Dillocon1fiaba

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Il blog che scrive la fiaba su misura a mamma e papà...

Non vuole andare a dormire, non dice grazie, piange sempre, morde e urla…. Tutto si può affrontare con una fiaba. E’ la ricetta del blog dillocon1fiaba creato da Elisabetta Mauti, 44 anni, psicologa, autrice di fiabe (Edizioni Erickson) e mamma di due figlie: “Negli anni ho imparato come confezionare un messaggio in forma di fiaba che aiutasse il genitore a spiegarsi e il bambino a cogliere quello che altrimenti sarebbe troppo difficile comunicare”. E così il 9 ottobre scorso è nato il blog: “per tutti quegli adulti che si rendono conto che non basta parlare in modo chiaro al bambino, per farsi capire, ma occorre un linguaggio specifico, indispensabile per costruire un legame autentico e profondo”, racconta Elisabetta.
Come è nata l’idea?
Il blog vuole diffondere una conoscenza, un sapere, che ho costruito nel tempo. Ho voluto mettere questo “sapere” a disposizione di tutte le mamme e i papà che avessero bisogno di dire qualcosa ai loro bambini, ma non sapessero come farlo: attraverso il blog è possibile farsi scrivere una fiaba su misura. In occasione dei seminari in cui spiego come funziona il linguaggio dei bambini, ricevo moltissime richieste di genitori in difficoltà che vedono il problema del bambino, conoscono anche la soluzione, ma non sanno come spiegarsi. Cosa gli dico, se piange sempre? Come gli spiego che deve andare a danza, anche se non conosce le compagne, perché presto faranno amicizia?
Cosa troviamo in dillocon1fiaba?
Ci sono tre pagine. Nella pagina principale pubblico ogni domenica una favola che dovrebbe aiutare la comunicazione tra adulto e bambino. Poi c’è una seconda pagina in cui raccolgo le favole che i bambini raccontano. Spesso sono solo frammenti, sogni o storie vere e proprie. Chiunque può pubblicarle ed io sono disponibile, se il genitore è interessato, a fare un ragionamento insieme, per cercare di capire cosa passa nella testa del bambino in quel momento. Gli esempi sono molti: il bambino che parla della morte, spesso ha solo paura che qualcuno possa mancargli; usa la parola morte – di cui non capisce bene il significato, per far emergere un’emozione che ha dentro e alla quale non sa che nome dare. La bambina che chiede alla madre “Ma voi mi avete fatto o mi avete rubato?” si sta interrogando sull’origine (=da dove vengo io?) e così via.
La terza pagina è più di riflessione e confronto su come raccontare le favole: si leggono o è meglio impararle a memoria? Bisogna ripeterle come i bambini ci chiedono oppure offrirne sempre di nuove?
Che cosa le chiedono i genitori?
I temi richiesti dai genitori sono straordinari perché semplici, ma necessari. Si passa dalle comuni difficoltà quotidiane (lavati i denti, impara a metterti le scarpe da solo) a insegnamenti più “alti” (se ti arrabbi e resti arrabbiato tutto il giorno, hai buttato via una giornata della tua vita, perché è importante dire grazie) fino a temi più difficili come la necessità di affrontare il dispiacere della separazione dei genitori o della mancanza di qualcuno.
Le favole per che età sono adatte?
Le favole sono scritte per il bambino, per il quale è fatta la richiesta. La piccola Maria che non conosce nessuno in prima elementare, riceve una favola per la sua età. Però il testo scritto è solo una parte: un copione. Va integrato dal racconto fatto dal genitore, che modifica le parole, aggiunge o toglie particolari o personaggi, e adatta la fiaba al suo bambino, con la competenza che gli viene proprio dal suo ruolo.
Cappuccetto Rosso può essere raccontata dai 2 fino ai 90, a patto di personalizzarla in modo adeguato per chi ci ascolta.
Come è organizzato il lavoro? Il lavoro del blog lo faccio io nei ritagli di tempo; sto però raccogliendo persone interessate a collaborare a livello volontario all’associazione. Basta mandare una email a dillocon1fiaba@libero.it

Il blog: www.dillocon1fiaba.blogspot.com

di Cristina Colli

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