Al lavoro per salvare il "fai da te", tra i bambini

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Anche a Milano i laboratori gratuiti di Manualità, un gioco da ragazzi

Lavorare il legno con le proprie mani. Creare un oggetto tutto tuo con il cartone. Il fai da te si sta sempre più perdendo, soprattutto tra i giovani. Quanti genitori hanno tempo in casa per il fai da te? E a scuola? E così le capacità manuali dei bambini s’impoveriscono. Da qui, da questa osservazione, è nato "Manualità, un gioco da ragazzi", un progetto senza fini di lucro, ideato dalla casa editrice Edibrico e sostenuto da diversi sponsor (Bosch, Henkel, Labor). “Il progetto ha l’obiettivo di aprire laboratori gratuiti di fai da te per bambini e ragazzi dai cinque ai quindici anni in tutta Italia”, spiega Ilaria Beretta, la coordinatrice responsabile del progetto. In un anno sono partiti 38 laboratori, con un totale di 4700 bambini coinvolti.
Ma come funziona?
In pratica: se sei un buon fai da te e sai che nella tua realtà ci sono giovani interessati a divertirsi in laboratorio imparando a lavorare il legno, la creta e altro, puoi telefonarci o scriverci (www.manualitaragazzi.it) e l’organizzazione di “Manualità” provvede a inviarti un kit del tutto gratuito con gli strumenti e le attrezzature base per aprire un laboratorio adatto a giovanissimi, che a sua volta deve essere, naturalmente, del tutto gratuito.
A Milano dove avete aperto?
Abbiamo due laboratori grandi e importanti, presso l’oratorio della Chiesa del Murialdo e presso la comunità di quartiere del Giambellino. Chi volesse iscrivere i suoi bambini a questi laboratori, i recapiti sono sul sito. Inoltre, da quest’estate ha aderito al programma anche il Comune di Milano con le sue “Case Vacanza”. I ragazzi iscritti per le vacanze di quest’anno usufruiranno anche di un attrezzato laboratorio fai da te.
Quali sono i criteri per poter aprire un laboratorio?
Tutti i laboratori di “Manualità, un gioco da ragazzi” devono avere un referente che sia un capace fai da te, con la voglia (e la pazienza) di condividerla con i ragazzi. Occorre uno spazio adatto ad accogliere il laboratorio (un oratorio, un’associazione di quartiere, il retro di una bottega…) anche in condivisione con altre attività e l’ultimo requisito è la gratuità all’accesso ai lavori. Richiediamo un impegno continuativo di sei mesi a cadenza regolare, e l’autorizzazione dei genitori a pubblicare le foto dei bambini al lavoro sul sito
I genitori come hanno partecipato finora?
Tra le persone che ci hanno contattato ci sono anche molti gruppi di genitori che si sono organizzati con lo stesso scopo di “Manualità ragazzi”: contrastare la virtualità, far diventare i loro figli capaci di lavorare bene (e con gioia) con le mani. Alcuni genitori sono valenti fai da te e insegnano, altri imparano insieme ai figli. A Vidigulfo (PV), l’autunno scorso, da un gruppo di genitori con i propri figli si sono sviluppati, con l’arrivo del nostro kit, due laboratori con oltre 70 ragazzi. In un altro caso, a Carpineti (RE), i genitori, soprattutto mamme, si sono organizzati in un gruppo che si chiama “Il Castello errante”, che si sposta di volta in volta presso tutti i laboratori artigianali della loro zona per imparare, genitori e figli insieme. Con il nostro kit hanno potenziato queste gite esplorative.

di Cristina Colli

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