“Donne che cambiano” di Paola Poli

Teaser Description: 
Un libro sulla conciliazione famiglia e lavoro

“Per le donne conciliare carriera e famiglia è possibile, ma in Italia ci costa molta più fatica che nei paesi a noi vicini”. Sintetizza così i risultati della sua ricerca Paola Poli, consulente ed esperta in Risorse Umane, autrice del libro “Donne che cambiano” (Franco Angeli). “Ho lavorato per anni in multinazionali italiane e americane occupandomi di progetti internazionali di sviluppo risorse umane, change managment, marketing strategico e comunicazione – racconta l’autrice – Poi tre anni fa ho adottato due bambine e un anno fa mi sono trovata davanti alla questione ‘ridimensionale il tempo dedicato al lavoro per la famiglia’”.

Una scelta obbligata come accade spesso a molte donne in Italia?
E’ stata una scelta molto personale, fatta dopo aver fatto carriera, girato il mondo, ed essermi tolta una serie di soddisfazioni. Ma poi ho valutato che, per la mia situazione personale, fosse utile rivoluzionare le quantità. Prima lavoravo al 70% e al 30% vivevo, adesso vivo al 70% e lavoro al 30%. Ma soprattutto da quando sono diventata mamma mi sono resa conto del grosso dilemma che c’è tra il dedicare amore e attenzione ai figli e dedicare energia e attenzione al lavoro. Mi sono resa conto che il problema era molto, molto importante.

E quindi?
Ho iniziato a confrontarmi con altre persone, a raccogliere un sacco di testimonianze di donne,con personalità e scelte diverse, che cercavano di coniugare queste due cose. E mi sono resa contro che sarebbe servito fare una raccolta di dati per capire a che punto siamo e una raccolta di storie vere, come strumento di confronto, sia per le donne già in carriera, sia per chi ci si sta affacciando.

E così è nato il libro…
Ho diviso il testo in due parti. Una è dedicata appunto a numeri e dati oggettivi non opinabili, che fotografano la situazione in Italia, con qualche confronto con l’estero. Dati che dipingono la situazione della donna rispetto al lavoro, alla politica, alla maternità, alla salute. Danno un quadro attuale della situazione. Con trand e confronti con l’estero. Non ho fatto paragoni con la Svezia, perché siamo troppo diversi. Ma ho fatto per esempio un confronto puntuale con la Francia, chiedendo aiuto a una direttrice del personale di una grande azienda di Parigi. Lei mi ha detto come funzionava per le donne nel suo paese. Io ne ho ricavato una pagina del libro. Quando mio marito l’ha letta mi ha detto “richiamala perché si è sbagliata”.

E invece non si era sbagliata…..
E’ possibilissimo conciliare lavoro e famgilia. La Francia lo dimostra. In Italia sta succedendo che c’è comunque una crescita delle donne in posizioni lavorative e manageriali, ma che queste sono molto sotto pressione e fatica perché vivono in un paese, il nostro, collocato al 74esimo posto al mondo nella classifica del 'gender gap' (secondo il World Economic Forum)  e quindi non hanno una serie di supporti alla conciliazione maternità lavoro che ci sono in altri paesi e che bisognerebbe adottare.

Tipo?
Facciamo tre esempi, in tre aree diverse d'intervento. A livello governativo innanzitutto. In Francia c’è un sistema di detassazione quando la donna ha dei figli, per supportare le nuove spese. E questo avviene a tutti i livelli, dalle impiegate alle manager, alle libere professioniste. Qui in Italia invece ci sono una serie di tutele che per il momento sono solamente per chi lavora da dipendente, non per libero professionista. L’avvocato che va in maternità ci va a spese sue.  A livello delle aziende poi bisognerebbe dire basta alla cultura del fare tardi sul lavoro. Chi è in riunione alle 20 di sera, uomo o donna che sia, non è a cena con i suoi figli. Bisogna dar vita a una nuova mentalità di equilibrio tra lavoro e famiglia. Infine a livello della persona servirebbe più tempo, alle donne, da investire per rafforzare la propria leadership, per fare networking. Sono tutte cose  che servirebbero, perché il managment femminile, che è indubbiamente in crescita, è ancora giovane da noi.

E dopo i numeri le storie vere, nel libro, per dimostrare ancora più i dati…
Le storie raccontano di donne vere diversissime per attività lavorativa, per background, scelte  e personalità. Dirigenti, medici, avvocati, manager. Tutte donne con famiglia. C’è una bella testimonianza di evoluzione di carriera con il partime, un’altra in cui si vede che quando si va in maternità si perde spesso anche quello che si era già ottenuto. Ci sono poi storie di donne che hanno rischiato di rinunciare della famiglia. Basti pensare che il 70% delle italiane pensa che un figlio sia un ostacolo alla carriera. Diventeremo un paese per morti.

E’ un libro che ci fa arrabbiare?
Credo faccia capire meglio come siamo messe e ci faccia sentire anche più felici di quanto siamo riuscite a fare finora, nonostante tutto. Siamo in un momento di evoluzione irreversibile del managment femminile. Fino a 10 anni fa le donne avvocato erano il 20%  e oggi sono il 50%. Questo dà fiducia, ma dal libro si capisce anche che le donne sono in difficoltà. Fare tutte e due le cose, famiglia e lavoro,  in Italia costa molta più fatica che in altri paesi.

di Cristina Colli


Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero