Hibu, eco-moda per bimbi

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Colore, riciclo & fun: ecco il mantra di Alessandro

I soggetti sono pupazzosi, colorati, pure sonori: la collezione di Alessandro Acerra, artista e stilista che si è formato all'Accademia di Brera con una tesi che pare un manifesto, "Eco Design, la sfida del nuovo millennio", è soprattutto divertente.
E' possibile vederla (e acquistare i capi) in un catalogo su internet, al sito www.hibu.it. Lui è molto orgoglioso del risultato, oltre che certo del gradimento: "I miei primi modelli sono i miei tre nipoti: devo dire che con le magliette sonore si divertono parecchio. Per me è una forma d'avanguardia: dopo la vista e il tatto, sperimento una moda che mette alla prova anche l'udito. E chi meglio di un bambino può essere adatto ad apprezzarla?".

Bisogna avere carattere!
Al lavoro da 8 anni in diversi campi, dall'arte al design fino all'abbigliamento, per la sua proposta di moda Acerra si era inizialmente rivolto al target adulto. Le magliette, le felpe e tutti i capi rispecchiavano il suo personalissimo percorso artistico: molto colore, applicazioni di tessuto o tasche trasparenti con all'interno scarti sartoriali altrettanto colorati, soggetti divertenti o provocatori. Come la maglietta che riproduce la forma dei polmoni, con all'interno fiocchetti di tessuto.
"Bisogna essere sbarazzini per portare le mie cose", spiega. "Bisogna avere carattere, spensieratezza, un pizzico di sfrontatezza. Inutile dire che i bambini in questo sono perfetti, fantastici".
Da qui l'idea di rimodellare l'intero filone destinato agli adulti per il target 0-14.

Unicità, riciclo, eticità
La collezione per i bambini ha preso poi una sua...piega, è il caso di dirlo. "Ho pensato che l'applicazione di peluche e di forme di animali sulle magliette poteva anche essere arricchita di un sonoro", dice Acerra. "All'interno dei cavallini, delle scimmie, delle api e di ogni animale c'è un cicalino sonoro che ne riproduce il verso. Ho constatato che questo per i bambini diventa un gioco, una forma di comunicazione alternativa. I miei nipoti si scambiano persino il cicalino e danno a un animale il verso di quell'altro, non c'è limite alla loro immaginazione".
Non c'è produzione seriale nel lavoro di Alessandro: ogni maglietta è unica, cucita a mano, con una scelta di materiali pregiati, cotoni organici, materie prime italiane. "Anche gli scarti che utilizzo per gli inserti sono d'alta moda", specifica, "Vengono da sartorie e sono piccoli prezzi di alto pregio".
La lavorazione di ogni maglietta richiede circa un paio d'ore e poi un'etichetta con la firma, quasi fosse un quadro, ne stabilisce la sua unicità.
"Per me restano piccole opere d'arte, uniche e controcorrente su più livelli", spiega Acerra. "Non sono omologate e non sono fatte in serie, sono fatte a mano, sono caratterizzate dall'uso di materiali riciclati, scarti che all'improvviso diventano protagonisti". Le applicazioni sono cucite con un filo di nylon da pesca a prova di strappo e di lavaggio. Giocare per credere!

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