Genitori adottivi, mai più soli

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Nasce Nonsolocicogna, associazione che accompagna nel dopo adozione

Mamme e papà adottivi lo sanno bene: prima del grande passo la vita è “piena” di sostegno, aiuti, incontri, emozioni. Poi? “Con il passare del tempo questo “pieno” lascia spazio alla “normalità” e con questa arrivano le prime domande, i primi dubbi sia da parte dei bambini sia dei genitori e a questo punto spesso le famiglie si ritrovano sole”, comincia così Graziella Pighin, che con altre quattro colleghe cerca di colmare quel vuoto con l’Associazione Nonsolocicogna.

L’idea è venuta a Patrizia Conti, la Presidente dell’associazione, che dopo anni di lavoro di sostegno post adozione presso un Ente privato che si occupa di adozione internazionale ha visto quanto era necessario un supporto alle famiglie adottive una volta rientrare in Italia. Detto fatto, subito si sono unite le altre: Cristina Braraldi, Anna Paternuosto, Grazie Paternuosto e Graziella Pighin. Cinque donne, di età compresa tra i 32 e i 60 anni, professioniste che da anni si occupano del bambino e dei sistemi relazionali che lo circondano: famiglia, scuola e gruppo di pari. C’è una psicologa, una psicodrammatista e tre psicoterapeute, con specializzazioni nell’età evolutiva, nelle dinamiche familiari e sessuali e nella conduzione di gruppi.

Diite che dopo “la luna di miele” iniziale, dove tutto è perfetto…finalmente si è genitori, inizia la normalità, le domande, le difficoltà e la solitudine.  Cosa offrite nel concreto?
Il senso è di creare uno spazio dove lasciar libera espressione a sensazioni, pensieri ed emozioni che il piccolo appena arrivato, suscita nei genitori. Vuol dire imparare a conoscere e a dare forma all’essere genitori stando accanto al bambino, accompagnandolo nella crescita ma anche riuscendo a stare alla giusta distanza rispettando i suoi ritmi di adattamento e contemporaneamente al suo bisogno di esclusività.

Cosa significa per questi genitori, diventare genitori?
Noi riteniamo che ci siano diversi modi di accostarsi all’adozione, quello che noi adottiamo considera l’evento adottivo come un’occasione preziosa di affrontare la genitorialità: un modo più aperto alla riflessione sul proprio essere genitori e sulla disponibilità verso l’Altro.
Significa confrontarsi con l’estraneità, il diverso per costruire un’appartenenza solida e concreta proprio a partire dalla differenza.

Molte famiglie si sentono sole, cosa manca nel mondo che le circonda?
La cultura dell’adozione deve diffondersi anche nel sociale, sia gli operatori che la scuola devono sapere di adozione per poter accogliere questa diversità e trasformarla in una risorsa che possa aiutare la costruzione di un senso di appartenenza.

Quindi lavorate anche con questo mondo?
Ci rivolgiamo direttamente alle famiglie (ai soli genitori, ai soli bambini o all’intero nucleo familiare) e a tutto il mondo che si muove intorno al tema dell’adozione. Offriamo quindi conferenze monotematiche, visioni di film e cartoni animati seguiti da discussioni o attività rivolti sia ai genitori sia alle famiglie intere, formazione per gli operatori e le scuole, interventi in ambito clinico (consultazione, psicodiagnosi, supporto psicologico, psicoterapia), laboratori di gruppo monotematici rivolti ai genitori e espressivi rivolti ai bambini. Operiamo concretamente anche in spazi comunali, scuole e stanze adatte in studi di psicologia.
Per i mesi di febbraio e marzo abbiamo anche preventivato degli eventi gratuiti.

Info: via Salutati, 15, Tel 02 36754485 info@nonsolocicogna.it  www.nonsolocicogna.it

di Cristina Colli

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