Educazione di genere entra in classe

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Dall'asilo al liceo. Con un progetto di Matrioska. Genitori, così lo portate nella vostra scuola

Educazione di genere a Milano Annalisa Valsasina MatrioskaIl dubbio viene ai genitori che, proprio in questi giorni, stanno scegliendo la scuola superiore insieme a un figlio: stiamo seguendo le sue scelte e inclinazioni o ci stiamo facendo influenzare dagli stereotipi di genere? Ma anche i papà e le mamme di bimbi ancora in età da materna spesso si confrontano col tema. Si tratti di scegliere l’attività sportiva per i piccoli, il costume di carnevale, il regalo per una festa di compleanno. Si tratti, ancora, di trovare le parole giuste per raccontare ai nostri figli cosa è la violenza di genere, per inventarci un modo in cui prevenirla e combatterla.  Già, ma quali parole? Quali immagini?

 

Tranquilli. A Milano, c’è chi le ha cercate, le ha trovate e le sta portando nelle scuole. E’ il Matrioska Group fondato da Annalisa Valsasina, psicologa e psicoterapeuta family friendly, e Maria Vittoria Colucci, counselor e consulente organizzativa. Il loro progetto Educare alla parità è una delle “materie” che in questo momento si studiano al liceo Volta e su cui bimbi ed educatori si cimentano nelle materne Ruffini, Massena e Mantegna.

 
Partiamo dai liceali. Quali sono le sfide con loro?
Annalisa Valsasina: Aiutarli a scegliere in base ai propri desideri, aspirazioni, talenti e inclinazioni senza farsi condizionare dagli stereotipi di genere. Da ciò che i media ci raccontano del maschile e del femminile. Per farlo lavoriamo con immagini e video, e stimoliamo i ragazzi a trovare e definire una loro idea di parità di genere che è la via più efficace per prevenire la violenza di e anche per affrontare il tema della conciliazione lavoro-famiglia.
 

E con i piccoli dell’asilo, come si affronta un tema tanto delicato?
Annalisa Valsasina: con grandi sagome di cartone, neutre, che i bambini abbelliscono e a cui assegnano un sesso, un nome, un mestiere. Parallelamente, lavoriamo con gli educatori della scuola esplorando cosa loro associano al maschile e al femminile e come sono influenzati in questo dalle storie personali.

 
Cosa emerge da questo lavoro nelle scuole?
Annalisa Valsasina: nelle materne scopriamo che i bambini sono molto meno condizionati degli adulti. Un buon segnale!
 
Come si fa a “chiamarvi” in una scuola?
Il nostro progetto di Educazione alla parità, che per le scuole materne di chiama “Fiocco rosa fiocco blu”, può essere proposto dalle mamme e dai papà ai dirigenti e ai consigli scolastici. Alcune scuole in cui stiamo operando hanno finanziato il progetto con il fondo di diritto allo studio.  
 
Per informazioni:

annalisa.valsasina@gmail.com

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