Chiesa Rossa: dopo scuola in un bar confiscato alle mafie

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Collante di quartiere contro la dispersione scolastica. L'idea della Coop Zero5

C’è un ex bar, nel quartiere Chiesa Rossa, che una volta era “in mano alla mafia”. Oggi qui vengono ragazzi dagli 11 ai 14 anni per il doposcuola. “Medie e i primi due anni delle superiori, perché per questa fascia d’età mancano spazi in cui trovarsi, fare esperienze e sviluppare interessi”.  Lo spiega Luca Ercoli, papà ed educatore professionale della Cooperativa Zero5La Coop si occupa “sul campo”, in diversi quartieri della zona, di prevenzione della dispersione scolastica, disagio giovanile, integrazione scolastica e sociale dei minori stranieri e di sostegno alla genitorialità.

Come è organizzata Zero5, cosa fate nel concreto?
Siamo diciotto tra dipendenti e collaboratori, più quattro volontari. Promuoviamo doposcuola in tre Centri di Aggregazione Multifunzionali di zona 5, centri aggregativi diurni, servizi di orientamento scolastico, laboratori creativi nelle classi, laboratori d’italiano come lingua 2, azioni di sostegno alla genitorialità, formazioni agli insegnanti e interventi d’integrazione scolastica rivolti ad alunni disabili.

Avete appena aperto due strutture nuove. Cosa succede in questi spazi?
Lo Spazio di Via dei Guarneri è l’ex casa del Custode di una scuola media, ha la struttura di un appartamento. Lo spazio di Via Momigliano è un ex Bar confiscato alle mafie e dato in gestione dal Comune a noi. Di giorno sono dei centri diurni educativi rivolti a preadolescenti (abbiamo circa 70 ragazzi che frequentano le due strutture). Di sera sono abitati da gruppi di genitori che si trovano a parlare di educazione e figli. Poi gestiamo degli spazi compiti e tutta una serie di attività educative e laboratoriale nelle scuole delle Zone 4 e 5 di Milano.

Come pensate di allargare le attività?
A breve ci piacerebbe creare delle serate musicali e culturali, degli aperitivi pedagogici per genitori, dei laboratori per bambini. Abbiamo iniziato a dare gli spazi in uso estemporaneo a famiglie per piccole feste di compleanno.  Al momento sono ancora sotto utilizzati rispetto al loro potenziale. 

Che rapporto avete con il quartiere?
Siamo da sempre molto radicati nel territorio di zona 5. In particolare nei quartieri Gratosoglio, Stadera, Boifava, Chiesa Rossa e, da un anno, anche nel quartiere Fatima (via Ripamonti). Negli anni si sono costruiti legami sociali significativi tra le organizzazioni che operano sul territorio. In particolare l’asse che congiunge il quartiere Stadera al Gratosoglio è ricco di associazioni, cooperative, parrocchie, gruppi informali di cittadini, che si sono attivati per costituire gruppi di mutuo aiuto (Gas, banche del tempo). I legami tra i cittadini però risultano molto frammentati e riscontriamo un alto livello di sfiducia e a volte di pregiudizio nei confronti del proprio vicino di casa. La forte eterogeneità di composizione sociale, unita a politiche che non sempre hanno promosso una cultura di coesione, ha generato un clima di barriere, diffidenze e scarsa predisposizione a vedere nell’altro una risorsa. 

Lavorate prevalentemente con adolescenti. A Milano cosa servirebbe?
Ultimamente riscontriamo un altissimo tasso di abbandono scolastico. Sono molti i giovani che dopo 16 anni smettono di andare a scuola e vista la situazione occupazionale si trovano a non fare niente tutto il giorno.   Da una prospettiva sociale ed educativa ai ragazzi mancano spazi in cui trovarsi, fare esperienze e sviluppare interessi, mettendo in gioco le proprie abilità costruttive e creative e anche la scuola fatica a stare dietro a questa generazione digitale. Per fortuna anche a Milano esistono scuole pioniere, oratori e spazi laici come i centri educativi, dove insegnanti ed educatori provano a sperimentare nuovi modi di fare didattica ed educazione.

Le famiglie sono “sostenute” quando i figli sono adolescenti?
Educare i figli è complesso e se da una parte i legami sociali delle vecchie comunità di quartiere si vanno allentando, dall’altra è importante trovare luoghi e persone con le quali confrontarsi. Da alcuni anni teniamo conferenze rivolte a genitori dove affrontiamo potenziali problemi sociali legati al mondo giovanile e poi invitiamo i genitori a proseguire la riflessione comune all’interno di percorsi di piccolo gruppo condotti da pedagogisti, educatori e psicologi. Molti genitori hanno capito che è importante iniziare a confrontarsi, anche se i problemi sono piccoli, perché è più facile prevenirli o trattarli prima che diventino problemi grandi.

Gli spazi: via Attilio Momigliano 3, angolo via Neera (MM2 P.zza Abbiategrasso, Tram 3, fermata via Neera); via dei Guarneri 21,adiacenze di Via Ripamonti (Tram 24, fermata via Val di Sole)
Info: www.coopzero5.org spazi@coopzero5.org 02-89077199

di Cristina Colli

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