Il caffè di buon vicinato

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Dagli Usa, un'idea solidale da importare a Milano

Il caffè di buon vicinato, Corner Perk Immaginate di entrare in un bar, di ordinare un cappuccino o un caffè, di avvinarvi alla cassa per pagare e di sentirvi dire: "Non c'è bisogno, grazie". Consumazioni gratis per un giorno? Non esattamente: vicini di quartiere che, coperti dall'anonimato, si regalano un po' di benessere a vicenda.

Succede molto lontano da Milano, negli Stati Uniti, a Bluffton, Sud Carolina, 12mila abitanti. Al Corner Perk, un caffè gestito da gente del posto che, da due anni a questa parte, è diventanto un punto di incontro e di generosità. Un circolo virtuoso cominciato quasi per caso: una cliente ha pagato il suo conto e ha lasciato al proprietario 100 dollari in più per pagare gli scontrini dei successivi avventori finchè i soldi non fossero finiti. Detto fatto. E la donna, che preferisce rimanere anonima, è tornata ogni tre mese con altre donazioni dello stesso tipo.

Un gesto, raccontanto dal magazine americano Good,  che ha contagiato gli altri abitanti di Bluffton: altri clienti hanno seguito il suo esempio, entrano nel locale, consmano un pasto e lasciano una donazione per pagare cibo e bevande di altri avventori che ne hanno bisogno.

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