Il cortile autogestito dalle mamme

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Alla Stecca c’è Isola in gioco, con i giovedì dei bimbi e incontri per i genitori, tutto “fai da te”

C’era una volta all’Isola un gruppo di mamme e bambini che ogni pomeriggio si ritrovava ai giardinetti in via De Castillia e si divertiva un sacco. Era la scorsa estate e a un certo punto qualcuno iniziò a dire: “E come facciamo quando arriverà l’inverno?” Niente giardinetti, niente ritrovo abituale per bimbi e mamme. Ed ecco l’idea: crearsene una versione invernale. Così è nata Isola in gioco: “Mamme, papà e bimbi rischiavano di non incontrarsi più per tutto l’inverno... ognuno chiuso nella propria casa. – racconta Elisabetta  D’Alfonso, una delle promotrici – Eh no....ci siamo organizzati, abbiamo chiesto uno spazio alla stecca (io e mio marito facciamo parte dell’associazione) e così abbiamo realizzato Isola in gioco”.

In pratica ogni giovedì in questo salone alla stecca in via De Castillia i genitori si mettono in gioco. Si arriva alle 16 (mamme, papà, nonni con i bimbi), si gioca liberamente, si fa merenda “biologica” insieme, alle 17 un laboratorio, segue il cinemino e poi si riordina e alle 18.30 tutti a casa. Chi fa il laboratorio? Le mamme che se la sentono propongono un’attività. C’è stato il giovedì della pasta di sale, quello del collage, quello della pittura. Per il cinemino si sono organizzati con un proiettore e solo “corti d’autore”. “Regna il fai da te, niente educatori e animatori, solo genitori (o nonni) e bimbi fino ai cinque anni, in uno spazio molto grande allestito con tappetoni, libri, giochi. Un nido che ha chiuso ci ha donato tutto. Cinque papà con cinque macchine hanno recuperato il tutto. Ed ecco fatto”, spiega Elisabetta. E ora che arrivano il sole e il caldo? “Abbiamo allestito anche una zona all’aperto, oppure ci sposteremo ai giardini dove è nato tutto. Qualche giovedì fa abbiamo fatto la guerra dei gessetti”.

Il gruppo promotore è composto da 3 papà e 7 mamme. E al giovedì si è arrivati anche ad essere 45 bimbi, con rispettivi accompagnatori. “Si curano in modo comunitario i bambini. La cosa bella è che tutti hanno capito che non è un baby parking, è il cortile di una volta. Noi volevamo uno spazio nostro autogestito. E il quartiere ha risposto molto bene”, continua Elisabetta.

Ma come si compra la merenda comunitaria, il materiale per i laboratori ecc? Ognuno versa un euro e mezzo per la merenda, che poi una mamma va a comprare. Per il resto c’è una tessera annuale di 15 euro “sono stati i frequentatori a chiederla e allora l’abbiamo creata”, precisa Elisabetta. 
Poi c’è stata la campagna “Adotta una mamma”, chiedendo ai commercianti della zona di sostenere il progetto. Per esempio a Carnevale hanno aiutato economicamente a organizzare la festa, oppure hanno sponsorizzato percorsi laboratoriali. Ci sono stati anche due pranzi sociali, 90 coperti che hanno permesso di comprare materiale didattico.

Isola in gioco pensa anche alle mamme, quindi si organizzano serate durante le quali possono autopromuoversi. “Abbiamo una psicologa e una psicopedagogista per esempio che hanno organizzato degli incontri per i genitori....” spiega Elisabetta.  E due mattine a settimana c’è il corso di italiano per mamme straniere. “Quest’anno erano 18, con bimbi al seguito (0-3 anni). E due mamme volontarie venivano a intrattenere i piccoli”, conclude il racconto.

Info: isolaingioco@gmail.com http://www.isolaingioco.it/

di Cristina Colli

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