Germania: anziani, bimbi e ragazzi x conciliare

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Nelle case multigenerazionali scambiano aiuto e competenze

case multigenerazionaliMai sentito parlare di Mehrgenerationenhaus? In Germania, sembrano essere la risposta ai tanti problemi di conciliazione vita-lavoro della popolazione. Ma, anche, di solitudine, digital divide, disoccupazione. 

Già perchè le "case multigenerazionali"  sono, nello stesso tempo: centro aziani, centro giovanile, spazio nursery e spazio servizi per le famiglie. L'idea è venuta, nel 2003, all'allora  ministro per la famiglia della Bassa Sassonia Ursula von der Leyen: aprì 500 case multigenerazionali nella regione assegnando a ciascuna un budget annuale di 40mila euro con il permesso di spenderne solo la metà in stipendi per incoraggiare l'impiego di volontari. Le case devono poi raccogliere fondi vendendo tessere associative, cibo nei ristoranti e mense  interni che gestiscono e anche l'iscrizione a corsi di vario genere.

Non tutti i servizi sono a pagamento, però. Nella casa multigenerazionale di Pattensen, per esempio, i giovani genitori possono "affittare" un nonno volontario che badi ai loro bambini in alcuni momenti della giornata e "ripagarli" con lezioni sull'uso del computer. Inoltre i diversi gruppi di età risparmiano sui costi fissi condividendo cucina, fotocopiatrice, wifi, bollette. 

Un esempio esportabile in altri Paesi europei con problemi di conciliazione e di aumento della popolazione anziana? Il Regno Unito, come raccota The Guardian, si è già mosso: studiati costi e benefici delle case multigenerazionali suggerisce di crearne al più presto nel Paese. 

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