Il libro che aiuta i bambini prematuri

Teaser Description: 
Il manuale del perfetto marito, dalla penna di una mamma che ha partorito prima del tempo

C’è un libro, in circolazione, che fa sorridere. Racconta della rocambolesca vita di coppia. Ma quel libro fa anche del bene. I diritti d’autore sono tutti devoluti all’associazione per l’aiuto al neonato, una onlus che collabora con il reparto di Patologia Neonatale dell’Ospedale di Bergamo. A deciderlo è stata l’autrice, Elisabetta Belotti: insegnante, blogger e mamma. Mamma di una biondina di cinque anni, nata prematura, a Bergamo. Proprio da quell’esperienza è nato Il Manuale del perfetto marito  (Sesat editrice) e l’idea di aiutare così la onlus.

Com’è nato il tuo libro?
Nel periodo di congedo per maternità ero contenta di essere a casa con mia figlia, ma mi mancava anche il mio lavoro e allora, un po’ per sfogo, un po’ per non perdere il contatto con la lettura e la scrittura, ho iniziato a scrivere. Inizialmente solo per me stessa, ed erano soprattutto scene di vita matrimoniale e familiare. Poi ho visto che le pagine si accumulavano e allora ho rivisto il materiale e l’ho organizzato in un vero e proprio libro.
Che cosa è il manuale del perfetto marito?
E’ un libro ironico: un po’ manuale di sopravvivenza alla vita a due, un po’ chick lit, un po’ antropologia della vita quotidiana, un po’ specchio dei tempi. Come scrivo nel libro, i mariti esistono ormai da millenni, ma ovviamente assumono tratti e caratteristiche diverse e peculiari.  Così descrivo il marito geloso, quello logorroico, quello sportivo, quello equo e solidale e molti altri.
Scrittrice solidale…i tuoi diritti d’autore vanno all’associazione per l’aiuto al neonato. Perché?
Ho fatto questa scelta perché il libro è nato proprio nel periodo in cui ero a casa con mia figlia, che è nata prematura ed è stata per un periodo proprio nel reparto, insieme a tanti bambini che, come lei, sono nati prima delle 40 canoniche settimane di gravidanza. Per fortuna poi è andato tutto bene, e mia figlia, passati i primi mesi difficili, è cresciuta sana e vivace. L’associazione per l’aiuto al neonato collabora con la Patologia Neonatale in modo fattivo e concreto, perciò so che aiutarla è un modo per aiutare davvero i bambini prematuri, che hanno bisogno di cure, macchinari, assistenza.
Cosa si prova a veder nascere una figlia prematura?
Credo che mi possa capire realmente solo chi ci è passato: lo choc di un parto improvviso dopo una gravidanza tranquilla, il ricovero della bambina nel reparto di terapia intensiva, l’incertezza sul futuro. All’inizio tutto mi sembrava insormontabile, però ero anche consapevole che non potevo lasciarmi andare alla disperazione: mia figlia da lì sarebbe uscita e avrebbe dovuto trovare una mamma pronta a prendersi cura di lei. Quindi per me, come per tutti gli altri genitori che hanno vissuto la stessa esperienza, credo che scatti un istinto che ti porta a sperare e a vivere giorno per giorno, fidandosi totalmente dei dottori e delle infermiere che curano tua figlia. Ho trovato tanta professionalità e tanta sensibilità in queste persone, che svolgono davvero al meglio un lavoro, secondo me, molto difficile.

di Cristina Colli

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero