, nelle nuove tecnologie. Ritengo che il libro elettronico farà sempre più parte del nostro futuro, ma resta un supporto. Se non sarà riempito di contenuti adeguati, non sarà sufficiente a sviluppare la curiosità, le emozioni, il salto evolutivo che, come ha detto Umberto Eco, il libro ha fatto fare all’umanità.

Alcuni titoli fondamentali di Carthusia.

Questo sono io CarthusiaDifficile! Direi “Solo per amore” di Patrizia La Porta e Sabina Colloredo, “Tararì Tararera” di Emanuela Bussolati, “L’Isola dei Sogni”, una storia filippina che fa parte della collana Storiesconfinate, “Il coraggio di essere coraggiosi” della Bussolati e Domenico Barrilà e, sempre di questo fortunato tandem, “Questo sono io”. Ne ho detti troppi? Mi piacciono tutti, i miei libri!

Benedetta Verrini

 

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