Colori di madre

Teaser Description: 
Una mostra fotografia svela il mondo delle mamme straniere in Italia

Colori di madre: una mostra fotografica svela con delicatezza il mondo delle mamme straniere di Milano

L'amore materno come sentimento universale che accomuna e unisce le donne di diverse nazionalità e culture. Teresa Carreño, fotografa venezuelana d'origine e italiana d'adozione, lo ha trasformato in arte: con una serie di ritratti di donne straniere che vivono in Italia, riprese insieme ai figli negli abiti tradizionali del loro paese. Oggi queste suggestive immagini, ispirate all'iconografia classica della 'Madonna con bambino', sono riunite in un progetto fotografico itinerante (edito da Charta) intitolato 'Colori di madre': fino al 26 luglio presso la Casa delle Culture del Mondo di Milano.

Perché ha scelto come soggetto la maternità?
Dovevo fare un reportage sul tema dell’ integrazione della donna straniera nella società multietnica e non volevo fare il solito lavoro confinato soltanto al tema proposto dal committente. Ho riflettuto sulla maternità come tema universale che raggiunge facilmente le coscienze di ciascuno di noi, forse perché rappresenta in qualche modo una linea di continuità dell’umanità, e ho pensato che in questo modo potevo suscitare più  attenzione e dibattito sul tema dell’integrazione. Inoltre, essendo diventata madre, anche io volevo celebrare quest’esperienza di creatività/creazione.

Com’ è nata l'idea di ripercorrere l'iconografia 
della 'Madonna con bambino'?
Il tema delle donne straniere in italia è stato spesso raccontato e confinato dai giornali nelle pagine  di cronaca o di denuncia sociale, così mi sono  ispirata all'iconografia classica della 'Madonna con bambino' perché mi pareva un modo giusto per  far risaltare al meglio l’ identità culturale di queste donne.

Come ha incontrato le mamme che ha ritratto?
In realtà sono stata fortunata perché questo lavoro è anche frutto di uno “street casting” realizzato a Milano e non nei trenta Paesi del mondo da cui queste donne provengono. Non è stato difficile convincerle. Ero attratta dalla magia che si ripresenta ad ogni nascita, il trasfondersi della vita nella sua forma più naturale. Mi incuriosivano le loro espressioni, quella sensazione di venerazione e di incanto capace di coinvolgere le coscienze di tutti.

Ci sono stati momenti di socializzazione tra
 le varie protagoniste?
Sì, oltre al ritratto in studio mi interessava che le giovani madri entrassero in relazione, che si creassero momenti di apertura verso spazi di somiglianza nella differenza. E un giorno le ho fatte venire tutte in studio da me.

Mamme straniere in abiti tradizionali, in una società  multietnica: un messaggio importante, che è stato definito come una 'rarissima combinazione di cronaca e arte'. Com’ è riuscita a realizzarlo in un modo così garbato?
L’ abito tradizionale era fondamentale per dare regalità e importanza all'identità culturale di queste donne. L’idea di unire arte e cronaca credo sia stata una necessità espressiva di quel momento: ci tenevo a costruire un linguaggio fotografico che sviluppasse interesse e dibattito sul tema dell’integrazione. In più sono sempre stata molto affascinata dal soggetto 'Madonna con bambino' e dal sentimento del sacro che mi suscita. Quando ero adolescente collezionavo le cartoline di tutte le Madonne con bambino che vedevo nei musei, ero un po’ 'ossessionata' dal miracolo della creazione. Allora ho pensato che era il momento per unire ed esprimere bene questi due sentimenti che poi sono stati definiti 'arte e cronaca'.

 

 

Fino al 26 luglio
Casa delle Culture del mondo
via Giulio Natta, 112
M1 Lampugnano
Tel. 02 33496854
martedì e mercoledì: ore 10-18
giovedì e venerdì: ore 10-23
sabato e domenica: ore 14-23

Invia nuovo commento

Il contenuto di questo campo è privato e non verrà mostrato pubblicamente.
CAPTCHA
Questa domanda serve a capire se sei un utente vero