Fotoinscatola

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Una camera oscura itinerante stupisce la città dei piccoli

Fotoinsactola, Noris LazzariniRacconta Noris Lazzarini di avere fatto, a fine giugno, le foto di classe a un gruppo di terze elementari a Pioltello. Sapete quanti bambini di 8 anni, su quattro classi, conoscevano l’esistenza delle macchine fotografiche con la pellicola? “Soltanto 6”, dice, raccontando le reazioni di meraviglia di fronte alle sue “scatole magiche”.

Noris Lazzarini è fotografa e giramondo. Ha conosciuto i più grandi fotografi italiani e stranieri. E’ stata il cuore pulsante della galleria milanese “Il Diaframma” e ha contribuito a portare nella nostra città le più belle e avanguardistiche mostre di fotografia del mondo. Dopo aver vissuto a Parigi e Bogotà, passando per il Sudafrica, ha scoperto quanto fosse bello fare le fotografie secondo la tecnica base, quella del “foro stenopeico”. Un sistema povero, ma straordinario: in pratica, si tratta di un foro posizionato al centro di una scatola, attraverso il quale entra la luce che va a impressionare la pellicola o la carta fotografica.

La semplicità e anche la “giocosità” della tecnica ha portato quasi subito Noris in mezzo ai bambini. Prima in Sudamerica, dalle scuole più altolocate fino alle favelas, poi in Africa e infine anche in Italia. Nessun piccolo resta immune alla “magia” di questa fotografa itinerante, che gira con un furgoncino trasformato in camera oscura x, in cui i bambini possono vedere l’immagine rovesciata e sperimentare la stampa delle foto. “Loro, che sono così immersi nella tecnologia, rimangono senza parole, mi ascoltano come se fossi una maga”, scherza. “E soprattutto, si convincono a fare cose incredibili, come restare immobili anche 6 minuti per far impressionare l’immagine”.

Noris Lazzarini gira con il suo Ludobus dovunque la si chiami, dal compleanno al mini-corso a scuola, dalla festa di paese fino alla biblioteca. Per i bambini (ma anche per i grandi) è un’esperienza di straordinario apprendimento e creatività “che io cerco sempre di trasferire secondo un approccio “munariano”, dice. “Ti spiego come si fa, poi tu sperimentalo da solo!”.

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